Salvare la magia del cinema è possibile

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Detto tra noi, se si vuole dare la colpa alla pandemia lo si può anche fare, ma la crisi del cinema italiano è ormai radicata nel Paese. Era iniziata ben prima del Covid e sta continuando inesorabilmente, per via delle mille difficoltà che i gestori dei cinema sono costretti ad affrontare. Anche se i 2 anni di stop e le restrizioni imposte alla riapertura di sicuro non hanno aiutato.

L’allarme è stato ormai lanciato: la magia deve essere salvata. Andare al cinema deve tornare a far parte delle nostre abitudini, mettendo da parte le piattaforme in streaming di ampio utilizzo tra gli spettatori. A onor del vero, anche queste ultime stanno registrando una battuta di arresto – con Netflix che, nei primi due trimestri del 2022, ha perso un gran numero di abbonati.

A cercare di dare una risposta alla domanda su come salvare le sale dei cinema arriva il report iSay Group, con un resoconto molto dettagliato della situazione e alcuni spunti davvero sorprendenti.

L’Italia dei video sul web

Mentre negli altri Paesi europei le sale si stanno riprendendo, in Italia la crisi sembra ancora farla da padrone. Una problematica che sembra avere le sue radici nella crescente fruizione di video sul web. A partire da YouTube, per poi spostarsi sulle piattaforme in streaming. I numeri parlano chiaro: l’Italia ben presto scalerà la quinta posizione nella classifica nel consumo di video.

Un trend che non poteva non avere delle conseguenze anche sui film e che sta aggravando l’abbandono delle sale cinematografiche. Ma andare al cinema non è certo come guardare da casa. Quindi una speranza ancora c’è.

Andare al cinema fa bene

No, non parliamo solo all’aspetto economico. Andare al cinema fa bene realmente – e lo dimostrano alcuni studi in questione. Sedersi in una sala cinematografica insieme ad altre persone coinvolge di più e aumenta la concentrazione. Ci si sente parte di una comune esperienza, tanto è vero che, dopo un po’, i battiti degli spettatori tendono ad allinearsi.

È questa la magia del cinema. Ed è da qui che occorre partire per la rinascita delle sale cinematografiche, che stanno morendo a favore dei divani. La soluzione? La collaborazione: streaming e cinema non devono essere come due supereroi contrapposti, ma cooperare per la salvezza dei sogni, della fantasia, delle emozioni e dell’Arte.

Il cinema deve continuare a esistere – e lo deve fare ad alto livello, per riuscire a offrire ancora dei capolavori. Di quelli che fanno battere insieme i cuori. Altrimenti, avremo perso tutti.

 

Leggi ora il report di I SAY:

https://isay.group/superpoteri-per-superproblemi-come-salvare-sale-di-cinema-e-streaming/

 

L’adattamento cinematografico di Dungeons and Dragons: tutto ciò che sappiamo finora

Portare sul grande schermo un gioco di ruolo epico e riuscire a bissare il successo planetario riscosso fra i players di tutto il mondo, non è un’impresa facile. E infatti il primo tentativo, risalente all’anno 2000, è stato un vero fiasco. Nonostante la presenza di un cast di tutto rispetto, con i nomi di Jeremy Irons e Marlon Wayans in evidenza, il film fu un clamoroso flop di critica e di pubblico.

Adesso però, D&D può prendersi la rivincita sul grande schermo grazie al nuovo titolo prodotto dalla Paramount Pictures, con un budget importante e attori di primo ordine. Ecco quindi tutto ciò che è dato sapere finora sul prossimo film di Dungeons and Dragons.

adattamento cinematografico

La fortuna di D&D dal gioco di carte ai giochi online

Sai davvero tutto del gioco di ruolo più popolare di sempre? D&D è stato pubblicato per la prima volta nel 1974 (esatto, quasi mezzo secolo fa!) dal marchio Hasbro della società editrice Wizards of the Coast, e si è velocemente diffuso a livello globale. Il suo successo è stato tale da essere preso come modello e da diventare così l’antenato ispiratore dei vari giochi strategia pc, ovvero di quei giochi online, con ambientazioni diverse (Antichità Classica, Medioevo, Fantasy), nei quali il protagonista deve compiere una serie di missioni e superare gli ostacoli del caso, da solo o in compagnia di alleati, per avere la meglio sui nemici in avvicendamento.

Se da un lato nei giochi di ruolo con le carte, la fantasia del giocatore deve compiere uno sforzo per immaginare gli scenari e i personaggi, nei giochi online di strategia per PC le grafiche innovative danno modo di immergersi nel titolo preferito in modo sempre più realistico e coinvolgente. In questo modo il giocatore è libero di concentrarsi completamente sulle tattiche e sulle missioni di gioco.

Come si gioca a Dungeons and Dragons?

