Richard Gere: la lunga strada del successo

di Pietro Ferraro 21

Richard Gere nonostante una densa e fruttuosa carriera nel cinema non ha mai trascurato la sua vena più mistica e il suo impegno sociale, mettendoci come si dice la faccia, promuovendo in giro per il mondo la sua religione, Gere è  buddista, e la causa tibetana, attraverso un impegno costante che dura ormai da anni, e che l’attore instancabile ad ogni occasione non manca mai di ricordare.

Richard Gere nasce a Phildelphia, città della Pennsylvania (USA) il 31 agosto 1949. secondo di cinque figli, madre casalinga e padre assicuratore, è studente brillante e promettente atleta. La carriera scolastica è piena di soddisfazioni e riconoscimenti, ma oltre alla scuola e allo sport il giovane Gere si farà notare anche per una predisposizione naturale per la musica che metterà in pratica imparando a suonare pianoforte, chitarra, basso, ma si distinguerà come ottimo trombettista.

La sua bravura nello sport gli permette di conquistare una borsa di studio in ginnastica che gli apre le porte dell’ Amherst University of Massachusetts, è il 1967 indirizzo, filosofia, ma due anni dopo il giovane decide di mollare tutto per dedicarsi completamente alla recitazione. 1973,  primo ruolo importante, è Danny nella versione londinese di Grease, grande successo, tornato in America ci riprova a Broadway, stesso musical, medesimo ruolo e fa centro anche stavolta.

Nel 1974 un pò di televisione con il serial ospedaliero Chelsea D.H.O., poi nel ’75 il primo ruolo sul grande schermo con il thiller poliziesco Rapporto al capo della polizia. Poi arrivano gli anni ’80 e l’avvenenza di Gere non passa inosservata, fioccano i ruoli che lo vedono seduttore prezzolato in American gigolò (1980), recluta testarda e ribelle in Ufficiale e gentiluomo (1981), tormentato poliziotto in quel di New Orleans nel thriller d’azione Nessuna pietà (1986) accanto a Kim Basinger, lo ricordiamo inoltre negli ottimi Il console onorario (1983), Cotton club (1984) e King David (1985).

Gli anni ’80 sono anche il periodo della crisi mistica dell’attore, crisi che trova soluzione nella  conversione alla fede buddista, non una conversione modaiola o per tornaconto mediatico, ma sana e genuina scoperta di se stesso attraverso il buddismo, e della causa del Tibet che, con la fondazione de La casa tibetana, e la Fondazione Gere comincia a promuovere in giro per il mondo e come se non bastasse lo troviamo impegnato in prima fila, tra raccolte fondi e progetti nella lotta contro l ‘AIDS.

Gli anni ’90 sono anni di conferme, l’accoppiata più riuscita e redditizia nella storia delle commedie sentimentali, Richard Gere miliardario, Julia Roberts prostituta e novella Cenerentola in Pretty woman (1990), la favola funziona e alla grande, il buon poliziesco Affari sporchi (1990), due film in costume campioni d’incasso Sommesby (1993) e Il primo cavaliere (1995), qualche scivolone, tra cui un thriller psiicologico un pò pasticciato, Analisi finale (1992) , accanto all’attore, Kim Basinger e Uma Thurman, un thriller d’azione in cui  la tensione latita,The Jackal (1997), la commedia Se scappi ti sposo (1999) ancora in coppia con la Roberts, molta simpatia per i due protagonisti  ma niente di più e lo strambo Mr. Jones (1993) tra musica, sentimento e psicanalisi.

Ricordiamo anche un paio di thiller, Schegge di paura (1996), legal thriller con Gere avvocato in cerca di pubblicità che difende un giovanissimo Edward Norton accusato di omicidio, e L’angolo rosso (1998) thriller indeciso tra denuncia e intrattenimento, pellicola deludente, come il drammatico Trappola d’amore (1994) triangolo amoroso dagli esiti disastrosi, e per l’angolo gossip segnaliamo il  chiacchieratissimo matrimonio con la top model Cindy Crawford nel 1991 che si concluderà con un divorzio nel 1995.

Gli ultimi anni sono stati per Richard Gere estremamente produttivi e ricchi di buoni film, certo, a parte qualche inevitabile flop, come lo stralunato Il dottor T e le donne (2000), il melò sentimentale Autumn in New York (2000) accanto a Winona Rider o il sovrannaturale e confusionario The Mothman prophecies (2002). ma ricordiamo anche il pluripremiato musical Chicago (2002), l’intrigante Unfaithful: l’amore infedele (2002) accanto a Diane Lane, il brioso Shall we dance? (2004), l’impegnato Parole d’amore (2005), i  biografici The hoax-l’imbroglio(2006) ,Io non sono qui (2007), The hunting party (2007), per terminare con il teso e controverso Identikit di un delitto (2007), accanto all’ex Giulietta Claire Danes.

Riuscire a condensare in poche righe una carriera come quella di Richard Gere non è cosa facile, un attore che alla bellezza di 60 anni è ancora sulla cresta dell’onda e rimane uno dei sex-symbol più amati dalle donne di tutto il mondo merita la nostra ammirazione, quindi dopo questa veloce carrellata, chiudiamo con una bella sfilza di prossimamente, cominciamo con il romanzato melò sentimentale Come un uragano (2008), a giorni nelle sale italiane, di nuovo la coppia Richard Gere/Diane Lane, dopo Unfaithful, l’amore ritrovato tra una disillusa donna divorziata e un medico in vacanza con il figlio, seguirà la favola animalista in salsa orientale Hachiko’s: a dog story (2008), il crime movie Brooklin’s finest (2009) e la biopic Amelia (2009), vita e imprese di Amelia Earhart, giovane pioniera dell’aviazione scomparsa nel 1937, durante una transvolata sull’ Oceano Pacifico.

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