Christopher Mintz-Plasse da Superbad al Matrimonio

Christopher Mintz-Plasse ha rivelato alcune notizie molto interessanti per chiudere il 2022. In quello che è stato un anno abbastanza frenetico per le persone di tutto il mondo, la star di Superbad ha deciso di trovare un momento con la sua ragazza da cinque anni per farla sorridere, secondo il Daily Mail. L’attore di McLovin ha fatto la domanda a Britt Bowman e sembra che abbia detto “sì”. La coppia ha caricato le foto sui social media in posa con l’anello, sembrando davvero molto felice. Christopher ha sottotitolato l’immagine con “La vita è finita” con alcuni emoji del cuore d’amore.

Il post su Instagram è stato rapidamente inondato da un sacco di messaggi di congratulazioni da parte di celebrità di Hollywood e gente normale. Non ci sono ancora notizie su chi sarà invitato alla serata tra Mintz-Plasse e Bowman, ma speriamo che il leggendario cast di Superbad sia presente. Mentre dovremo aspettare e vedere se artisti del calibro di Michael Cera, Seth Rogen o Jonah Hill si presenteranno al matrimonio, è sicuro che non ci sarà una riunione sul grande schermo nel prossimo futuro. Rogen ha rifiutato l’idea di un sequel di Superbad per un’ottima ragione L’esilarante attore ha versato acqua fredda sull’idea qualche anno fa, semplicemente perché il primo era perfetto così. Rogen ha dichiarato:

“Penso a tutti i film che abbiamo mai realizzato, Superbad è quello che probabilmente non toccherei mai al 100%. Onestamente, non penso che richieda miglioramenti o qualcosa su cui basarsi. Ne sono incredibilmente orgoglioso, regge davvero – la gente lo guarda ancora, i ragazzi delle scuole superiori vengono da me dicendomi che l’hanno visto per la prima volta e come l’hanno adorato.Si è fatto strada fino a essere visto come uno dei migliori film di scuola superiore là fuori. Sono così terrorizzato all’idea di sottrarmi in qualsiasi modo con un brutto sequel o uno spin-off che non lo farei mai. Ho così pochi buoni risultati reali che sono inorridito all’idea di scopare con quelli che ho avere.”

Tuttavia, il produttore di Superbad Judd Apatow ha ammesso di essere entusiasta dell’idea di un secondo film, ma ha faticato a coinvolgere altri. Il matrimonio di Christopher, alias McLovin, potrebbe servire come potenziale idea per riunire la banda per un po’ più di ilarità? Una curiosità che arriva poi dal film riguarda proprio Platz e del fatto che durante un’intervista ammise di aver girato il film quando era effettivamente ancora vergine.

BJ Novak da The Office a volto pubblicitario involontario

Se sei qui e conosci l’attore BJ Novak è probabilmente perché hai visto The Office e sai che interpreta il ruolo di Ryan, vedendo il suo faccione piazzato su qualcosa di improbabile siamo certi che questo ha scaturito la vostra curiosità. Dopo la sua ascesa grazie a The Office, di cui è stato anche sceneggiatore, a BJ Novak è capitato qualcosa di molto strano e tutto a causa di un errore. L’attore ha constatato di essere famoso nel mondo come volto del marketing di oggetti vari dell’uso quotidiano. Sembra quasi uno scherzo fatto da qualcuno dell’ufficio, se non proprio dal boss Michael che lo adorava al punto da pensare che potrebbe essere proprio lui l’artefice, ma questo non è uno scherzo, anzi l’attore ha mostrato sui social che la vicenda è reale.

