The Descent 2, recensione in anteprima

di Redazione 4

A due giorni dall’epilogo del primo capitolo in cui un gruppo di speleologhe durante un’incursione in alcune grotte inesplorate tra i monti Appalachi vengono massacrate da alcune mostruose creature antropofaghe che abitano il sottosuolo, troviamo la zona in gran fermento, le autorità locali e un gruppo di salvataggio stanno cercando di ritrovare le donne, che però sembrano svanite nel nulla.

Fortuna vuole che a qualche chilometro di distanza, Sarah (Shauna MacDonald) una delle disperse rispunti in superficie ricoperta di sangue e sotto shock, senza alcun ricordo dei terrificanti eventi accaduti. Lo sceriffo della zona per non attirare la morbosa curiosità dei giornalisti decide di tenerli all’oscuro degli sviluppi e interrogare la donna, che naturalmente non avendo riportato alcuna ferita degna di nota diventerà ben presto la principale sospettata di una presunta carneficina.

Lo zelante poliziotto, deciderà di scoprire di persona cosa sia realmente accaduto in quelle grotte e rimessa in piedi Sarah la costringerà a ripiombare nell’incubo grazie ad una improvvida missione di recupero, che oltre alla ragazza e l’agente vedrà impegnati il vice-sceriffo Elen Rios (Krysten Cummings) e tre esperti speleologi. Grazie all’ingresso di una miniera abbandonata.il gruppo riuscirà a raggiungere le grotte incriminate, diventando in men che non si dica la portata principale di un efferrato banchetto.

Cinque anni or sono il regista Neil Marshall gira uno degli horror piu interessanti e ansiogeni degli ultimi anni, utilizzando al meglio due elementi tipici di molti horror low-budget, location claustrofobiche e mostruose creature antropofaghe, all’epoca l’effetto ansiogeno funzionò davvero bene, meno il make-up delle creature, che un anno prima aveva già fatto la sua comparsa nelle fattezze del deforme protagonista di un altro horror britannico, dal notevole impatto visivo e con location sotterranee, Creep-il chirurgo di Christopher Marshall.

Questo sequel già uscito da qualche tempo e già disponibile in DVD in versione import, qui Italia potrebbe non approdare mai nelle sale e avere il medesimo destino di Wrong Turn, altra serie horror che dopo una tappa d’esordio sul grande schermo, ha proseguito la sua strada direttamente nel mercato home-video dove al momento è giunta al terzo capitolo.

Quello che si nota da subito è la sostituzione del regista, Marshall che ha solo supervisionato il progetto, passa il testimone all’esordiente Jon Harris, esperto montatore (Kick Ass, Stardust) che svolge un compitino quasi scolastico azzeccando qualche sequenza la dove ripercorre passo passo l’ottimo lavoro del suo predecessore.

Lo script è quanto di peggio ci si potesse aspettare, personaggi improbabili e tagliati con l’accetta, con il premio speciale idiota in celluloide assegnato all’unanimità allo sceriffo, personaggio fastidioso a tal punto da desiderarne l’immediata eliminazione con tifo d’incoraggiamento per le creature.

Altro grosso punto debole di tutta l’operazione, già di per sè sfacciatamente commerciale e raffazzonata, sono proprio le creature, pessima e davvero poco lungimirante l’idea di illuminarle quasi a giorno, neanche godessero di chissà quale make-up di alto profilo, Marshall giocando con ombre e oscurità aveva donato a questi cannibali antropomorfi la giusta consistenza visiva, Harris si monta decisamente la testa, accende i riflettori e toglie tutto il mistero del caso mostrandoci delle fattezze fastidiosamente simili ai Goblin creati dalla Weta per Il signore degli anelli, e cercando di compensare con litri di muco, corse dinoccolate e carotidi lacerate.

The Descent 2 potrebbe transitare direttamente sugli scaffali delle nostre videoteche senza lasciare alcuna traccia di sè, il sequel Rec 2 tanto per fare un esempio, contiene in sè tutto ciò che manca a questa pellicola, l’attenzione e l’entusiasmo per un progetto partecipato, qui si percepisce  solo il bisogno di rimpinguare la cassa e sfruttare un potenziale e lucroso franchise.

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