Il gioco di carte D&D viene giocato solitamente in 4 o 5 giocatori, più un Dungeon Master che ha il compito di facilitare il gioco, svolgendo il ruolo sia di arbitro che di narratore. I giocatori scelgono quale tipo di personaggio sarà il protagonista della loro storia: un mago, uno stregone, un ladro, un guerriero, un druido o simili, ciascuno con poteri speciali conferiti dalla diversa tipologia e con una personalità tutta da inventare. Tutti insieme questi personaggi formano un gruppo di avventurieri che lungo il percorso collaborano per superare le tante sfide in un paesaggio incantato e immaginario, popolato da orchi, draghi, ragni giganti e mostri di ogni genere. Per avanzare e per combattere i giocatori si servono dei dadi, ai quali sono affidate le sorti delle proprie azioni.

Dungeons & Dragons il film: aspettative e novità

Torniamo adesso a parlare del film di D&D. Cosa sappiamo finora? Intanto sappiamo che il co-regista, John Francis Daley, ha recentemente annunciato su Twitter che le riprese del progetto sono arrivate alla conclusione. Stiamo parlando di una produzione di prima categoria che vede impegnati personaggi di primissimo piano di Hollywood come Regé-Jean Page (in lizza con altri candidati per subentrare a Daniel Craig nel ruolo di 007), Chris Pine, Michelle Rodriguez e Hugh Grant (che interpreterà il ‘villain’ Forge Fletcher).

Per quanto riguarda la sinossi ufficiale, si capisce chiaramente che il film resterà fedele al gioco di carte: una banda eterogenea di improbabili eroi parte per un viaggio in un paesaggio sconosciuto per avere la meglio sul ‘cattivone’ di turno. Questo manipolo vedrà probabilmente in azione un mago e un druido, probabilmente un imbroglione e una donna barbara: insieme dovranno raccogliere informazioni, vincere sfide, combattere contro le ingiustizie contrastando mostri e tiranni.

Le premesse per rendere giustizia, anche sul grande schermo, al celeberrimo franchise di giochi di ruolo, ci sono tutte. E i fans non stanno più nella pelle! Navigando in rete, si possono anche vedere alcune anteprime del set di Dungeons and Dragons che fanno capire che la trama riporterà alla storia dei Forgotten Realms, una delle ambientazioni più popolari del gioco.

Altre gustose anteprime che cominciano a trapelare sono quelle relative alla location delle riprese, Irlanda del Nord e alla data di uscita del film: si parla della prossima primavera del 2023 ma ancora la data esatta (girano voci sul 3 marzo), non è ancora stata ufficializzata. In ogni caso, ci prendiamo l’impegno di continuare a monitorare le ultime novità per dare modo agli appassionati del genere di restare aggiornati.

D&D oltre al film anche la serie TV

Ma il film al cinema non è l’unica novità che riguarda il mondo D&D. È novità ancora piuttosto fresca quella che Rawson Marshall Thurber, già regista di “Red Notice” (film più visto di sempre su Netflix), sarà incaricato della regia di una nuova serie TV ispirata appunto a Dungeons and Dragons. Con ogni probabilità, la nuova serie sarà comprata e distribuita proprio del colosso mondiale dell’intrattenimento streaming. L’idea alla base dell’ambizioso progetto sembra quella di lanciare un format narrativo sul tipo delle storie dell’Universo Marvel. Intanto, Thurber è stato incaricato, dallo studio indipendente eOne, di scrivere e di dirigere l’episodio zero della nuova live-action tratta dal celebre franchise di giochi di ruolo di stile fantasy.

Perchè Dune è tra i film più apprezzati del 2021?

Si è da poco conclusa la 78esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, evento atteso oltre che per le premiazioni con cui vengono decretati i maggiori successi dell’anno nel mondo del cinema, anche per la presentazione di nuovi film il cui trionfo – o fallimento – sul mercato inizia proprio da qui.

Uno dei più attesi di questa edizione è stato Dune, pellicola fuori concorso diretta da Denis Villeneuve e ispirata all’omonimo romanzo cult di narrativa fantascientifica scritto da Frank Herbert come primo capitolo di Ciclo di Dune, una serie di romanzi pubblicati tra il 1963 e il 1965.

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La storia, ambientata nell’undicesimo millennio, racconta le vicende che portano la dinastia Atreides e quella di Harkonne a scontrarsi per conquistare il pianeta Arrakis, l’unico luogo dell’universo dove si trova la spezia Melange in grado di allungare la vita. Un film complesso nella trama, che tocca argomenti importanti come l’evoluzione umana, l’ecologia, il potere di religione e politica, e complicato nella realizzazione ma che, tuttavia, sembra aver superato con successo la prova. Almeno in Italia, dove si è aggiudicato il primo posto in classifica sin dal debutto raggiungendo circa 419mila euro di incasso e quasi 60mila spettatori, ben al di sopra di quanto immaginato.

