Gli Aristogatti, recensione

di Pietro Ferraro 2

In una romantica e galeotta Parigi di inizio ‘900 la gatta Duchessa e i suoi tre cuccioli vivono tra gli agi ed il lusso in un splendida casa di un’anziana nobildonna, che intuendo che i suoi gatti sarebbero sopravvissuti a lei decide di includerli in un testamento lasciandogli ogni suo bene.

All’eventuale dipartita dei micetti la donna chiede al suo avvocato di  inserire come ulteriore beneficiario della sua fortuna il maggiordomo Edgar, che ascoltata la conversazione pensa bene di non aspettare tanto, diamine sette vite sono un’eternità, decidendo di sbarazzarsi subito di Madame e miagolante prole.

Drogato con del sonnifero il pasto di Duchessa e dei suoi micetti, a farne le spese anche l’ignaro Groviera topino scroccone, Edgar carica i gatti sul suo sidecar e si allontana dalla villa intenzionato ad abbandonarli il più lontano possibile, ma l’interventi di un paio di esagitati cagnoloni interrompe la corsa di Edgar che perderà lungo la strada cesto e gatti, che finiranno in mezzo alla vegetazione, mentre il maggiordomo proseguirà indenne la sua corsa.

Sarà Romeo un gatto con un gran talento musicale e una combriccola di randagi parigini ad aiutare Duchessa e i suoi cuccioli a ritrovare al strada di casa, e perchè no a riscoprire l’amore.

La Disney sforna l’ennesimo capolavoro, niente computer animation o 3D di ultima generazione qui si torna alle origini del cartoon, fatto di preziosismi di fine artigianato e sfondi dipinti a mano, animazione di gran classe sullo stile di un altro grande successo, La carica dei 101.

Classico numero venti per la factory di Topolino, ormai lo studio Disney ha abituato il pubblico a standard qualitativi altissimi e a storie sempre variegate e coinvolgenti, stavolta una Parigi da acquerello Belle epoque è la cornice per una romantica storia d’amore e d’amicizia con il solito mix di musical, stavolta con suggestioni Jazz come nell’ultima fatica Disney La principessa e il ranocchio, umorismo e avventura.

Gli Aristogatti resta un imperdibile classico che nonostante l’avanzar del tempo e la cavalcata inarrestabile della tecnologia, conserva tutto il suo appeal e l’indubbia classe di prodotti che restano un must dell’intrattenimento per famiglie.

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