Lo zelante agente immobiliare Jim Evers (Eddie Murphy) gestisce con la moglie una proficua agenzia immobiliare, purtroppo mentre lei cerca di ritagliare del tempo dal lavoro per dedicarlo ai figli, lui troppo occupato a vender case si dimentica spesso e volentieri della prole, causando l’irritazione della bella consorte.
Proprio quando Evers ha deciso di passare del tempo con la sua famiglia, lontano da appartamenti, ville e case sfitte, ecco arrivare un’improvvida telefonata che gli chiede di occuparsi immediatamente della vendita di un antichissimo e monumentale maniero.
Troppo ghiotta la possibilità di una cospicua commissione, cosi Evers in procinto di partire per un week-end con moglie e figli, decide di fare una veloce capatina al maniero per firmare i necessari documenti prima di proseguire il viaggio.
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A Detroit l’omicidio del capo dell’agente Axel Foley (Eddie Murphy) mette il poliziotto sulle tracce del presunto mandante, tracce che porteranno il detective direttamente a Los Angeles, dove Foley ritroverà il vecchio amico e collega Billy Rosewood ( Judge Reinhold).
Una serie di spettacolari rapine avvengono nelle lussuose gioiellerie di Beverly Hills, dopo aver terrorizzato gli astanti e fatto piazza pulita, quella che sembra il capo della banda, un’attraente donna bionda, lascia alcune lettere dell’alfabeto a firma del colpo.

Il principe Akeem (Eddie Murphy) è il rampollo reale della famiglia che governa il paradisiaco regno africano di Zamunda, tutto è facile e già predisposto nella vita di Akeem, anche la futura consorte, con cui presto convolerà a nozze, e che sembra addestrata a servirlo e riverirlo senza avere la benchè minima personalità e disposta a tutto per soddisfare ogni regale desiderio.

Evan (Eddie Murphy) è un uomo d’affari completamente assorbito dal proprio lavoro, e inesorabilmente fuori sintonia con il mondo colorato e fantasioso della figlia di sette anni con la quale non riesce ad avere alcun rapporto, incapace com’è di capire le esigenze della piccola.



Cineasta tedesco nato e cresciuto a Berlino, esperto di effetti visivi, l’esordio è come sceneggiatore e regista del cortometraggio animato Mind the gap (1994), nel 1996 un altro corto, Monkey business.