L’universo Dune

C’è da precisare però che la fama di Dune non riguarda solo il libro di Herbert e il film di Villeneuve, tra i due successi è andato costruendosi negli anni una sorta di ‘universo Dune’ alimentato dal modo in cui la storia ha incuriosito e stimolato l’industria dell’intrattenimento in senso trasversale.

Prima dell’edizione 2021 già Alejandro Jodorowsky negli anni ’70 e David Lynch un decennio dopo hanno provato a traslitterare – senza tuttavia riuscirci – l’opera in versione cinematografica. Da lì in poi sono stati fatti molti altri tentativi per portare la narrazione in televisione, così come in libreria mediante la pubblicazione di libri e fumetti, ma l’ambito in cui sembra sia stato raggiunto un maggiore successo a livello commerciale è stato quello dei videogiochi e dei giochi di ruolo.

Complice la popolarità raggiunta nell’ultimo decennio dall’industria del gaming con i casinò virtuali e i giochi online, a partire dagli anni ’90 la celebrità di Dune ha subito un’impennata con l’uscita sul mercato di 5 videogiochi e il primo GdR pubblicato nel 2000, ai quali certamente faranno seguito molti altri prodotti grazie al successo del recente film.

Le ragioni del trionfo di Dune 2021

Alla luce di tutte le vicende susseguitesi fino a oggi, è lecito domandarsi cosa possa aver contributo a decretare il successo di Villeneuve rispetto ai precedenti fallimenti dei suoi colleghi. Regista canadese non particolarmente famoso, ma il cui nome ha acquistato negli ultimi anni maggiore notorietà grazie alla direzione di film validi come Blade Runner 2049, sembra aver compreso meglio degli altri in che modo interpretare il racconto e quali ingredienti combinare all’interno del suo progetto per fare breccia nel cuore di pubblico e critica.

Tra i fattori determinanti c’è senza dubbio la scelta del regista di mantenersi fedele rispetto alla narrazione del libro riuscendo a gestire i tempi con abilità, in modo da rendere la visione del film scorrevole pur senza rinunciare a nessuno dei passaggi principali del racconto, e ritmata alternando scene impegnative con altre più leggere, in alcuni casi ironiche.

A questo vanno ad aggiungersi un cast stellare e scelte tecniche, come nel caso della fotografia e della colonna sonore, di grande qualità per cui sono stati investiti buona parte dei 165 milioni di dollari spesi durante i 4 anni di lavoro. Il risultato li vale tutti, tanto da lasciare intendere una fortuna simile a quella raggiunta dalla trilogia del Signore degli Anelli per il genere Fantasy.

Dress code per ristoratori: come sceglierlo?

All’interno di un ristorante il personale dovrebbe sempre rispettare un dress code: la divisa o comunque gli abiti indossati dai camerieri così come quelli di chi lavora in cucina rappresentano infatti un vero e proprio biglietto da visita. Non solo: anche se spesso questo aspetto viene sottovalutato, bisogna ricordare che esistono delle norme specifiche per i ristoratori in merito al dress code, che ha anche il compito di garantire il rispetto delle norme igieniche. Quest’ultimo aspetto in realtà riguarda esclusivamente il personale che lavora in cucina: i camerieri hanno una maggiore libertà a tal proposito. Ciò però non significa che si possano vestire come vogliono, perché il rischio è quello di compromettere l’immagine del locale.

Cuoco all opera - consulente immagine

Per questo motivo, molti ristoratori si affidano oggi ad un consulente d’immagine: professionista il cui compito è proprio quello di fornire utili consigli sull’abbigliamento più adeguato nei vari contesti. Il consulente d’immagine è sempre più richiesto nell’ambito della ristorazione, proprio perché la divisa dei camerieri incide in modo significativo sulla reputazione dell’intero locale.

Come si dovrebbe vestire il personale di sala

Vediamo dunque alcuni utili consigli per i ristoratori, che si trovano in difficoltà nel trovare la giusta divisa per il personale di sale e nell’impostare un dress code che sia adeguato al proprio locale.

Divisa unica per tutti i camerieri

Innanzitutto, sarebbe sempre importante che tutti i camerieri ed il personale di sala in un ristorante avesse un’unica divisa. Questo consente infatti ai dipendenti di distinguersi dai clienti e di essere riconoscibili nell’immediato. Non solo: una divisa condivisa da tutto il personale trasmette anche maggiore professionalità e dunque contribuisce a migliorare in generale l’immagine del locale.