Il suo volto è diventato pubblico in Uruguay per la pubblicazione di un kit truccabimbi, poi per un tagliacapelli cinesi, vari profumi svedesi e un sacco ed altre chicche che si trovano comunemente sugli scaffali come rasoi da barba o poncho. L’attore stesso ha chiarito esattamente perché il suo volto è diventato un fenomeno mondiale con una gamma incredibilmente vasta di prodotti che lo portano sulla confezione. Non si esclude che ci potrebbero essere altre migliaia di prodotti con la sua faccia, quindi la prossima volta che andate a fare compere aprite gli occhi perché potreste trovarlo sullo scaffale e poi li scatta l’acquisto.

La sua spiegazione è stata che una volta qualcuno ha creato un sito Web di pubblico dominio e usando una sua foto accidentalmente, da allora la sua immagine è diventata di pubblico dominio e può usarla chiunque. L’occasione di avere un volto celebre per pubblicizzare i propri prodotti, ad uso gratuito, ha fatto ovviamente gola a molti produttori di oggetti vari e così Novak si è ritrovato ad essere un pubblicitario suo malgrado. Probabilmente nel mondo è più famoso come modello della foto d’archivio che con il ruolo di Ryan in The Office. La verve di Novak è comunque la stessa del suo personaggio, infatti l’attore potrebbe imbastire una battaglia contro tutte le aziende che hanno usato la loro immagine e di far rimuovere il suo volto dal sito di dominio pubblico, ma l’attore ha ammesso su Instagram di essere “troppo divertito per fare qualcosa al riguardo“. Si diverte infatti a realizzare una sorta di rubrica dove mostra praticamente tutti gli oggetti in cui è stata piazzata la sua bella faccia. Alla fine alle aziende è bastato photoshop per trasformare la faccia di BJ Novak in un modello pubblicitario.

Chris Hermsworth parla dell’Alzheimer e della pausa dal lavoro

Un recente episodio di Limitless ha rivelato che Chris Hemsworth, il Thor della Marvel, è geneticamente predisposto a sviluppare il morbo di Alzheimer. “Non è un gene predeterministico, ma è una forte indicazione“, ha detto. “Dieci anni fa, penso che fosse più considerato determinante.” Essenzialmente, il suo corredo genetico include due copie del gene APOE4, una da sua madre e un’altra da suo padre. Secondo quanto riferito, questa combinazione porta ad un aumento del rischio di Alzheimer.

Non è come se avessi ricevuto le mie dimissioni“, ha poi detto, ma la star della Marvel si prenderà una pausa per un breve periodo dopo che l’esperienza delle riprese della serie lo ha portato ed sperimentare la propria mortalità e riflettere sulla vita. Le parole in merito a questa esperienza sono state “Ha davvero innescato qualcosa in me per volermi prendere una pausa e da quando abbiamo finito lo spettacolo, ho completato le cose che avevo già contratto per fare. Ora, quando finirò questo tour questa settimana, tornerò a casa e avrò un bel po’ di tempo libero sarà semplice: stare di più con mia moglie ed i bambini.

Limitless è uno show televisivo in sei puntate per National Geographic (disponibile su Disney+) che ha mostrato Hemsworth esplorare le potenzialità del corpo umano, essenzialmente è uno show che fa questo con tutti i suoi ospiti, con episodi dedicati alla scienza della longevità. Inizialmente la Disney ha chiesto all’attore se volesse eliminare le scene in cui scopre di essere predisposto per il morbo di Alzheimer, ma per Hermsworth non è stato un problema dimostrarsi vulnerabile. Infatti ha dichiarato che che dietro a questa decisione c’è uno scopo ben preciso “Guarda, mi piacerebbe fare da stimolo alle persone sul prendersi cura di se stessi e se questo dovesse bastare allora sarebbe fantastico“, ha poi concluso “l’importante è che questo non venga drammatizzato troppo trasformandolo in un messaggio negativo o troppo vittimistico“. Insomma ora l’attore si prenderà una pausa e tutto sommato chi se non lui può farlo? Indubbiamente ha lasciato intendere che questo non è un ritiro definitivo, quindi tutti i suoi fan potranno stare tranquilli nel suo ritorno. Certo è che ultimamente le notizie dallo showbiz non sono entusiasmanti, basti pensare al recente caso di Bruce Willis di cui ha parlato ultimamente Sylvester Stallone dichiarando cose non piacevoli ovvero che ormai l’attore non parlasse più. Speriamo che Chris possa godersi appieno la vita fino a quando lo desidera.

