Beverly Hills Cop 3: recensione

beverly_hills_cop_iiiA Detroit l’omicidio del capo dell’agente Axel Foley (Eddie Murphy) mette il poliziotto sulle tracce del presunto mandante, tracce che porteranno il detective direttamente a Los Angeles, dove Foley ritroverà il vecchio amico e collega Billy  Rosewood ( Judge Reinhold).

Arrivato nella città degli angeli gli indizi raccolti conducono dritto dritto ad Ellis Dewald (Timothy Carhart), bieco capo della sicurezza di Wonder World, un parco di divertimenti, che però rifiuta di essere interrogato incuriosendo ancor di più lo zelante detective.

Dewald respingerà più di qualche incursione di Foley nel parco, e quest’ultimo conosciuta un’addetta al parco, la bella Janice, si farà aiutare ad entrare in una zona ancora in costruzione che ospiterà l’attrazione de La foresta incantata, qui Foley scoprirà la vera attività di Dewald e soci.

Beverly Hills Cop 2: recensione

beverlyhillscop2Una serie di spettacolari rapine avvengono nelle lussuose gioiellerie di Beverly Hills, dopo aver terrorizzato gli astanti e fatto piazza pulita, quella che sembra il capo della banda, un’attraente donna bionda, lascia alcune lettere dell’alfabeto a firma del colpo.

Sulle tracce della banda c’è un uno zelante tenente della polizia di Los Angeles, Andrew Bogomil (Ronny Cox), che sembra aver trovato alcuni indizi importanti e rivelatori sulle reali intenzioni della banda dell’alfabeto, ma viene ferito gravemente durante un’imboscata.

I due agenti Taggart (John Ashton) e Rosewood (Judge Reinhold), amici e colleghi di Bogomil, chiedono aiuto ad una loro vecchia conoscenza, Axel Foley (Eddie Murphy), Poliziotto di Detroit  che un anno prima li aveva aiutati a sventare i piani di un trafficate di droga e valuta falsa. Sarà Foley anche questa volta ad occuparsi non ufficialmente del caso.

I bruttissimi: Beverly Hills Cop III

Oggi per i bruttissimi parleremo del deludente terzo capitolo di una delle serie più divertenti degli anni ’80, comedy, poliziesco ed action in un frizzante mix che all’epoca del primo capitolo sbancò i botteghini e fece diventare Eddie Murphy una vera star.

Ancora oggi il primo capitolo della serie, Un piedipiatti a Beverly Hills, diverte e coinvolge, un film che imbriglia il talento eccessivo e irriverente di Eddie Murphy e lo inserisce in un contesto perfetto con un personaggio a misura, Tony Scott tre anni dopo con il suo cinema patinato e action darà vita d un sequel coi fiocchi, colonna sonora, interpreti perfetti e una storia da guardare tutta d’un fiato, poi il 1994 e la serie ha il suo Rocky V, il capitolo da dimenticare, un edulcorato, giocattolone a meta tra una comedy per famiglie ed una puntata de La signora in giallo.