Il fascinoso psichiatra freudiano Isaac Barr (Richard Gere) ha in analisi la splendida e tormentata Diana Baylor (Uma Thurman) che non riesce a metabolizzare alcuni terrificanti ricordi d’infanzia che riguardano un padre alcolizzato e la sua morte durante un incendio, considerato dalle autorità una tragica fatalità per cui la donna non è mai stata accusata.
A metter pepe nelle sedute di Diana arriva l’altrettanto affascinante sorella di Diana Heather (Kim Basinger), che inizia un gioco di seduzione con lo psichiatra con la scusa di voler approfondire le motivazioni delle sedute a cui regolarmente partecipa la sorella.
Heather che aveva lamentato con Barr alcuni vuoti di memoria dovuti all’uso di alcol viene accusata in seguito di aver ucciso il marito, un uomo moralmente ambiguo e molto violento, sarà Baar a far scagionare la donna dalle accuse accorgendosi però troppo tardi che è stato oggetto di una complessa macchinazione ordita dalle due sorelle/pazienti.




L’architetto Matt Sounders (Luke Wilson) si ritrova un bel giorno in una galleria d’arte dove conosce l’affascinante proprietaria Jenny Johnson (Uma Thurman), tra i due è subito feeling e la compassata gallerista si rivela a sorpresa una partner focosa e passionale oltre ogni limite.
Eliza Welch (Uma Thurman) sta per affrontare una giornata campale, una sorta di mini-apocalisse in versione familiare, con annessi il solito marito emotivamente sbadato (Anthony Edwards), un sogno, fare la scrittrice, indispensabile per andare avanti, un paio di figli di cui una in procinto di compiere gli anni, non dimenticando un cane incontinente che non ha di meglio da fare che aggiungersi al marasma creando ulteriore scompiglio.







