
Si è spenta ieri in un’ospedale di Parigi all’età di settantanove anni l’attrice Annie Girardot protagonista e testimone di un cinema italiano non poco rimpianto che l’ha impressa a fuoco nella memoria di tanti cinefili, ma anche di un’intera generazione di spettatori che la ricorderanno accanto ad Alain Delon in Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, set dove la Girardot conoscerà il suo futuro marito, l’attore Renato Salvatori.
A portare via l’attrice una malattia terribile e impietosa come l’Alzheimer che trasforma i ricordi in scritte sbiadite, ma in qualche modo conservate nella memoria collettiva grazie ad una carriera intensa e luminosa che l’ha vista esordire in patria nel 1955 con Tredici a tavola di André Hunebelle, per poi affiancare Jean Gabin nel suo primo Commissario Maigret (1958) e recitare poi per gli italiani Visconti (Le streghe), Corbucci (Il giorno più corto), Monicelli (I compagni), Ferreri (La donna scimmia) e i fratelli Taviani (Il fuorilegge del matrimonio), senza dimenticare tanti maestri d’oltralpe come Lelouch (Vivere per vivere).



Il Maresciallo Carotenuto ( Vittorio De Sica) lasciata l’Arma dei Carabinieri torna nella natia Sorrento, dove ad attenderlo troverà il fratello parroco Don Matteo (Mario Carotenuto) e la casa di famiglia dove è cresciuto. I festeggiamenti per il bentornato, allietati anche dall’assegnazione del comando della locale stazione di vigili urbani, saranno in parte rovinati dalla notizia che la casa di famiglia non è libera.



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Dall’8 al 12 dicembre 2009 Reggio Calabria ospita per il terzo anno il
Brescello sta per essere gemellata con una cittadina dell’Unione Sovietica tra polemiche e festeggiamenti, Don Camillo (Fernandel) decide così di infiltrarsi nel comitato in trasferta nella cittadina russa spacciandosi per un irriducibile compagno anticlericale con tanto di documenti falsi, ricattando il recalcitrante sindaco Peppone (Gino Cervi), che per nascondere una scappatella accetta suo malgrado il clandestino.
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8 settembre 1943, la notizia dell’armistizio tra l’esercito italiano e le forze anglo-americane scatena euforia, ma anche notevole confusione, al grido di tutti a casa molte truppe si sfaldano, le diserzioni si fanno frequenti e difficilmente contrastabili, l’insofferenza si fa sentire anche nella truppa capitanata dal sottotenente Alberto Innocenzi (Alberto Sordi) che si trova a dover fare i conti con un moto di ribellione da parte dei suoi soldati e una serie di defezioni.
Antonio De Fazio (Totò) è un semplice cameriere che lavora in un albergo di Napoli, quando il destino gli gioca un bel tiro, Antonio viene scambiato da un’ospite dell’albergo, l’affascinante Sonia Bulgarov (Yvonne Sanson), per il nobile Bey di Agapur, nientemeno che l’uomo più ricco del mondo.