Star Trek: recensione

di Pietro Ferraro 22

Forte delle entusiastiche recensioni americane e anche di una impressionante serie di pareri positivi dati da molti blogger italiani mi accingo a godermi Star Trek, undicesimo capitolo cinematografico della saga sci-fi più famosa di sempre, insieme a Star Wars naturalmente.

Metto da parte le mie perplessità sull’operazione prequel, le preoccupanti affermazioni del regista J.J. Abrams che si professa fan di Star Wars e non di Star Trek e comincio la visione e con mia grande sorpresa mi accorgo che quello che sto guardando è… un capitolo di Star Wars! Una sorta di maldestro crossover in cui in un’ambientazione palesemente ammiccante alla trilogia di Lucas si aggirano appannate versioni adolescenziali dei personaggi della serie originale.

Nero (Eric Bana), un romulano fuori di testa per aver visto famiglia e pianeta natio distrutti dal collasso di una Supernova ritiene la Federazione e in particolare l’ambasciatore Spock (Leonard Nimoy) responsabili dell’accaduto e decide così di portare a termine un’elaborata e sconclusionata vendetta che non descriveremo per non rovinare la visione del film.

Nel frattempo saremo testimoni della nascita di James Tiberius Kirk (Chris Pine), della sua adolescenza ribelle e dell’approdo all’Accademia della Flotta, nonchè alle difficoltà di  uno Spock (Zachary Quinto) ancora schiavo delle proprie emozioni e al consolidamento dell’amicizia fraterna tra il futuro capitano Kirk e il dottor Leonard Bones McCoy (Karl Urban).

Questo Star Trek new generation piacerà sicuramente a chi non conosce molto il mondo di Star Trek, ma ama la fantascienza di ultima generazione, sicuramente ai giovani neofiti che troveranno intrigante questa chiassosa versione che indubbiamente può divertire, ma che con Star Trek ha ben poco da spartire.

Con tutta la buona volontà proprio non riesco a collegare questo film con il passato, quindi lo vedo come una rivoluzione totale e come un voler girare Star Trek stravolgendone il concept originale ed ispirandosi al look ed ai ritmi della saga di Star Wars ed i veri conoscitori della serie ben conoscono la netta differenza tra il mondo creato da Gene Roddenberry e quello di George Lucas, una concezione della fantascienza in entrambi i casi fascinosa e coinvolgente, ma agli antipodi per concept e struttura.

Per tutto il film si ammicca a grandi film come L’impero colpisce ancora (il pianeta di ghiaccio con mostro e caverna), Il ritorno dello Jedi ( lo scontro a fil di spada su una piattaforma sospesa tra Sulu ed un romulano), alieni di chiara fattura lucasiana (il piccolo alieno compagno di Scotty che sembra un incrocio tra i monatti trafficanti di robot ed il maestro Yoda) e si potrebbe continuare all’infinito rendendosi conto che il mondo di Star Trek e la sua filosofia rimangono incomprensibilmente ai margini ed i nuovi protagonisti ci regalano qualche battuta o citazione tanto per accontentare noi vecchietti.

Continuo a trovare tutto questo entusiasmo per il film eccessivo e fuori luogo, consiglio il film ai neofiti ed ai giovani cultori di fantascienza, ma non me la sento proprio di considerare lo Star Trek di J.J. Abrams un capolavoro, il film potrà sicuramente divertire perché sfoggia un look modaiolo e accattivante, ma Star Trek è decisamente altrove.

Un ultimo appunto ai doppiatori italiani, come si può doppiare Leonard Nimoy in quel modo, nella frase finale: Spazio ultima frontiera… momento liturgico per ogni appassionato, la sibilante voce del protagonista sfiora il ridicolo e strappa più di qualche risata, chieediamo un po più di rispetto per una saga che vanta un backgound di oltre quarant’anni ed uno stuolo di milioni di fan.

Commenti (22)

  1. finalmente qualcuno che non osanna il film! Il film non è star trek e per di più e pieno di errori plateali e buffonate anche per essere un film di fantascienza! è il film di star trek con la trama peggiore che abbia mai visto!