L’addio a James Caan, il Corleone del film “Il Padrino”

James Caan, è morto nella notte del sei luglio, all’età di 82 anni. I divo hollywoodiano, che è stato interprete di film cult, tra cui “Il Padrino” e “Misery non deve morire”, fu scoperto da Francis Ford Coppola, che gli offrì l’occasione del suo primo film, “Non torno a casa stasera”, in cui l’attore, palesò le sue velleità artistiche. Lasciò gli studi di legge e il football per lanciarsi nel mondo del cinema: inizia negli anni settanta con alcuni spettacoli di Off Broadway, per poi lanciarsi nel mondo del cinema: lavora in film di spessore come “El Dorado”, “Non torno a casa stasera” “Conto alla rovescia”. Lavora cosi con gradi registi, del calibro di Robert Altman e Francis Ford Coppola, che era stato precedentemente suo compagno di corso, durante gli studi di legge.

 

Il successo arriva con un film in particolare: “La canzone di Brian”, in cui James Caan, intepreta un soldato veterano, che stringe una particolare amicizia con un giocatore di football. Per questo film, l’attore ricevette la candidatura agli Emmy. James Caan, iniziava a splendere nel firmamento hollywoodiano, quando arriva il ruolo per il film “Il Padrino” di Francis Ford Coppola. Il ruolo di Sonny Corleone, ricordato non solo per la l’interpretazione magistrale, ma anche per le scene epiche da lui interpretate, fu una sorta di conferma assoluta della sua ineccepibile bravura. James Caan, diventa un divo, dopo aver recitato accanto al Al Pacino, in un film in cui, il ruolo del gangster italo americano, gli si cuciva addosso a pennello.

Il Padrino, è il film, che gli fece guadagnare una nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista.

 

E’ stata poi la volta di “Misery non deve morire”, di Stephen King, in cui James Caan, recita accanto a Kathy Bates. Successivamente, ha interpretato film più leggeri, con ruolo meno importanti, conservando però sempre lo stesso a-plomb nelle sue magistrali interpretazioni. Ha spaziato dal thriller, al genere letterario, per approdare al comico, nelle sue ultime apparizioni. Ha lavorato con diversi registi, e interpretato ruoli diversi, anche se i suoi film più famosi, lo etichettano come il gangster per eccellenza. E’ stato anche un lottatore in Rollerbaal, altro film di spessore e successo.

L’attore, si è spento il 6 luglio, ma la notizia, è stata divulgata solo poche ore fa. La famiglia di James Caan, ringrazia i fan e i colleghi per la vicinanza, ma chiede riservatezza. I suoi colleghi e amici che hanno collaborato con lui, tra cui Coppola, Al Pacino e Kathy Bates, non si capacitano e hanno dichiarato di avere il cuore a pezzi.

Addio a Catherine Spaak, dea del cinema degli anni ‘60

Catherine Spaak, è stata attrice, conduttrice, cantante e scrittrice. Bellezza disarmante, spirito libero, iconica. E’ stato uno dei volti più amati del piccolo e del grande schermo. Francese d’origine, italiana di adozione: l’attrice, figlia di Charles Spaak, fu notata da Alberto Lattuada, suo amico, che la vide danzare all’età di otto anni e pensò ad un futuro nel cinema per lei. Suo padre, era convinto che fosse troppo presto e che sua figlia Catherine dovesse aspettare. Qualche anno dopo, Catherine Spaak, fu scritturata per un film di Jean Becker, “Il buco”, e poco dopo, Lattuada, ottenne il permesso di portarla in Italia, dove si è successivamente occupato della sua formazione artistica.

