Immagina che: recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 9

Evan (Eddie Murphy) è un uomo d’affari completamente assorbito dal proprio lavoro, e inesorabilmente fuori sintonia con il mondo colorato e fantasioso della figlia di sette anni con la quale non riesce ad avere alcun rapporto, incapace com’è di capire le esigenze della piccola.

Fino a che gli affari vanno bene Evan si rifiuta di guardare in faccia la realtà, ma quando la fortuna e gli affari cominciano a remargli contro iniziano i primi dubbi e le prime avvisaglie di un inconsapevole disagio.

Così comincerà per padre e figlia un rapporto tutto nuovo da costruire, e provate ad immaginare la sorpresa di Evan quando si accorgerà che gli amici immaginari con cui dialoga la sua bambina hanno il potere di rilanciarne la carriera in declino…

Family-movie a tutto tondo per Eddie Murphy che fiutando l’affare confeziona un film semplice semplice che fa il verso al ricco e fortunato filone dei Padri distratti che ha visto primeggiare negi ultimi anni l’avvocato Jim Carrey di Bugiardo,  Bugiardo o il roccioso campione di football e neo-papà Dwayne Johnson nel disneyano Cambio di gioco.

Dopo una serie di pellicole non proprio memorabili ed il recente Piacere Dave, la scelta di questa comedy dal sapore disneyano sembra l’ennesimo tentativo di evitare di finire direttamente sugli scaffali delle videoteche come successo a suo tempo al collega Robin Williams.

Immagina che non aggiunge o toglie nulla al genere cui si ispira, scorre tranquillo senza guizzi di sorta, con una serie di  stereotipate sequenze concepite ad hoc per intrattenere grandi e piccini, la verve aggressiva e sboccata del piedipiatti a Beverly Hills e dei suoi famigerati One man show teatrali a base di caustici doppisensi e battutacce misogine, sembrano ormai un lontano ricordo.

Murphy indossa con disinvoltura la divisa dell’eroe hollywoodiano per famiglie e sfoggia la sua caratteristica risata per regalarci una simpatica e leggera comedy per famiglie senza pretesa alcuna, ma sicuramente superiore ad alcuni suoi ultimi lavori.

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