Star Trek, la saga continua: dall’esordio nei ’70 al ritorno sul grande schermo con Into Darkness

di Cinemaniaco Commenta

Un mito, quando è riconosciuto come tale dalla critica è dalla storia, non muore mai. Quello di “Star Trek”, che tornerà nelle sale con il film di J. J. Abrams il prossimo 12 giugno, può vantare quattro serie tv e undici film. Questi ultimi sono l’emblema di una generazione.

Al giorno d’oggi, lo spazio è con ogni probabilità ancora l’ultima frontiera. Quella che l’uomo vuole valicare non più soltanto con la fantasia. L’impegno, la costanza nel cercare di immaginarlo, gli studi e le ricerche della Nasa, la letteratura scientifica e quella fantascientifica, sono parte integrante di ciò che ha suggellato il rapporto tra spazio e cinema. E quando si parla di rapporto tra spazio e cinema, non si può non parlare di Star Trek.

Prima di approdare sul grande schermo, la saga ideata da Gene Roddenberry divenne una serie tv cult sul piccolo schermo, dove debuttò nel febbraio del 1966. C’era già il Capitano Kirk, c’era già il Dottor Spock. C’era già l’enterprise. Un mito era nella sua fase embrionale, forse ancora inconsapevole di risultare ai posteri come tale.

Molti anni dopo, sulla falsa riga di quella che era la narrazione della prima serie tv, uscì “Star Trek: The motion picture” sul grande schermo. Era il 1979 e la regia venne affidata all’esperto e noto Robert Wise. Quest’ultimo lasciò intatte le atmosfere e non cambiò i personaggi, introducendo effetti visivi in grado di aumentare la spettacolarità di un film che si intromise di prepotenza tra i cult del tempo.

“Star Trek – The motion picture” fu la prima di dodici pellicole. Le prime sei vantano il cast mutuato dalla serie classica. Obbligatorio menzionare gli altri cinque con questa ‘formazione spaziale’:

“Star Trek II: L’ira di Khan” (1982);

“Star Trek III: Alla ricerca di Spock” (1984);

“Rotta verso la Terra” (1986);

“Star Trek V: L’ultima frontiera” (1989);

“Rotta verso l’ignoto” (1991).

La staffetta tra Kirk e Picard

Dall’episodio numero sette, Kirk e i suoi lasciarono il posto al capitano Picard, in concomitanza con il suo esordio in tv nella (nuova) serie di “Star Trek”, “Next Generation”. Picard guidò il nuovo enterprise al cinema per quattro episodi:

“Generazioni” (1994)

“Primo contatto” (1996)

“Star Trek: L’insurrezione” (1998)

“Star Trek: La nemesi” (2002)

Dal declino all’Oscar: l’arrivo di J. J.

Anche un mito, la cosa più lontana dalla materia e dalla ‘mortalità’, dal business e dall’hype, deve fare i conti con le cifre e con i riconoscimenti quando sale sulla macchina del cinema.

Cinque film della saga (per l’esattezza il primo, il quarto, il sesto, l’ottavo e l’undicesimo) hanno ricevuto in totale quattordici nomination all’Oscar.

Ad aggiudicarsi l’unico Oscar attribuito al franchise è però solo “Star Trek”, uscito nel 2009 per la regia di J. J. Abrams. Già autore di serie tv di enorme successo quali “Lost” e “Alias”, il regista venne chiamato per far risalire la china a un brand (ormai vero e proprio) che negli anni aveva già raggiunto la sua parabola discendente. Oltre all’Academy Awards per il miglior trucco, il suo primo “Star Trek” superò tutti gli episodi precedenti in quanto a incassi, ribaltando l’enorme flop ottenuto dal film più recente (“La nemesi”, quello con il botteghino più magro).

In qualche modo, per risollevare le sorti della saga, Abrams riparte da zero. Racconta l’infanzia del capitano Kirk, il primo incontro tra lui e il Dottor Spock, l’avvento dell’Enterprise. Un viaggio reso possibile dalla grande conoscenza del regista nei confronti di ogni capitolo di “Star Trek”. Pubblico e critica sono entusiasti, la sceneggiatura convince. Il reboot, cosa rara, incassa moltissimo al botteghino: 375 milioni di dollari in tutto il mondo. Era costato 150 milioni.

Il presente vede ancora J. J. Abrams in cabina di regia e ancora il capitano Kirk al timone. Nel mondo ha già totalizzato 165 milioni di dollari. In Italia arriverà il prossimo 12 giugno. Come sarà accolto? In ogni caso, “The saga continues”.

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