 

Fascinosa, irrequieta, travolgente e coinvolgente: Catherine Spaak, aveva nel suo patrimonio genetico familiare tutto ciò che l’ha resa un’icona, in tutti i sensi. Attrice come sua madre, scrittrice come suo padre. L’arte era scritta nel suo sangue, prima ancora che nascesse. E’ stata una donna volitiva, ma forte, sin da giovanissima. Il suo volto, è entrato nelle case di tutto il mondo, attraverso il piccolo e il grande schermo, attraverso la sua arte, la sua leggiadria, la sua eleganza.

Affermata già a vent’anni, con una figlia che aveva avuto tre anni prima, dal suo primo marito, con la quale tento di scappare. Lavora all’estero e torna in Italia e sposa Jonny Dorelli, da cui avrà il suo secondo figlio. Dopo questo, ne seguiranno altri due. Catherine Spaak, è sempre stata una donna estremamente forte, indipendente, sia dal punto di vista sentimentale e relazionale, che dal punto di vista lavorativo.

 

Icona degli anni ’60, dopo il debutto, compare in diversi film di registi diversi, tra cui “Il sorpasso”, dove intrepreta la figlia di Gassman, “La noia”, “La parmigiana”, “L’armata Brancaleone” “Il gatto a nove code”, “Febbre da cavallo”. Seducente, bella, avvenente, era straordinariamente versatile e bellissima, credibile e intelligente. Oltre al cinema, è stata un’attrice di teatro, una conduttrice tv e una scrittrice. Dagli anni ’80 in poi, Catherine Spaak, diventa una conduttrice per Forum, e poi per Harem, per ben 15 stagioni. Ha partecipato al reality “L’isola dei famosi” per breve tempo e successivamente è tornata al cinema, il suo primo grande amore. Nel 2020 l’attrice è stata colpita da un’emorragia cerebrale, e da allora, il suo stato di salute è peggiorato. Catherine Spaak, resterà sempre un’icona del cinema, e una delle più grandi attrici mai esistite. E i suoi film, saranno la testimonianza della sua eternità.

 

 

 

 

L’addio a Monica Vitti, l’attrice più iconica del cinema italiano

E’ stata la musa ispiratrice di tanti, è stata attrice di teatro e una delle più grandi interpreti mai esistite. Rivoluzionaria, intelligente, fragile, superlativa in ogni senso, Monica Vitti era una dea in terra: occhi grandi ed espressivi, pelle porcellanea e lineamenti regali. Era esuberante e delicatissima, profonda e sensuale, intensa e coinvolgente. La più grande icona del cinema universale, si è spenta nella città eterna, a 90 anni. La sua carriera, è stata costantemente all’apice, perché la sua grandezza, trapelava da ogni fibra del suo essere. Tutti i suoi film, sono diventati perle della cinematografia internazionale. Per tutti, era la Monica internazionale.

 

Diplomata alla Silvio D’Amico nel 1953, poi il teatro, suo primo e grandissimo amore: Da Moliere a Shakespeare, Monica Vitti, si è lanciata in opere impegnate e di spessore, dando prova di grande versatilità. Nel cinema viene lanciata da Michelangelo Antonioni, che la rende protagonista di quattro film, in cui la Vitti, rappresentava personaggi fragili, isterici, rappresentativi di una borghesia nevrotica, specchio di una società in crisi. E’ una Monica particolare quella dei primi anni, che cambierà pelle, attraverso lavori successivi, con registi come Monicelli, che nel film “La ragazza con la pistola” la trasforma in un’attrice comica. E’ una rivoluzione per quegli anni, in cui difficilmente le attrici di cinema, ricoprivano un ruolo comico. Un battesimo per Monica Vitti, che grazie al suo successo, diventa la regina della commedia all’italiana.

