Star Trek Story: dalla serie classica al grande schermo

di Pietro Ferraro 2

Bisogna per forza di cose citare la serie classica se si vuole dare un senso a tutto l’universo cinematografico di Star Trek e all’immaginifico futuro ideato dall’autore televisivo Gene Roddenberry. Una serie nata come riempitivo, che nelle tre stagioni in cui ha cercato di rimanere a galla tra inserimenti in palinsesti poco curati ed in un periodo in cui la fantascienza televisiva era considerata per un pubblico di nicchia, Il capitano Kirk e l’equipaggio dell’Enterprise mettevano le basi per una delle più grandiose saghe fantascientifiche di sempre, precorrendo i tempi, la serie classica è datata 1966-1969, dando il via a quella che ad oggi è la serie più longeva di sempre con spin-off e trasposizioni cinematografiche in continua evoluzione.

Chiusi i battenti della serie classica, passeranno dieci anni prima che si pensi ad un film, questo nuovo interesse, dovuto al moltiplicarsi di fan e alla riproposta in tutto il mondo della serie tv originale, scatena entusiasmo e in origine si pensa ad prosecuzione della serie classica, ma il progetto sembra molto difficile da realizzare, ci sono problemi produttivi notevoli, così il budget viene indirizzato a quello che sarà il primo di una lunga serie di film per il grande schermo dedicati alla serie tv, è il 1979 e nei cinema approda Star Trek-Il film

la pellicola sorprende per il massiccio utilizzo di una serie di effetti speciali molto avanzati per l’epoca e che racconta di un gigantesco oggetto spaziale che sembra avere vita propria e che con l’approssimarsi al sistema solare distrugge qualsiasi avamposto, pianeta ed astronave si frapponga fra lui ed il suo obiettivo ultimo, il pianeta Terra.

Un ammiraglio Kirk (William Shatner) ormai lontano da qualche anno dai ponti di comando, si ritrova su un Enterprise moderna e in gran parte sconosciuta ad affrontare con i vecchi compagni una minaccia aliena di proporzioni bibliche, ma Kirk è l’uomo giusto per le situazioni impossibili e l’avventura avrà un lieto fine, alla regia Robert Wise, incasso 82 milioni.

Nel 1982 si ripesca una vecchia conoscenza della serie classica, il supersoldato Khan, interpretato dal carismatico Ricardo Montalban, in cerca di vendetta per essere stato abbandonato per errore da Kirk su un invivibile pianeta ostile, Khan si impossessa di un dispositivo top secret denominato Progetto Genesis, capace di creare la vita come di distruggerla e nel coinvolgente finale l’ufficiale vulcaniano Spock (Leonard Nimoy) muore sacrificando se stesso per salvare l’intera Enterprise, ma l’intenzione di Nimoy di abbandonare il suo personaggio si rivela controproducente per la carriera dell’attore e crea scontento tra i fan. Il film è Star Trek: L’ira di Khan alla regia Nicholas Meyer, incasso 78.9 milioni.

1984, Leonard Nimoy rinsavisce e dirige il terzo capitolo della serie, il suo Spock resuscita grazie ad una fusione mentale avuta con l’ufficiale medico dottor McCoy (DeForrest Kelley) poco prima della sua dipartita, il resto lo fa il dispositvo Genesis che rigenera il corpo di Spock riportandolo a nuova vita. Tornano i famigerati Klingon nemici della federazione e ansiosi di scontrarsi con il capitano Kirk, nello scontro che vede la federazione vittoriosa muore Mark, il figlio di Kirk e l’Enterprise viene distrutta. Fan tranquillizzati con Star Trek III: Alla ricerca di Spock incasso 76 milioni.

1986, Leonard Nimoy torna dietro la macchina da presa e dirige la quarta puntata della saga, la più ironica e leggera della serie con un forte messaggio ambientalista e di tolleranza come nello stile della serie originale. L’equipaggio dell’Enterprise, distrutta nell’episodio precedente, a bordo di uno Sparviero Klingon torna indietro nel tempo fino agli anni ’80 e cerca un esemplare di megattera ancora in vita per riportarlo nel futuro ed usarlo per comunicare con un entità aliena in procinto di annientare la Terra. Lievitano gli incassi per Star trek IV: Rotta verso la Terra, 109 milioni.

1989, si torna ad una dimensione narrativa decisamente più televisiva, si parla di religione e profeti, sul pianeta Nimbus III un sedicente profeta sequestra alcuni importanti esponenti della federazione e con uno stratagemma prende possesso dell’Enterprise, costringendo tutto l’equipaggio, grazie a poteri telepatici, ad attraversare i confini dello spazio conosciuto per trovare un fantomatico paradiso terrestre e poter finalmente incontrare Dio. Alla regia William Shatner, la serie perde qualche colpo e l’equipaggio comincia a mostrare i segni del tempo in Star Trek V-L’ultima frontiera, incasso 52 milioni.

1991, ultimo viaggio per il mitico equipaggio della serie classica, ancora un’impronta televisiva per una sceneggiatura che racconta di un complotto ordito ai danni del capitano Kirk e della pace galattica tra la federazione ed i famigerati Klingon, il capitano viene accusato di aver assassinato un comandante klingon, verrà rinchiuso in una colonia penale e dovrà difendersi dai pericolosi detenuti, evadere e dimostrare la propria innocenza. Dignitoso canto del cigno del cast originale questo Star Trek: Rotta verso l’ignoto, in attesa del passaggio del testimone all’equipaggio della nuova serie The Next Generation, incasso 74 milioni.

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