La principessa Leila (Carrie Fisher) durante il tragitto per comsegnare all’alleanza ribelle i piani della Morte Nera, gigantesca stazione da battaglia capace di annientare interi pianeti, viene fatta prigioniera dal famigerato Dart Fener e dalle sue truppe, ma prima di cadere in mani nemiche affida un messaggio ai suoi due droidi di fiducia RD-D2 e C-3PO inviandoli con una navicella di salvataggio sul pianeta Tatooine.
Giunti sul pianeta i due droidi vengono catturati dai Jawas mercanti e contrabbandieri di droidi che li vendono all’agricoltore Owen Lars e al nipote Luke Skywalker (Mark Hamil) aspirante pilota di caccia. Una volta alla fattoria Luke sarà costretto a mettersi in cerca di RD-D2 che obbedendo al volere della principessa Leila è fuggito per consegnare il messaggio al misterioso Obi-Wan Kenobi (Alec Guinness) una sorta di eremita che vive nel deserto.
Scampati ad un assalto di predoni Luke e i due droidi salvati da Kenobi scopriranno che quest’ultimo è un cavaliere Jedi, ordine di combattenti e saggi che veglia sull’equilibrio dell’universo e sulla pace.







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Il miliardario Hugo Drax (Michael Lonsdale) ha costruito e donato al governo britannico l’avanzatissimo shuttle Moonraker per poi rubarlo a sua volta e lanciarlo in orbita insieme ad altri cinque shuttle con a bordo sei coppie, novelli Adamo ed Eva selezionati per dar vita nello spazio ad una nuova e perfetta razza umana.
Forte delle entusiastiche recensioni americane e anche di una impressionante serie di pareri positivi dati da molti blogger italiani mi accingo a godermi Star Trek, undicesimo capitolo cinematografico della saga sci-fi più famosa di sempre, insieme a Star Wars naturalmente.