Abiti in sintonia con lo stile del locale

Un altro aspetto molto importante, che purtroppo spesso e volentieri viene trascurato, riguarda lo stile degli abiti indossati dal personale. Questi dovrebbero sempre essere in sintonia con gli arredi e con la tipologia di ristorante, in modo da non apparire fuori luogo e non stonare. In un locale di pregio ed esclusivo ad esempio i camerieri dovrebbero indossare degli abiti eleganti e ricercati. Al contrario, in un agriturismo il personale non deve vestire in modo eccessivamente chic perché apparirebbe del tutto fuori luogo e farebbe sentire i clienti a disagio. Ciò non significa che i camerieri in questi casi debbano essere trascurati, ma più casual sicuramente.

Cura ed igiene si trasmettono anche dai dettagli

È importante ricordare inoltre che il personale di sale, sebbene non debba rispettare delle norme specifiche in fatto di igiene, dovrebbe comunque apparire sempre curato e trasmettere un senso di ordine e pulizia. Le donne ad esempio non sono costrette ad indossare dei copricapo ma è buona norma che tengano i capelli legati, in modo da evitare il rischio di contaminare i piatti. Sempre le cameriere non dovrebbero inoltre sfoggiare un make up eccessivamente pesante, ma piuttosto un trucco leggero e naturale.

Trovare il giusto dress code per il personale di sala è un compito spesso arduo per un ristoratore, in quanto gli aspetti da considerare sono diversi. Per questo conviene affidarsi ad un professionista, che sicuramente è in grado di fornire i consigli giusti per non commettere errori.

Il blocco del Metropolitan: stop scandaloso dalla Regione Lazio

Nonostante l’approvazione del Consiglio comunale, prima, e un mare di pareri favorevoli, poi, il Metropolitan resta chiuso. Il vicedirettore de Il Tempo Francesco Storace, in un articolo delle ultime ore, si sfoga. Lo definisce un blocco/sabotaggio da parte dell’ente guidato da Zingaretti contro il prestigioso cinema del centro storico di Roma in via del Corso.

Nonostante tutte le chiacchiere sulla bellezza e cultura di Roma, quando si tratta di interessi e scontri politici, tutto viene messo da parte. Pare che il blocco del Metropolitan e lo stop scandaloso della Regione Lazio dipendano da una sorta di guerra tra Nicola Zingaretti e Virginia Raggi.

Chi ha deciso il blocco? Chi, dopo che un privato ha investito 7 milioni di euro per la riapertura di 3 sale cinematografiche, ha congelato l’investimento e sta per mandare in fumo 60 posti di lavoro?

La storia del Metropolitan prima dello stop scandaloso della Regione Lazio

Il Metropolitan, nato nel 1909 come grande magazzino in via del Corso (angolo con Piazza del Popolo), diventa nel 1911 Cinema Teatro Americano. Nel 1948 viene rinominato Metropolitan, poi entra in crisi come tante altre sale di Roma.

Nel 2000 è stato demolito, mentre nel 2010 è stato dismesso.

Un privato, nel 2012, decide di investire un’ingente somma in nome dello sviluppo e della cultura. Si tratta di DM Europa che propone spazi per cinema ed uffici: recupera una sala del Metropolitan ed investe 7 milioni di euro per riqualificare Apollo e Airone, due cinema comunali, prevedendo ben 60 posti di lavoro. Tutto questo per vedersi congelare di colpo l’investimento dalla Regione Lazio.

Metropolitan: tutti d’accordo per la riconversione, poi il blocco della Regione

La storia del Metropolitan, fermo da più di 10 anni, va raccontata. Chi ha deciso per il blocco/boicottaggio del cinema va svergognato. Così si sfoga il vicedirettore de Il Tempo.

Tanti pareri favorevoli per il riutilizzo del cinema, tra cui quelli del Ministero dei Beni culturali, primo municipio, sovrintendenza beni architettonici e paesaggistici del Comune, direzione regionale per i beni culturali.

Il 23 luglio 2019, il Consiglio comunale ha approvato la proposta di riconversione del Metropolitan. In seguito, a settembre 2020, la Regione Lazio ha annunciato pareri favorevoli all’unanimità da più parti: dipartimenti e aree regionali, urbanistica, tutela del territorio e ambientale, sviluppo economico, ecc. Tutti d’accordo con proposte di prescrizione e raccomandazione.

Il Comune ha scritto alla Regione Lazio per l’accordo di programma. Al centralino di Zingaretti nessuno risponde. Il 21 gennaio 2021, il Comune decide di proporre alla Regione direttamente lo schema di accordo di programma. Tutto tace. La Regione Lazio di colpo ci ripensa, non vuole più saperne. Il Tempo considera inspiegabile la mancata autorizzazione di Zingaretti.

Chi vuole il blocco del Metropolitan? E perché?

Chi intende mandare in fumo 7 milioni di investimento per la riapertura e riqualificazione di 3 sale cinematografiche? Chi sta facendo saltare 60 posti di lavoro?

Perché sabotare il progetto Metropolitan?

