French Kiss, recensione

di Pietro Ferraro 3

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La graziosa americana Kate (Meg Ryan) ha tre grossi problemi, documenti per la cittadinanza canadese ancora da espletare, una tremenda fobia per gli aerei  e un fidanzato (Timothy Hutton) che partito alla volta della romantica Parigi per lavoro, si è fatto incantare dalla galeotta città francese e l’ha mollata con una strana telefonata in cui afferma di essersi innamorato e di non aver alcuna intenzione di tornare a casa.

Non sarà certo una sciacquetta con la erre moscia ad averla vinta, così preso il coraggio a due mani Kate prende un aereo e parte alla volta del Vecchio continente intenzionata a chiedere spiegazioni al fuggitivo. In viaggio Kate farà la conoscenza di Luc (Kevin Kline) un ladro professionista reduce dal furto di una preziosa collana che pensa bene, per passare indenne la dogana, di nascondere il prezioso nella borsa della bella quasi-canadese.

Arrivati a Parigi succederà l’imprevedibile, Luc perderà di vista Kate che verrà derubata della borsa con dentro la collana, Kate si troverà di fronte all’evidenza che il suo fidanzato è ormai perduto e in preda allo sconforto vagherà per Parigi in cerca di un modo per tornare in Canada, visto che adesso non ha alcuna cittadinanza e le ambasciate le hanno dato il benservito. Così mentre Luc proverà a recuperare la collana fingendo di voler aiutare Kate nell’orchestrare una degna vendetta contro l’ex traditore, un poliziotto è sulle tracce della collana, di Luc e di Kate.

French Kiss è una comedy-romance da manuale girata in Francia dal veterano Lawrence Kasdan, nel curriculum il classico Il grande freddo e l’incursione fanta-horror da King L’acchiappasogni. Kasdan sembra divertirsi un mondo a giocare con i clichè del genere aggiungendoci un tocco sfumatissimo da caccia al ladro e scegliendo location che trasudano romanticismo da cartolina.

Meg Ryan sfoggia il suo repertoio di mossettine, occchioni sgranati e sorrisi che stregano, Kline gigioneggia con il baffo assassino e l’aria sorniona che ne ha fatto un divo da comedy, e Jean Reno gioca a fare il poliziotto sfoderando savoir faire e simpatia a vagonate.

Nonostante a volte sembri che il regista voglia quasi parodiare il genere invitando i suoi attori a enfatizzare i loro fumetttosi personaggi, il divertimento traspare dallo schermo e lo spettatore non potrà non divertirsi a seguire le peripezie francesi dell’allora reginetta del romance Meg Ryan.

Prevedibile, fumettoso e sfacciatamente improbabile solo come una comedy-romance sa essere, ma senza dubbio assolutamente gradevole. Se volete gustarvi ancora l’accoppiata Kasdan-Kline al top della forma vi consigliamo di rispolverare lo spassoso Ti amerò…fino ad ammazzarti.

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