Star Trek Story: The Next Generation dalla serie tv al grande schermo

di Pietro Ferraro 4

Dopo il progetto di una nuova serie tv abbandonato nel 1979 a favore di un film e forte del successo dei successivi capitoli cinematografici, il fiorire di fanclub e consensi, nel 1986 il papà di Star Trek, Gene Roddenberry torna a proporre una nuova serie televisiva stavolta aggiornata per il nuovo decennio e con un equipaggio completamente rinnovato.

Sono moltissimi i richiami alla serie classica come l’aspetto della nuova Enterprise B che stavolta si può addirittura dividere in due parti in fase di combattimento ed è molto più potente e veloce dell’originale, ed il concept di esplorazione e ricerca di nuove forme di vita.

Per quanto concerne le caratterizzazioni dell’equipaggio, punto di forza della serie classica, al posto dell’ufficiale scientifico Spock (Leonard Nimoy) subentra il tenente comandante Data (Brent spiner), un androide che idealmente prende il posto del vulcaniano e della sua logica e come un moderno Pinocchio aspira ad una umanità praticamente irraggiungibile. Tra le guest-star della serie anche una vera appassionata di Star Trek come Whoopi Goldberg che impersona Guinan misteriosa aliena che lavora nel bar di prora della nuova Enterprise.

Il capitano Kirk si sdoppia in due protagonisti dalle personalità complementari, che insieme rappresentano la summa del carismatico personaggio interpretato da William Shatner, il saggio e maturo capitano Jean-Luc Picard (Patrick Stewart), dal carattere ruvido ma dal cuore grande e il comandante William Riker (Jonathan Frakes) il donnaiolo fascinoso e impenitente con tutto il carisma del miglior Kirk.

Ambientato 78 anni dopo la serie classica, Star Trek: The Next Generation ci regalerà 178 episodi per sette memorabili stagioni lasciando poi spazio a vari spin-off dalle alterne fortune come Star Trek: Voyager, Star Trek: Deep Space Nine ed il recente Star Trek: Enterprise.

Nel 1994, anno in cui la serie tv TNG chiude i battenti, è l’anno di Star Trek: Generazioni , capitolo cinematografico di passaggio ideato per traghettare Jean-Luc Picard e compagni sul grande schermo e salutare con tutti gli onori del caso i protagonisti della serie classica.

In questo film  Picard collaborerà con Kirk per contrastare uno scienziato folle in cerca di una sorta di dimensione paradisiaca nota come il Nexus, prodotta da una distruttiva anomalia spaziale che ha il potere di cancellare interi pianeti. Kirk morirà immolandosi eroicamente per la causa e Picard sarà ufficialmente il nuovo capitano delle serie cinematografica, incasso 76 milioni di dollari.

1996, primo capitolo ufficiale per l’equipaggio di Jean-Luc Picard, il film si ricollega ad alcuni episodi della serie tv in cui il capitano viene rapito e trasformato in un Borg, una sorta di mostruosa entità biomeccanica la cui razza vive assimilando pianeti e civiltà, trasformado chiunque capiti sulla loro strada in cloni senza alcuna volontà, controllati da un’unica mente collettiva votata all’assimilazione di interi sistemi solari.

Picard e compagni torneranno indietro nel tempo per fermare una nave Borg che ha la ferma intenzione di cambiare gli eventi temporali che hanno portato la Terra a sperimentare il primo motore a curvatura e al seguente Primo contatto con la razza aliena dei vulcaniani, che accompagneranno i terrestri nell’evoluzione che darà vita alla Federazione dei Pianeti Uniti. Star Trek: Primo Contatto porterà a casa un incasso di 92 milioni.

1998, l’equipaggio dell’Enterpise B si troverà a violare la Prima direttiva, una delle leggi fondamentali della Federazione dei Pianeti Uniti che prevede la non intromissione degli equipaggi delle astronavi addette all’esplorazione in società, civiltà e culture pre-curvatura, cioè che non abbiano raggiunto un livello tecnologico tale da permettere un Primo contatto abbastanza indolore.

La vera e propria deportazione di un’intera popolazione indigena dal proprio pianeta per poter sfruttare alcune miracolose proprietà curative e rigenerative dell’atmosfera di quest’ultimo, metterà il capitano Picard contro la Federazione ed un viceammiraglio corrotto, Picard scoprirà che dietro alla deportazione si nasconde una guerra fratricida. Star Trek: L’insurrezione incassa la discreta cifra di 76 milioni.

Nel 2002 Jean-Luc Picard decide di abbandonare la serie girando un ultimo capitolo in cui si troverà a fronteggiare la minaccia Romulana capeggiata dall’ambizioso pretore Shinzon (Tom Hardy) che si scoprirà essere un clone concepito in laboratorio con il DNA del capitano Picard, ma essendo un esperimento a termine, Shinzon sta morendo e l’unico che può salvargli la vita è proprio il capitano dell’Enterprise che conosce bene le pericolose mire imperialiste del giovane pretore romulano. Star Trek: La nemesi segna l’incasso più basso di sempre per la fortunata serie che in questo episodio racimola solo 46 milioni.

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