E, ancora, perché la Regione Lazio non ha messo i paletti subito, durante la conferenza dei servizi, anziché sabotare dopo che tutto si era concluso positivamente?

C’è in atto un scontro di interessi politici contrapposti?

Qualcuno nell’ambito della politica o della magistratura farà queste domande alla Regione Lazio?

Zingaretti resta in silenzio, lui va solo al cinema Piccolo America.

Qualcuno, prima o poi, dovrà dare una risposta. Ci uniamo alle parole di Francesco Storace: non si può bloccare un pezzo di cultura cinematografica come il Metropolitan fermo da oltre 10 anni.

Tutto pronto per il Japanese Film Festival

La Japan Foundation non rinuncia ad offrire, anche nel 2021, uno spettacolo da ricordare ai suoi estimatori: il Japanese Film Festival, per adeguarsi ai cambiamenti richiesti dall’emergenza coronavirus si trasforma e sbarca online anche in Italia dal 26 febbraio al 7 marzo, per una esperienza culturale streaming come poche se ne sono viste finora nel settore.

Quest’anno si è optato per un vero e proprio festival itinerante in streaming che la JF ha pensato e organizzato fino al minimo dettaglio, al fine di non interrompere una tradizione cinematografica che da anni intrattiene appassionati e curiosi, offrendo un’importante selezione di pellicole provenienti dal paese del Sol Levante. Questa inconsueta ma completa rassegna toccherà, anche se virtualmente, venti paesi in tutto il mondo grazie alla collaborazione con le diverse sedi estere della fondazione, tra le quali figura anche l’Istituto giapponese di Cultura di Roma.

Il JFF Plus: Online Festival ha esordito nel novembre del 2020 nel continente asiatico e sta “viaggiando” all’interno dei 5 continenti: quello che una volta era un appuntamento fisico si è trasformato nella possibilità di visionare una selezione di 30 film giapponesi d’autore attraverso una nuova piattaforma dedicata proprio al JFF. Tutti titoli disponibili per una visione gratuita. Un’occasione imperdibile soprattutto in un periodo nel quale l’arte risente molto delle restrizioni che dovunque nel mondo sono state imposte per evitare i contagi da coronavirus.

In tutto il JFF Plus: Online Festival prevede 10 giorni di programmazione, articoli, approfondimenti e tante video interviste sottotitolate in Italiano che potranno essere, dal 26 febbraio, consultate direttamente dal proprio computer: sarà come essere in prima fila davanti lo schermo potendo però usufruire di tutte le comodità della propria abitazione. Un nuovo modo di condividere la passione per i film nipponici con tutti coloro che amando la cinematografia giapponese.

Il programma completo del festival sarà reso noto nei giorni precedenti la data di inizio: ogni film in programma avrà come di consueto un giorno e un orario di programmazione specifici e sarà visualizzabile per 24 ore a partire dalla sua data di proiezione. Il link è ottenibile iscrivendosi alla mailing list dell’Istituto Giapponese di Cultura.

JFF Plus: Online Festival è il primo festival di cinema giapponese in streaming della Japan Foundation e rappresenta un evento unico nel suo genere. La piattaforma ospite sarà divisa in tre sezioni, pari a quelle che sono state scelte per essere la parola chiave di questa iconica rassegna: Read, Watch e Join. Attraverso di esse è possibile consultare approfondimenti e articoli sul cinema giapponese, visionare le interviste condotte da Mark Schilling, giornalista e critico cinematografico, nota penna per Screen international, The Japan Times e Variety e visionare i film della rassegna.

Link all’Istituto Giapponese di Cultura: https://jfroma.it/

Link al sito ufficiale JFF: https://jff.jpf.go.jp/

 

I grandi classici: riguardiamoli sulle piattaforme in streaming

Gli appassionati di cinema difficilmente guardano la TV, soprattutto quando si tratta dei canali tradizionali. Capita però che i palinsesti offrano qualche piccola chicca, i classici intramontabili che fa piacere guardare anche alla TV. Se non fosse che spesso gli intervalli pubblicitari fanno perdere la speranza anche all’appassionato più incallito; a volte addirittura cercano di prenderci per sfinimento, con grandi classici la cui trasmissione in tv comincia alle 21:30, per continuare fin oltre la mezzanotte. Per risolvere questo problema si può considerare di guardare i grandi classici in streaming, approfittando dei cataloghi delle piattaforme oggi disponibili anche in Italia, come ad esempio Netflix o Amazon prime.