  2. Questo film è proprio il passato di Star TreK, probabilmente non ce ne rendiamo conto dopo anni di serie più filosofiche e d’esplorazione.
    Abrams si è ispirato agli episodi più scemotti della serie classica esplodendo i caratteri dei personaggi nei loro aspetti più superficiali e di show: nella classica Kirk aveva un passato di scazzottate all’accademia, irruente, battagliero, baciatore folle ad ogni episodio e se non lui ci pensava Bones e scotty. Scotty ridacchiava faceva battutine e in un episodio si ubriacava di brandy romulano. la scazzottata al bar c’era già nell’episodio dei triboli e Chekov saputello mascotte dell’equipaggio.

    Ma tutto questo è amplificato ad uso e consumo degli stereotipi dell’avventura spaziale e delle riflessioni filosofiche, umane e personali rimangono quei pochi istanti tra due lens flare.
    Il tutto condito da effetti speciali grandiosi, battaglie etc.
    L’avventura spaziale stile anni ’50 trasportata nel 2009 dalla effettistica e una innovativa regia parkinsoniana
    Quindi è Star Trek, nella accezione data sempre ai non fan (storielle, fesserie) ma con quello che sempre secondo i non fan mancava: azione al 90% che consola i fan orfani di Guerre Stellari.
    Poco male, si può migliorare e se ai non fan piace tanto di guadagnato, ma vedremo il sequel se poterà davvero le capacità di Abrams nella potenza narrativa di Star Trek

    Action movie su fantascienza da fumetto, che fa molto vintage ma ideale per i teenager cresciuti a pane e videogiochi e per gli adulti che si addormentano in quei 5 minuti che si parla di logica.
    Concordo con te, è eccessivo tutto questo bailamme, è uno Star trek come lo girerebbe un non fan, con tutti i suoi stereotipi e pregiudizi.
    La cosa ha dell’ironico: i non fan hanno sempre definito scemotti i trekkies e tutto Star trek, ora sono serviti e, guarda un po’, gli pace

  3. Beh, meno male che ognuno ha i propri gusti…
    Come si fa a non collegare il film alla serie principale, non si capisce.. ci sono tutti i protagonisti giovani, le storie e quel lato divertente che contraddistingueva la vecchia serie.
    Io conosco molto bene la vecchia serie e a me il film é piaciuto moltissimo!
    Ma poi l’importante é che in Usa abbia sbancato il botteghino, vuoi che loro Star Trek non lo conoscano??? 🙂

  4. @ nekrotek:
    Allora non ha mai visto la vecchia serie.
    Se poi citi errori plateali, almeno elencali in una discussione!

  5. A me il film è piaciuto. Riprende molte tematiche della serie iniziale, sopratutto per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi principali: il Kirk è simile nello sguardo e nei modi di fare al primo Kirk (quello senza pancione per intenderci) degli anni ’60, sempre pronto ad abbandonare il protocollo per salvare i propri uomini e sempre pronto a scazzottate sui vari pianeti in cui sbarcava con Spock. Rifare Star Trek era una sfida… il film non è un capolavoro ma è sicuramente da vedere anzi, per gli amanti del genere, da non perdere.

  6. Sono rimasta davvero affascinata durante la lettura dell’articolo che riguarda Star Trek di JJ Abrams.Ho 21 anni e seguo la serie originale da tempo.Concordo pienamente con le Sue considerazioni.Spero di sentirla presto.Oggi è difficile conoscere persone che amano la vera Fantascienza. Per me il capolavoro sarà sempre quello di Gene Roddenberry. LLAP Gioia

  7. @ Gioia:
    Grazie per le parole di apprezzamento, di recente ho avuto modo di guardare nuovamente il film di Abrams e purtroppo resto della mia opinione, a parte l’incipit e il finale nel mezzo c’è un rutilante action fantascientifico di buona fattura che con Roddenberry ha ben poco a che fare. Spero che con il sequel attualmente in lavorazione Abrams aggiusti il tiro.

  8. @ Pietro Ferraro:
    Dubito che con il sequel farà di meglio…ovviamente la speranza è l’ultima ad andarsene. Fortunatamente l’emotività mostrata in questo film non ha spento l’ammirazione che provo per Mr. Spock. Leonard Nimoy è unico. Grazie per la risposta. Spero di conoscere un dì persone come lei…in questo buco non sanno nemmeno cosa significa la parola Fantascienza! LLAP

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