Il compagno Don Camillo, recensione

di Pietro Ferraro 4

 Brescello sta per essere gemellata con una cittadina dell’Unione Sovietica tra polemiche e festeggiamenti, Don Camillo (Fernandel) decide così di infiltrarsi nel comitato in trasferta nella cittadina russa spacciandosi per un irriducibile compagno anticlericale con tanto di documenti falsi, ricattando il recalcitrante sindaco Peppone (Gino Cervi), che per nascondere una scappatella accetta suo malgrado il clandestino.

Giunti a destinazione e dopo qualche imprevisto causato da un pò di maretta ai vertici del governo, il gemellaggio può aver inizio con una full-immersion interculturale a base di arte, cultura e grandi mangiate, ma Don Camillo rischia di far saltare la sua copertura quando decide di aiutare un prete a difendersi dal regime e dal manesco sindaco locale con un corso accelerato di difesa personale.

I due compagni per forza si ritroveranno a passare qualche disavventura di troppo, che porterà Peppone in ospedale a smaltire una gara di  bevute a base di vodka e Don Camillo espulso e costretto ad affrontare il viaggio di ritorno orfano dell’amico/nemico vittima di un ricovero coatto nonchè di un giornalista che ha trovato l’anima gemella.

Quinto e ultimo film per la coppia Gino Cervi/ Fernandel, quest’ultimo gravemente malato morirà durante le riprese del successivo Don Camillo e i giovani d’oggi, stavolta dietro la macchina da presa Luigi Comencini.

Non si abbandonano le atmosfere goliardico/politiche in questo quinto film  basato sui personaggi creati dalla penna dello scrittore Giovanni Guareschi, purtroppo in questo caso si tradisce  il racconto originale edulcorandone oltremodo il contenuto.

La Russia raccontata dal film di Comencini sembra un’isola felice, il regime assume i connotati di un benevolo Grande fratello onniscente e perfettamente consapevole dell’identità di Don Camillo e sempre pronto ad aiutare i compagni in difficoltà e a rispedire a casa lo scomodo infiltrato con una gentile redarguita, insomma è palese che siamo nel 1965 con tutte le coneguenxe del caso.

Stravolgimenti e fantasiose riletture a parte il film funziona a corrente alternata, ma rimane comunque un buon divertissement, sicuramente la serie mostra ancora una volta la corda, ma  al qunto film ci sembra perlomeno fisiologico.

Detto questo Il compagno Don Camillo è comunque l’ultima occasione di vedere all’opera una coppia storica della commedia italiana, di quelle che ancora oggi, difetti  ed ingenuità a prescindere, continuiamo a rimpiangere.

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