I bruttissimi, Bagnomaria

di Pietro Ferraro Commenta

Oggi per I bruttissimi ci occupiamo di Bagnomaria, esordio sul grande schermo di Giorgio Panariello, uno di quei talenti televisivi che decide di traslocare in toto le proprie  macchiette da tubo catodico, alcune delle quali nel giusto ambito davvero divertenti, sul grande schermo, nella veste dell’one man show ad episodi, terreno irto di ostacoli ed insidioso se non si hanno personaggi dotati di un minimo di personalità ed una sceneggiatura perlomeno funzionale, che dovrebbe in questo caso amalgamare in maniera credibile, elementi da monologo/sketch televisivo  ben poco relaistici e oltremodo caricaturali.

Nonostante Panariello sia stato supportato in fase di scrittura da Leo Benvenuti (Don Camillo e l’onorevole Peppone) e Piero De Bernardi (Questi fantasmi, Fantozzi) tende a strafare e invece di mettersi nelle mani di qualche veterano si cimenta anche nella regia, mettendo in scena una sequela di scenette costellate da gag viste e straviste, con personaggi tanto funzionali in tv, che sul grande schermo diventano quasi grotteschi.

Sicuramente operazione indirizzata ai suoi irriducibili fan/spettatori, ma che comunque non giustifica tanta ingenuità e poca attenzione nel rendere perlomeno credibile i tre episodi ambientati in Versilia che compongono la pellicola, e che invece hanno tutta l’aria dell’operazione commerciale tout-court concepita in fretta e furia per cavalcare l’improvviso e meritato successo televisivo del comico.

A prova di quanto detto basta citare solo due rappresentanti del genere, per renderdi conto dell’inadeguatezza dell’operazione messa in cantiere da Panariello, Bianco, rosso e verdone ed Eccezzziunale veramente, interpretati da due attori che hanno molto in comune con Panariello, in particolare ci riferiamo a Verdone che ha improntato il suo esordio proprio su una galleria di personaggi che provengono da sketch televisivi e che risultano memorabili tanto quanto quelli di Abatantuono, detto ciò, con Bagnomaria ci troviamo palesemente di fronte ad un’operazione davvero poco riuscita.

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