La leggenda di Al John e Jack, recensione

di Pietro Ferraro Commenta

New York fine anni ’50, in un drive-in, mentre sullo schermo scorrono le immagini del classico La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock, tre uomini Al, John e Jack (Aldo, Giovanni e Giacomo) si danno un gran da fare per riuscire ad intercettare la conversazione di un boss che occupa insieme alla sua guardia del corpo una vicina vettura, conversazione che però non potrà essere ascoltata nella sua interezza a causa di un corto circuito che fulminerà il povero Al causandogli un tremendo shock.

A tre giorni dall’accaduto ritroviamo i nostri tre protagonisti all’interno di una stanza d’albergo, Al non riconosce nessuno dei suoi due amici e John e Jack si rendono conto della gravità del trauma subito dall’amico che gli è costato una perdita della memoria, memoria  che continua a resettarsi ogni qual volta Al va a dormire, così che al suo risveglio i suoi due soci debbano raccontargli da capo che il suo nome è Al Caruso, un gangster della famiglia Genovese detto Al Quattrodita.

La cosa più importante è però che Al è l’unico che forse può evitare al terzetto di finire in pasto ai pesci prima che il sole tramonti, così onde rinfrescargli nuovamente la memoria John in cerca di un rivelatorio ricordo perduto prova a raccontargli per un’ultima volta la storia dal principio…

Quarto film per il grande schermo del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, quinto se si calcola il corale Tutti gli uomini del deficiente e stavolta il terzetto di comici punta alto e confeziona un’ambiziosa parodia del genere gangster-movie. Bisogna dire che se la messinscena è piuttosto efficace, il film di contro purtroppo non regala molti momenti memorabili e non riesce a bilanciare con efficacia la seriosità del genere parodiato, che rischia a più riprese di affossare la verve del trio, con una serie di gag piuttosto funzionali sulla carta, che però su schermo non funzionano come dovrebbero.

Potrebbe essere una coincidenza, ma da questo film il trio non uscirà indenne confezionando in seguito perfomance opache che li porteranno, in cerca dell’ispirazione perduta a calcare di nuovo il palcoscenico con il teatrale Anplagghed al cinema e i fasti da piccolo schermo con il mediocre e frammentario Il cosmo sul comò, per poi dare segni di una netta ripresa più recentemente con il natalizio La banda dei Babbi Natale.

Note di produzione: nel cast figurano anche Aldo Macccione e Antonio Catania. Il film è scritto e co.diretto dal trio con Massimo Venier.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>