Gus Van Sant: un indipendente da Oscar

di Pietro Ferraro 7

Regista dalla forte connotazione indipendente, un Oliver Stone dal tratto squisitamente europeo e dall’impronta visiva originale e spiazzante, si è dimostrato con gli anni capace di gestire i generi rileggendoli e mai banalizzandoli, con il suo ultimo lavoro, Milk, ha dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, di essere un regista da Oscar.

Gus Van Sant nasce il 24 Luglio 1952 a Louisville (Kentucky-USA), figlio di un commesso viaggiatore afffronta nell’infanzia un perenne peregrinare in giro per il mondo. Durante gli studi al college sviluppa una passione per il cinema e la pittura, gira alcuni cortometraggi e diplomatosi si iscrive in un prestigioso istituto d’arte, dove viene in contatto con un ambiente artisticamente molto stimolante che lo porterà alla realizzazione del suo primo mediometraggio in 16mm Alice in Hollywood (1981), seguito sei anni dopo dal suo primo lungometraggio Mala noche (1987).

Il cortometraggio come mezzo espressivo  sembra stimolare molto l’inventiva del regista, nel 1987 ne gira molti tra cui spiccano per originalità Ken death gets out of jail, vita ed integrazione dopo il carcere, My new friend, amour fou tra un anziano signore ed un giovane ragazzo, e Thanksgiving prayers, scritto con W. S. Burroughs.

Drugstore Cowboy del 1987 è il secondo lungometraggio del regista, un road-movie tra droga, rapine ed un Matt Dillon in gran forma, questo piccolo progetto indipendente girato in bianco e nero, colpisce per durezza ed efficacia visiva. dovranno passare  quattro anni prima che Van Sant torni sul grande schermo, è il 1991, stavolta il regista recluta due icone giovanili, River Phoenix e Keanu Reeves per il coinvolgente Belli e dannati.

nel 1993 è la volta di una sexy Uma Thurman nell’eccentrico Cow girl-il nuovo sesso, poi è la volta di Nicole Kidman terrificante creatura mediatica in Da morire (1995), e la coppia Matt Damon/Ben Affleck per l’edificante Will Hunting: genio ribelle (1997).

Nel 1998 rischia molto in un’operazione estremamente delicata, rifare il capolavoro di Hitchcock Psycho, il regista spiazza tutti fotocopiando l’originale, a questa discussa operazione fa seguito l’ottimo e sorprendente Scoprendo Forrester (2000), la cultura ed il rapporto mentore/allievo in un racconto contenuto e ben recitato dallo scrittore eremita Sean Connery.

Dopo il western Gerry (2002), è la volta di Elephant (2003), cronaca di una strage in un liceo americano, stile asciutto per un provocatorio ritratto di un America in balia dei fabbricanti d’armi, seguirà Last days (2005), originale cronaca degli ultimi giorni, prima del suicidio, del leader dei Nirvana Kurt Kobain, un piccolo racconto intimo e a tratti surreale, Van Sant rilegge un genere, la biopic musicale, fino a farlo proprio.

Dopo la partecipazione come regista ai progetti corali Paris, Je t’aime (2006) e A ciascuno il suo cinema (2007), ancora un viaggio nell’adolescenza attraverso il movimento giovanile degli skaters, con Paranoid Park (2007) Van Sant scava negli sguardi e racconta le contraddizioni ed i sogni dei giovani con il suo stile preciso e pregno di significati.

Dal 23 Gennaio 2009 nei cinema italiani arriva la biopic politica in odore di Oscar Milk, Sean Penn interpreta l’attivista gay più importante e meno conosciuto della storia americana, un Van Sant contenuto e toccante, un viaggio nel sistema politico americano degli anni ’70 attraverso  frammenti di sogno americano, un vero capolavoro.

Prossimi progetti del regista, la raccolta di cortometraggi di registi vari 8 e lo psichedelico The Electric Kool-aid Acid Test, road movie a base di LSD e cultura hippie.

Commenti (7)

  1. Sono d’accordo: Gus Van Sant è un genio. Ho visto la trilogia della morte e il recentissimo Milk, che trovo, anche se diverso dal suo “stile” visionario, davvero fantastico. Adesso vedrò di recuperare Paranoid Park 😉

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