 

Sono i meravigliosi anni ’70, quelli in cui gira con Sordi “Polvere di stelle”, e diversi altri film, in cui è affiancata da mostri sacri come Nino Manfredi, e Vittorio Gassman. Negli anni ’80 la sua vita cambia: si avvicina a Roberto Russo, esordiente direttore della fotografia e sempre in quegli anni torna in teatro.

Monica Vitti ha ricevuto cinque David di Donatello, tre nastri d’argento e un Leone d’oro alla Carriera e diversi altri riconoscimenti. Tutto il mondo dell’arte la ricorda come una delle più grandi interpreti del cinema italiano, al pari solo della Loren e di Anna Magnani.

Da vent’anni, non più sulle scene e sul grande schermo: la Vitti è stata consumata da una malattia simile all’Alzheimer, che l’ha portata a spegnersi lentamente. A Roma è stata allestita la camera ardente, e sabato cinque febbraio, si terranno i suoi funerali. Massimo Ranieri, Pippo Baudo, Amadeus, e tutti gli artisti che hanno lavorato con lei, o che hanno apprezzato la sua grandezza, hanno salutato la grande Monica e con lei un pezzo del cinema italiano e internazionale.

Christian la serie con Edoardo Pesce e Claudio Santamaria, su Sky

Christian la serie
Christian la serie

Christian, è una nuova serie prodotta da Sky e Lucky Red. E’ una dramedy mai raccontata prima: è la storia di un supereroe, di una verità, di una conversione, è la sacralità che si mescola al fantasy, al popolare, al profano. E’ un racconto dai tratti horror, riflessivo, ampio, forte. La serie è composta da sei episodi, ed è diretta da Stefano Ludovichi e Roberto Saku Cinardi. Gli attori principali della serie sono: Edoardo Pesce e Claudio Santamaria, Silvia D’amico, Lina Sastri, Milena Mancini, Antonio Bannò, Francesco Colella, Giordano De Plano.

 

Christian, racconta di un uomo di periferia, un criminale che lavora per un clan di Roma, che recupera crediti menando le mani. Picchiare è la sua arte: ma saranno proprio le sue mani a cambiargli la vita. A Christian -interpretato da Eduardo Pesce, compariranno le stimmate, e attraverso il suo stesso sangue, inizierà a fare miracoli. Il protagonista dunque, è un eroe a tuttotondo: un uomo che converte la sua vita all’improvviso per una sorta di chiamata, passando dall’essere l’antieroe della storia all’eroe. Tutto accade per una volontà superiore, per qualcosa che non è stato scelto volontariamente. Christian è una sorta di prescelto, ed è per questo che ingloba sia il martire, con le sue stimmate sanguinanti in grado di compiere miracoli, che il supereroe, nella sua conversione da antagonista a eroe positivo.

 

Sulle sue tracce, lavora un uomo del Vaticano, il cui compito è cercare di scoprire quanto sia veritiero il superpotere dell’uomo di cui è alla ricerca. Nei primi due episodi infatti, vengono presentati i protagonisti della storia, Christian, estorsore della malavita romana, che opera insieme al figlio del suo boss. Il suo lavoro, diventerà presto la sua maledizione, perché dei dolori fortissimi alle mani, gli impediranno di picchiare duro come faceva prima, per estorcere crediti. Quando a Christian compariranno le stimmate, tutto cambierà: il primo miracolo, sarò quello di resuscitare Rachele, una donna, morta per overdose. Christian capirà di dover cambiare e di dover usare il suo potere per gli altri.

Antagonisti nella serie, Edoardo Pesce e Claudio Santamaria, si sono raccontati in una lunga intervista, in cui, hanno parlato del lavoro fatto insieme e di come lo hanno vissuto. In realtà, l’intervista ha avuto principalmente lo scopo di raccontare la propria vita da attore, dagli esordi, in cui entrambi hanno lavorato con la voce, al teatro, al cinema. E’ stato questo il lancio della serie, che sicuramente appassionerà il pubblico del piccolo schermo.