I film sulle piattaforme
Chiunque oggi può vedere il film che desidera su una piattaforma in streaming. L’unico requisito riguarda la connessione a internet e un televisore all’altezza della situazione. Per la prima questione è sufficiente una buona connessione a banda larga, senza grandissime necessità. Nella gran parte delle città italiane ad oggi sono disponibili connessioni in fibra ottica, o a queste paragonabili, che offrono una velocità in download perfetta. Per chi invece non ha ancora la fibra ottica, o per chi vive in luoghi non coperti dalle infrastrutture necessarie alla diffusione di internet via cavo, Eolo propone la connessione via collegamenti radio. Si tratta di una particolare tecnologia che strutta una rete proprietario dell’azienda, che funziona tramite apposite antenne wireless, che quindi si installano con la massima rapidità. Le offerte internet casa disponibili sono varie, in modo da soddisfare qualsiasi tipologia di cliente, anche il super appassionato che desidera vedere i film in streaming in 4K, con la massima definizione possibile.

Quale televisore per le piattaforme in streaming
Per poter vedere al meglio i grandi classici del passato attraverso i servizi offerti dalle nuove piattaforme in streaming è chiaro che un buon televisore è necessario. Tale dispositivo dovrà essere smart, in modo da poterlo collegare facilmente e senza problemi alla rete internet di casa; oltre a questo il consiglio è quello di prediligere televisori di buone dimensioni, diciamo superiori ai 50 pollici, e con una buona definizione, con pannello OLED o similare.

Come funzionano le piattaforme
Per chi ancora non le conoscesse, le piattaforme in streaming offrono una nuova modalità di visione dei programmi televisivi. Invece di sottoporsi passivamente alle offerte del singolo palinsesto, il telespettatore diviene attivo e attinge da un ampio catalogo ciò che desidera vedere. In effetti la modalità di visione è molto diversa rispetto a quella che si può effettuare con la classica televisione; chi fruisce delle piattaforme in streaming ha a disposizione un ampio catalogo di fil, serie TV, documentari, anime e programmi per bambini. Ogni volta che lo desidera può scegliere ciò che preferisce e guardarlo; questo permette di visionare intere saghe tutto d’un fiato, senza dover attendere che il singolo canale televisivo ce le trasmetta e senza la necessità di dover acquistare la versione in blueray.

I grandi classici sulle piattaforme
Le piattaforme in streaming oggi disponibili per il cliente italiano sono numerose, questo permette di attingere da cataloghi che contengono di fatto qualsiasi film si desideri guardare. Si può scegliere inserendo il titolo del singolo film, oppure si può decidere di dedicarsi a un tema, come ad esempio il Natale o il romanticismo, a una saga o a un regista. Ognuno si muove all’interno dei cataloghi delle piattaforme in streaming come meglio crede. Una sera possiamo guardare Scarface, la sera successiva possiamo cercare i film con Monica Vitti come protagonista. Oppure si può valutare l’idea di rivedere dall’inizio tutte le puntate della saga di Star Wars o tutti i film di Quentin Tarantino.

I FILM HORROR E THRILLER ATTESI NEL 2021: IL BRIVIDO ALLA CONQUISTA DELL’INTRATTENIMENTO

Dalle proposte di Amazon Prime ai nuovi film attesi nelle sale, il 2021 sarà all’insegna dell’horror, misto al thriller, un genere –  seppur non sempre precisamente definito -, che comunque sta conquistando vari comparti dell’intrattenimento online, incluse anche le slot machine virtuali e i giochi tematici.

film horrorAlcune delle produzioni più attese dell’anno venturo arrivano dal mondo delle TV in streaming. “Welcome to the Blumhouse”, rassegna guidata dal tandem Amazon Prime Video e Blumhouse Production ha infatti lanciato 4 titoli: The Manor (di Axelle Carolyn) , Black as Night (diretto da Maritte Lee Go), Madres (con il debutto nel lungometraggio di Ryan Zaragoza) e Bingo (con la direzione di Gigi Saul Guerrero).

I cinefili, amanti delle sale, sono invece in attesa, per il 2021, di due pellicole firmate da registi stimati come Ari Aster e Jordan Peele.

La prima, dal titolo “Beau is Afraid”, sta già facendo parlare di sé perché potrebbe avere come protagonista il premio Oscar Joaquin Phoenix, ma anche perché rappresenta il terzo potenziale successo del regista statunitense, dopo “Hereditary” del 2018 e “Midsommar” del 2019.

Quanto al film diretto da Jordan Peele, la casa di produzione Universal ha già annunciato un vero e proprio evento in chiave horror, addirittura forse per il 2022, che comunque segnerà il ritorno di un regista capace di unire la critica al favore del pubblico: si pensi all’ Oscar di “Get Out” (Scappa), oppure a  “Noi”- (Us), che è stato un record di incassi.

Ma non finisce qui, perché il genere horror/thriller non si ferma al cinema o alle produzioni televisive. Anzi, si estende anche ad altri campi dell’intrattenimento virtuale, come le slot machine o i games.

Le slot, in particolare, sono vicine a questa tematica poiché, anche se in versione web, ripropongono tematiche classiche dell’immaginario horror attraverso le icone dei rulli.

