Beverly Hills Cop-Un piedipiatti a Beverly Hills, recensione

di Pietro Ferraro 2

Axel Foley (Eddie Murphy) è un poliziotto di Detroit dall’incredibile faccia tosta che non ama le regole e le mezze misure, e utilizza sistemi ben poco ortodossi per catturare criminali e sventare piccoli traffici illegali nella sua città, purtroppo ogni arresto portato a termine è seguito da una serie di disastri che mettono in cattiva luce il dipatimento e fanno infuriare i suoi superiori.

Foley si rtiroverà senza volerlo nel bel mezzo di uno scottante caso di traffico di valuta, quando un suo vecchio amico d”infanzia che vive di truffe ed espedienti viene freddato da un paio di killer, il caso però finisce nelle mani di un collega di Foley e quest’ultimo è costretto ad usufruire di un periodo di vacanza per indagare non ufficialmente in quel di Los Angeles.

Infatti l’ultimo posto frequentato dall’amico prima di partire per Detroit, è una galleria d’arte di Beverly Hills dove Foley incontrerà Jenny un’altra amica d’infanzia che per aiutarlo gli presenterà il direttore della galleria e suo capo, l’ambiguo Victor Maitland (Steven Berkoff).

A Foley non piace l’uomo e non piacciono le sue risposte, così Maitland infastidito a sua volta dall’insistenza del poliziotto lo fa cacciare dalla galleria e arrestare per aggressione, è cosi che Foley incontrerà la coppia di poliziotti Billy Rosewood (Judge Reinhold)  e John Taggart (John Ashton), nonchè il loro irascibile capo Andrew Bogomil (Ronny Cox), che lo affiderà ai due agenti che avranno il compito di scortarlo all’aereoporto per un repentino rientro in città.

Naturalmente Foley non mollerà l’osso e dopo aver seminato i due poliziotti tornerà alla carica scoprendo che Maitland è impegnato in un lucroso traffico illegale di titoli al portatore, questo metterà in pericolo lui, la sua amica Jenny e coinvolgerà il recalcitrante Taggart ormai prossimo alla pensione e Rosewood entusiasta invece dei modi spicci e della sfacciataggine del suo collega.

Intrigante commistione di poliziesco, comedy ed action, un equilibrio davvero notevole mai più raggiunto, nè dal patinanto e muscolare secondo episodio firmato da Tony Scott, ne dalla comedy per famiglie del terzo, ad opera di John Landis.

Alla regia Martin Brest (Scent of woman, Vi presento Joe Black), un Eddie Murphy agli esordi, alle spalle una gavetta tra locali e il palcoscenico televisivo del Saturday Night Live, e un cast di ottimi comprimari dall’esilarante coppia di sbirri Ashton/Reinhold, sino all’ambigua nemesi Steven Berkoff.

Qui nasce la risata un pò cafona, ma coinvolgente che diventerà il narchio di fabbrica dell’attore, e che ci accompagnerà sino all’evoluzione, tra pochi alti e sin troppi bassi, in eroe da family-movie di questi ultimi anni.

Beverly Hills Cop-Un piedipiatti a Beverly Hills miscela una coinvolgente atmosfera action tipica degli anni ’80, gag rodate, un casting perfetto, pensate che in origine per la parte del protagonista erano stati interpellati Mickey Rourke e Sylvester Stallone, e una colonna sonora da antologia. Un piccolo appunto invece va fatto per l’eccesso di volgarità nel linguaggio che ne limita la fruibilità, ma niente paura per i più piccini c’è sempre il terzo capitolo.

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