Gaspard Ulliel: muore accidentalmente sulla pista da sci

Gaspard Ulliel
Gaspard Ulliel: muore sulla pista da sci

Gaspard Ulliel, è morto: l’attore francese, è stato coinvolto in un incidente su una pista da sci, a Resieres nel sud della Francia. Stando alle indagini, l’attore si sarebbe scontrato con un altro sciatore all’incrocio di una pista. La velocità e l’impatto sono state fatali per il giovane trentasettenne francese. I soccorsi, sono stati immediati, ma le condizioni di Gaspard Ulliel erano estremamente gravi. E’ stato trasportato all’ospedale universitario di Grenoble, dove l’equipe medica ha provato a salvargli la vita, senza riuscirci. Sulla dinamica dell’incidente ora si prova ad indagare per capire come è effettivamente avvenuto, e se era possibile evitarlo.

 

Il presidente del Consiglio francese, Jean Castex, ha reso omaggio all’attore con un messaggio che ha postato sui social, nel quale lo ricorda come un grande attore francese, una carriera brillante, un grande amore per il cinema. Di Gaspard Ulliel, si ricorda lo sguardo sicuro, il suo sorriso timido, la sua serietà. Moltissimi colleghi, si sono uniti per esprimere il loro dolore per a perdita di una giovane stella del cinema francese. Dolan, in particolare, il regista che lo ha diretto nel film “E’ solo la fine del mondo”, esprime il suo cordoglio, dichiarandosi incredulo dinanzi alla fragilità della vita. Nel suo messaggio, dettagli e particolari dell’attore francese: cicatrici, sorriso, sguardo; tante particolarità che hanno reso unica la persona anche agli occhi di chi ha lavorato con lui.

 

Figlio di una famiglia semplice, Gaspard Ulliel, si è avvicinato al cinema all’età di 19 anni: “Un femme blanc” è stato il suo primo lavoro, a seguito del quale, l’attore, ha deciso di iscriversi ad una scuola di cinema. E’ stato Yves Saint Laurent, e poi il protagonista del film di Xaveier Dolan, volto di Bleu de Chanel. Ha fatto parte del film Hannibal Lecter, e Una diga sul Pacifico e tantissimi altri lavori che gli hanno attestato un successo meritato, tra cui, l’ultima serie dei Marvel. Ha vinto due Cesar ed è stato sempre considerato un attore di successo con una carriera brillante davanti a sé. Il mondo del cinema francese, e del cinema internazionale è in lutto da due giorni, per questa gravissima perdita.

Gaspard Ulliel, lascia una famiglia, anzi due: una compagna, Gaelle Pietri, da cui ha avuto un figlio; note le sue relazioni con Charlotte Casiraghi e Cecile Cassel. L’attore ha inoltre una sorella minore. Il mondo del cinema, perde una stella promettente e una grande persona.

 

 

Henry Thomas di nuovo insieme ad E.T., ma è una pubblicità

E’ davvero impressionante per coloro che hanno vissuto da bambini il film capolavoro E.T. sul grande schermo, assistere ad una sorta di rimpatriata per una pubblicità tra l’extraterrestre più famoso del cinema ed Elliot, ossia l’attore Henry Thomas, ormai grande con moglie e figli al seguito.

La carriera di Robert Forster, l’attore amato da Tarantino appena scomparso

Anche Robert Forster se n’è andato, a 78 anni, dopo una lunga malattia. L’attore era da tempo sofferente per un tumore al cervello, ed è deceduto a Los Angeles, in casa sua.

Robert Forster

Era uno degli attori preferiti da Quentin Tarantino, che per lui aveva disegnato su misura il ruolo di Max Cherry in Jackie Brown, che gli valse una nomination all’Oscar. Grazie a Tarantino, Forster si rilanciò nel cinema, non senza aver avuto una carriera gloriosa, in cui ha recitato in più di cento film. Un caratterista come pochi, che dal 1998, data di uscita di Jackie Brown, ha iniziato ad essere apprezzato anche dal grande pubblico.

