Hachiko-Il tuo migliore amico, recensione

di Pietro Ferraro 3

Il professore di musica Parker Wilson (Richard Gere) al ritorno da un viaggio si imbatterà in peloso trovatello a quattro zampe di razza Akita e lo porterà con sè a casa, in seguito convinto dalla moglie e dall’irresistibile dolcezza del cucciolo deciderà di adottarlo.

Dopo che con l’aiuto di un collega il cucciolo finalmente avrà un nome, Hachi, la loro vita si trasformerà in una sorta di simbiosi emotiva, così mentre il professore saluterà tutti i giorni Hachi alla stazione, quest’ultimo al suo ritorno sarà li ad attenderlo con una regolarità ed una devozione impressionanti che riempiranno il cuore di Wilson, scoprendo giorno dopo giorno un affetto in crescendo verso il nuovo amico.

Purtroppo il professore morirà improvvisamente e non si presenterà alla stazione dove Hachi lo sta attendendo, ma questo non fermerà di certo il cane che ignorandone la morte lo attederà imperterrito per dieci anni.

Il suo amorevole e continuato gesto di devozione non passerà certo inosservato, e scatterà così una gara di solidarietà per aiutare Hachi, che comunque non smetterà mai di attendere il ritorno del suo padrone.

Il regista Lasse Hallstrom, nonostante qualche passo falso, resta un cineasta che sa esattamente come veicolare sentimenti ed emozioni, potremmo citare ad esempio il famoso Buon Compleanno Mr.Grape, ma preferiamo ricordare invece l’intenso Le regole della casa del sidro e l’incantevole romance Qualcosa di cui…sparlare, esempi di un’innata empatia con lo spettatore, ma anche di un’impronta autoriale mai compiaciuta e fine a se stessa.

Solo un attore dell’esperienza e dell’intelligenza di Richard Gere poteva accettare di trasformarsi in un comprimario di lusso e mettersi totalmente al servizio di una storia a tratti struggente, e di un sorprendente protagonista a quattro zampe, trasformando questa fiaba animalista in una perfetta pellicola natalizia all’insegna dei buoni sentimenti.

Hachiko-Il tuo migliore amico è consigliato anche a chi non ama particolarmente  il genere cinofilo e i suoi derivati, perchè la delicatezza con cui si racconta questa storia ispirata ad un fatto realmente accaduto in Giappone, Hachiko oltre ad una statua a lui dedicata è ormai un’icona in patria, non potrà non coinvolgere, naturalmente alla larga i cinici ad oltranza e chi è allergico al fazzoletto.

Commenti (3)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>