Lo confermano, in particolar modo, le slot online migliori a tema, incluse nel palinsesto dei principali operatori legali, da “Helloween” a “House of Doom”, passando per “Zombies” e “Halloween Jack”, fino ad arrivare alle novità del settore, come la nuovissima “Horror House” di Booming Games, la quale, da ottobre, è disponibile per i giocatori appassionati di licantropi, zombie e di figure indimenticate come Chucky, “la bambola assassina” del cinema.

Non potevano mancare, in questo senso, i games tematici, come i classici “Resident Evil” e “Silent Hill” che peraltro hanno ispirato, rispettivamente, le omonime pellicole di Paul W.S. Anderson, nel 2002, e di Christophe Gans, nel 2006.

Anche le novità nel settore sono comunque interessanti e ricche di sviluppi: si pensi a “Five Nights at Freddy’s”, ideato da Scott Cawthon,   il quale ha di recente annunciato che le riprese del film ispirato all’horror game inizieranno proprio nella primavera del 2021 -, ma anche al nuovo “Visage”, di SadSquare Studio per PlayStation e Xbox One, horror psicologico incentrato su “P.T.” di Hideo Kojima.

https://www.youtube.com/watch?v=9bvytHE77sA

Quali film questa sera in TV. I canali che offrono cinema

Gli appassionati di cinema in questo periodo sono abbastanza frustrati. Nella maggior parte delle città italiane infatti le sale dei grandi cinema sono chiuse; al loro posto sono disponibili alcune postazioni all’aperto. Che hanno però ovvie problematiche: dalla capienza all’acustica, dalla qualità tecnica fino alla difficoltà di vedere gli ultimi titoli. Non sappiamo ancora quanto questo andrà avanti, fortunatamente però in TV sono disponibili alcuni canali che offrono regolarmente cinema di qualità. All’interno della programmazione di questa sera in TV sono quindi sicuramente disponibili almeno alcuni film di qualità, da guardare comodamente dal proprio divano.

cinema in tv

I canali tradizionali
Purtroppo non tutti i canali TV tradizionali del digitale terrestre offrono regolarmente cinema di qualità. Anzi, spesso in estate le trasmissioni sono mere ripetizioni dei contenuti invernali, questo impedisce in molti casi di trovare un buon film da guardare in TV. A parte forse RAI 1 e Canale 5, che tendono ad offrire almeno un buon film a settimana, per il resto è più probabile che in piena estate le trasmissioni siano poco stimolanti. Su Italia 1 nella maggior parte dei casi i film sono di azione o avventura, proposti quasi esclusivamente per un pubblico giovane. Al contrario, su RAI2 e su Rete4 l’offerta è cucita su un telespettatore tipo che ha superato i 60 anni, questo almeno per la maggior parte delle serate durante la settimana.

I canali dedicati al cinema
Negli ultimi tempi però anche l’offerta televisiva italiana si è adeguata, proponendo un elevato numero di canali televisivi. Tra questi alcuni propongono quasi esclusivamente cinema, ad ogni ora del giorno e della notte. Iris, ad esempio, è un canale di cinema, che propone titoli vecchi e nuovi, spesso tratti dai cataloghi del cinema d’avventura e d’azione. Su Cine34 invece il palinsesto è dedicato al grande cinema italiano di tutti i tempi. Spesso si tratta di titoli che hanno più di qualche anno, ma di certo godibilissimi. Paramount Channel è il canale che propone i titoli del passato di questa casa produttrice. Si tratta solitamente di grande cinema, ma anche di fiction e di documentari, comunque dedicati al cinema. La RAI invece si è avvicinata al mondo dei cinefili con il canale Movie, che propone film durante tutto l’arco del giorno.

A casa ma a pagamento
Gli appassionati di cinema hanno poi anche la possibilità di approfittare dei programmi tv a pagamento. Stiamo parlando dell’offerta di Mediaset Premium e di quella di Sky Cinema. In entrambe i casi l’offerta si è molto arricchita negli ultimi mesi, complice anche il lockdown. Alcuni film infatti non sono stati distribuiti nelle sale, ma solo sui canali televisivi a pagamento, proprio a causa della chiusura dei cinema. I titoli sono regolarmente aggiornati, con disponibilità anche di film on demand, da pagare solo al consumo. Tra le proposte a pagamento ormai da alcuni anni sono disponibili anche in Italia i canali in streaming, visibili sul computer o su una smart TV. I cataloghi sono molto ampi e con costanti arricchimenti nel corso dei mesi.