La carriera

Da lì tanti altri film di successo, come Kiss Toledo Goodbye, del 99, o The Magic of Marciano, l’anno dopo, affiancato da Nastassia Kinski. Ha recitato anche con mostri sacri, come Jim Carrey in Io,me & Irene, lo stesso anno, e Dustin Hoffman, in Confidence, la truffa perfetta, tre anni dopo. Ottima anche l’interpretazione accanto a Cameron Diaz in Charlie’s Angels.

È stato diretto dall’eclettico David Lynch in Mulholland Drive del 2001, e in Twin Peaks, nei panni dellosceriffo Frank Truman, fratello dello sceriffo Harold Truman. Ultimamente era stato chiamato anche da Netflix per recitare nella serie Breaking Bad.

Forster aveva iniziato a teatro, ma nel 1967 aveva già debuttato al cinema in un film con Marlon Brando e la Taylor, Riflessi in un occhio d’oro di John Huston. L’anno dopo era con al fianco di Dustin Hoffman in Premiere, e poi con Gregory Peck in La notte dell’agguato. Nel 1969 eccolo con Philippe Noiret in Rapporto a quattro, e poi in America dove vai. Poi le sue partecipazioni si erano fatte più rare, ma comunque importanti, con un’assenza nei primi anni 80 tra il film Goliah Awaits dell’81 e Magnum P.I. dell’85. In compenso fu molto presente nei telefilm americani.
Poi riprese con il cinema in sala, con grandi interpretazioni come ne Il banchiere, Sete di giustizia, Una chiamata nella notte, Psycho e tanti altri.

Forster era nato nel 1941 a Rochester, e aveva quattro figli, avuti da due matrimoni. Suo padre era un addestratore di elefanti del circo, e la mamma una casalinga.

Attori nei videogame, è boom. La tecnologia è pronta

La tecnologia è ormai avanzata, e così nasce la nuova moda degli attori nei vieogiochi, una presenza sempre più importante grazie alle grafiche computerizzate che spesso riescono a confondere anche lo spettatore. È lui o una ricostruzione grafica?

attori-videogiochi

In alcuni videogiochi sembra che siano stati inseriti dei veri video ripresi degli attori. Invece si tratta proprio di grafica del computer, talmente precisa da risultare quasi perfetta.

Sono appena usciti ad esempio Breakpoint e Tom Clancy’s Ghost Recon, ma c’è già una lista molto corposa di attori nei videogiochi. Se prima alcuni film d’azione sembravano videogiochi, ora alcuni videogame sembrano film d’azione, girati con attori veri e dal vivo.

La nuova moda

E vista la presenza sempre più preponderante dei videogiochi tra i giovani, con un mercato sempre più in espansione, le star americane hanno iniziato a fare a gara per partecipare ad uno dei tanti giochi, che per altro sono spesso ispirati agli stessi film in cui le celebrità sono state protagoniste.

L’interazione tra videogame e Hollywood è sempre più stretta. Se Tomb Rider è diventato un film, Breakpoint è appena diventato un videogioco.

Le produzioni dei videogame stanno diventando sempre più ricche e costose, tanto è il giro d’affari del settore, con i trailers e le clips ad anticipare le uscite, proprio come si fa ad Hollywood. I videogame contano ormai più riviste dedicate che lo stesso cinema, e il nuovo esodo di attori che prestano la loro immagine (e voce) alla Playstation e Xbox porterà il business dei videogame a livelli nemmeno immaginati fino a qualche anno fa.

