Tower Heist, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

Josh Kovacs (Ben Stiller) è il manager di un lussuoso grattacielo di New York noto come La Torre. L’inquilino più in vista dell’edificio è il ricco uomo d’affari Arthur Shaw (Alan Alda), che ha un ottimo rapporto con Kovacs e tutto il personale che lavora  nell’edificio, tanto buono che i dipendenti hanno affidato a Shaw i risparmi dei loro fondi pensione per investirli, inconsapevoli che l’uomo d’affari è in realtà un truffatore d’alto bordo e che verrà presto beccato dall’FBI con le mani nel sacco mentre tenta di darsi alla fuga. All’infido Shaw, accusato di aver allestito quello che in gergo si chiama uno Schema Ponzi, verranno concessi gli arresti domiciliari nel suo attico fino al termine dell’inchiesta. Nel frattempo Lester (Stephen Henderson), l’anziano portiere dell’edificio prossimo alla pensione tenta il suicidio, ma salvato in extremis confesserà che Shaw gli ha rubato ogni risparmio lasciandolo sul lastrico e senza nessuna fonte di sostentamento.

Kovacs allora decide di andare direttamente da Shaw in compagnia del cognato e nuovo portiere Charlie Gibbs (Casey Affleck) e di Enrique Dev’reaux (Michael Pena), un altro dipendente della Torre. Quando però Josh si troverà di fronte al truffatore la rabbia prenderà il sopravvento e dopo essersi sfogato su una lussuosa fuoriserie del truffaldino manager lui, Charlie ed Enrique verranno licenziati in tronco. In seguito sarà in un bar davanti ad un drink che Josh apprenderà dall’agente dell’FBI Claire Denham (Tea Leoni), responsabile dell’arresto di Shaw che il truffatore nasconde mel suo appartamento un cospicuo malloppo da milioni di dollari in contanti.

Josh raccoglierà così un suggerimento dell’agente Denham dettato dai fumi dell’alcol e deciderà di organizzare una vera e propia rapina ai danni di Shaw e per farlo recluterà una squadra composta da truffati e disperati che riunisce Charlie, Enrique ed il signor Fitzhugh (Matthew Broderick), un ex-broker di Wall Street caduto in disgrazia, sfrattato dalla Torre e fresco di divorzio, ma vista l’inesperienza del gruppo Kovacs deciderà di chiedere anche il supporto e la consulenza di Slide (Eddie Murphy) una sua vecchia conoscenza e ladruncolo di mezza tacca.

Il regista Brett Ratner dopo una puntatina a Parigi per il terzo capitolo del franchise action-comedy-poliziesco Rush Hour con Jackie Chan e Chris Tucker torna nella Grande Mela e con Tower Heist-Colpo ad alto livello allestisce un godibile heist-movie a tinte comedy, potendo fruire di un nutrito cast di talenti noti, che oltre ad avere come leader Ben Stiller supportato da un ritrovato Eddie Murphy in gran forma, vede anche il ritorno di Matthew Broderick e la partecipazione della talentuosa Gabourey Sidibe fresca di nomination aglli Oscar per il pluripremaito Precious.

Nonostante la laboriosità del colpo inscenato che ad un certo punto perde troppo di verosimiglianza, i cosiddetti film con rapina richiedono sempre una certa credibilità di fondo per funzionare, il cast sopperisce con efficacia lavorando in perfetta simbiosi, Murphy rispolvera la sua vis comedy meno addomesticata e appannata da anni di troppi family-movies e insieme a Stiller stabilisce un’ottimo feeling dando al film uno sprint notevole e un tono oltremodo brillante, a cui si aggiuge l’affidabile regia del veterano Ratner che sa esattamente cosa vuole il pubblico e che preferisce sfruttare l’attualissima tematica degli investimenti-truffa come semplice innesco narrativo, lasciando che l’intrattenimento tout-court prenda presto il sopravvento e in questo particolare caso la scelta risulta piuttosto azzeccata e funzionale.

Nelle sale a partire dal 25 novembre 2011

Note di produzione: l’idea nel film è di Eddie Murphy, che è anche co-produttore del progetto e nasce nel 2005 con un cast all-black che all’epoca avrebbe dovuto includere Chris Tucker, Kevin Hart, Dave Chapelle, Tracy Morgan e Martin Lawrence.

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