Beverly Hills Cop 3: recensione

di Pietro Ferraro 3

A Detroit l’omicidio del capo dell’agente Axel Foley (Eddie Murphy) mette il poliziotto sulle tracce del presunto mandante, tracce che porteranno il detective direttamente a Los Angeles, dove Foley ritroverà il vecchio amico e collega Billy  Rosewood ( Judge Reinhold).

Arrivato nella città degli angeli gli indizi raccolti conducono dritto dritto ad Ellis Dewald (Timothy Carhart), bieco capo della sicurezza di Wonder World, un parco di divertimenti, che però rifiuta di essere interrogato incuriosendo ancor di più lo zelante detective.

Dewald respingerà più di qualche incursione di Foley nel parco, e quest’ultimo conosciuta un’addetta al parco, la bella Janice, si farà aiutare ad entrare in una zona ancora in costruzione che ospiterà l’attrazione de La foresta incantata, qui Foley scoprirà la vera attività di Dewald e soci.

Dalla scoperta ne  scaturirà un inseguimento, il ferimento dell’inconsapevole padrone del parco lo Zio Dave ed uno spettacolare scontro finale che vedrà la dipartita di Ewald e della sua banda.

Bevelry Hills Cop 3 nasce come una palese e smaccata operazione commerciale, che sembra servire come la solito per rivitalizzare l’immagine di un attore che negli ultimi dieci anni sembra proprio azzecarne ben poche, e così dopo il salutare remake Ancora 48 ore dopo il disisastroso Harlem Nights, ecco resuscitare il franchise Beverly Hills Cop dopo il flop de Il principe delle donne.

Un terzo capitolo dal ritmo televisivo, minato da un budget limitato e trasformato in un innocuo family-movie, una versione edulcorata e sbiadita dei primi due divertenti capitoli.

La regia è affidata all’esperto John Landis (Una poltrona per due, Blues Brothers 2000),  ma anche lui si deve inchinare alle palesi limitazioni di una sceneggiatura da telefilm anni ’80 e ad un Murphy già pronto a diventare l’eroe politically correct di milioni di famiglie.

Beverly Hills Cop 3 non è brutto, ma ancor peggio anonimo, non c’è nulla del franchise originale, l’action è praticamente assente e la parte investigativa ridotta all’osso, per il 2012 sembra previsto un quarto capitolo, cosa dovremmo aspettarci, l’omicidio di Cenerentola a Disneyland?

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