Molti scommettono in un secolo segnato dai videogames, come quello scorso lo fu del cinema. Tra quelli che la pensano così c’è anche Fabio Viola, il più grande esperto italiano del settore:

“Parlerei di un passaggio dallo storytelling tipico del cinema e dell’editoria, un trasferimento in senso unico delle informazioni dallo sceneggiatore al visitatore, allo storydoing dei videogiochi, dove al fruitore viene data la possibilità di prendere costantemente delle scelte e alla struttura narrativa di evolversi in relazione al modo individuale di procedere. È però innegabile che al mondo dei videogiochi manchi quella fisicità, lo star system e la tendenza a legarsi visceralmente a un attore in carne e ossa. Questa necessità ha aperto le porte a numerose contaminazioni negli ultimi anni. È legittimo pensare che nelle prossime decadi la distinzione tra cinema e videogiochi, i due più giovani e prossimi linguaggi della contemporaneità, si andrà assottigliando”.

Sigourney Weaver compie 70 anni. Quarantanni fa usciva Alien

Sigourney Weaver compie 70 anni e rimane una delle star di Hollywood, con tutta la sua bellezza e bravura. Sembra ieri, ma quarantanni fa usciva nelle sale Alien, un film cult che diede la fama all’attrice, che poi recitò in altri film famosissimi, a partire da Avatar, Gorilla nella Nebbia e Una donna in carriera.

Sigourney Weaver
Sigourney Weaver oggi

Una donna forte, che ha segnato la storia del cinema, nata in una famiglia che è sempre stata protagonista tra le telecamere. La mamma era un’attrice e il papà addirittura l’ex presidente della NBC. Con una famiglia simile, la bellissima Susan (poi Sigourney Weaver) non poteva che frequentare questo mondo, laureandosi comunque in Letteratura Inglese a Stanford, prima di prendere il Masters of Fine Arts all’università di Yale.

Altissima già in tenera età, con una bellezza senza tempo, la Weaver esordì a teatro nel 1974, per poi recitare quasi subito in una piccolissima parte nel film Io e Annie di Woody Allen (1977). Due anni dopo arriva il grande salto con Alien, nella parte del tenente Ellen Ripley, che le vale la nomination per l’Oscar.

Alien e la carriera della Weaver

La Weaver deve moltissimo ad Alien, ed al ruolo che doveva essere di un uomo, prima che Ridley Scott cambiasse idea e decise che l’unica superstite doveva essere una sconosciuta donna. Nonostante la recitazione nei sequel di Alien, la Weaver è talmente brava da non legarsi al personaggio, e recitare benissimo in altri film, e con altri registi, tanto da vincere due Golden Globe e un BAFTA.

Si distinse in ruoli drammatici, in film politici ma anche in commedie fantascientifiche come Ghostbusters. Alcune commedie le valsero altre nomination all’Oscar, come Una donna in Carriera, e memorabile fu la sua recitazione in La Morte e la Fanciulla, di Roman Polansky. Gli anni ‘90 furono, per scelta, anni con ruoli secondari, in modo da avere più tempo per la figlia appena nata.

Poi il ritorno da protagonista, e altre tre nomination all’Oscar.

Nessun regista vuole rinunciare a lei, tanto che è stata messa sotto contratto per i sequel di Avatar e Ghostbusters, che saranno finiti nel 2027 per il film cult in cui recita come dottoressa Grace Augustine, amica degli alieni Na’vi.

Buon compleanno Mel Brooks! L attore compie 90 anni

Una risata per stare in salute, sentirsi sempre giovani, allungarsi (addirittura) la vita. La filosofia di Mel Brooks è tutta racchiusa in questa concezione dell’esistenza. Un’esistenza, la sua, giunta oggi al traguardo dei 90 anni. Il celebre attore, un genio del nostro tempo, ha un posto di riguardo nella categoria ‘intrattenitori’. Perché è uno dei migliori al mondo, e la sua carriera lo testimonia.

Mel Brooks _amp_ Robyn Hilton in BLAZING SADDLES _1974_