Gli ascolti TV ieri: cosa ci dice l’auditel

Il lunedì sera è il momento di Montalbano, questa è una sacrosanta verità ormai assodata nel corso degli anni. Indipendentemente dal programma con cui si scontra, le puntate dedicate al commissario più famoso d’Italia riescono a spuntare uno share elevatissimo, cosa confermata anche dagli ascolti TV di ieri 23 settembre.

auditel

Cosa c’era ieri in TV
Eppure, verificando lo share di ieri su Super Guida TV appare chiaro che il telefilm che narra le vicende di Montalbano era in ottima compagnia. Sono infatti andati in onda il programma “Stasera tutto è possibile”, condotto da Stefano di Martino, su Rai 2. Rai 3 ha proposto “Indovina chi viene a cena”, dedicato alla gestione del pesce, seguito da “PresaDiretta”. Il vero rivale di Montalbano era però “Temptation Island”, in queste settimane dedicato ai concorrenti VIP. Anche se la puntata di Montalbano del 23 settembre era una replica, si trattava comunque di uno degli episodi più interessanti “Gli arancini di Montalbano”, che è stato seguito da una elevata percentuale dei telespettatori italiani. Del resto, Montalbano e il suo creatore Andrea Camilleri, che ci ha lasciati solo da qualche mese, è da sempre nel cuore del pubblico televisivo, e l’auditel di ieri non smentisce questo fatto.

Come funziona l’auditel
Forse non tutti lo sanno, ma gli ascolti tv sono conosciuti grazie ad uno strumento statistico, chiamato Auditel. Se ne sente spesso parlare, anche se non è così frequente conoscere le modalità di funzionamento di questo particolare strumento, gestito da anni da AGB Nielsen, un’azienda che si occupa di valutare i dati raccolti dall’Auditel. Si tratta in sostanza di un rilevatore delle preferenze degli italiani, posizionato nelle case di 5.200 famiglie italiane. Le famiglie sono state scelte con lo scopo preciso di creare un campione statisticamente valido della società italiana.

Il successo di Montalbano

Tutti sanno chi è il commissario Montalbano, interpretato sin dal 1999 da Luca Zingaretti, che anche per questa sua interpretazione ha raggiunto il massimo successo nel nostro Paese. Stiamo parlando quindi di una serie televisiva che dura da 20 anni e si compone di 13 stagione trasmesse dal ‘99. Si tratta di una serie tratta dai libri di Andrea Camilleri, un autore molto apprezzato nel nostro Paese, che da decenni ha svolto anche l’attività di sceneggiatore per la RAI. A seguito della scomparsa dell’autore, nel luglio 2019, gli appassionati attendono l’ultimo atto della carriera del Commissario Montalbano che sarà presto disponibile per i lettori e in seguito per il pubblico TV. Questa serie ha riscosso grandissimo successo in Italia, dove sin dalle prime puntate di 20 anni fa ha raccolto percentuali elevatissime di ascolti TV, spesso superiori al 20% di share. La serie è stata trasmessa anche in moltissimi altri Paesi del mondo, dove ha ottenuto successi paragonabili a quelli avuti in Italia. La scelta della RAI di girare ogni singolo episodio come se si trattasse di un vero e proprio film ha di certo premiato, dando ad ogni puntata un maggiore spessore e una qualità impareggiabile, che premia ad ogni replica con un pubblico fedele.

Vita segreta di Maria Capasso, trailer ufficiale

Subito dopo il salto, la sinossi ed il trailer ufficiale di Vita segreta di Maria Capasso, il nuovo film di Salvatore Piscicelli tratto dal suo omonimo romanzo con Luisa Ranieri, Daniele Russo, Luca Saccoia, Marcella Spina, Roberta Spagnuolo, Nello Mascia, Antonella Stefanucci, Anna de Nitto, Antonio De Matteo, Ciro Capano, Mario Aterrano e Gabriele Guerra, distribuito nelle sale da Vision Distribution a partire dal 18 luglio.

Passpartù – Operazione Doppiozero, trailer ufficiale

Subito dopo il salto, sinossi e trailer ufficiale di Passpartù – Operazione Doppiozero, il nuovo film di Lucio Bastolla con Giacomo Rizzo, Maurizio Mattioli, Gianni Parisi, Yuliya Mayarchuck, Giacomo Battaglia, Emiliano De Martino, Antonio Santaniello, Vincenzo Esposito, Carola Santopaolo, Ilaria Galizia, Pasqualina Sanna e Veronica Maya, distribuito da da Conform S.c.a.r.l. nelle sale italiane a partire dal 18 luglio.

Il mangiatore di pietre, trailer ufficiale

Subito dopo il salto, vi proponiamo la sinossi ed il trailer ufficiale de Il mangiatore di pietre, il nuovo film di Nicola Bellucci con Luigi Lo Cascio, Vincenzo Crea, Bruno Todeschini, Ursina Lardi, Leonardo Nigro, Lidiya Liberman, Elena Radonicich, Antonio Zavatteri, Vanessa Compagnucci, Paolo Graziosi, Peppe Servillo e Paola Caprara, in uscita nelle sale italiane il 18 luglio, distribuito da Achab Film.