Jim Carrey: cuore di clown

di Pietro Ferraro 20

Vulcanico e irriverente, Jim Carrey è una creatura partorita dal cinema e dalla televisione, come il folle e disturbato uomo del cavo de il rompiscatole, è nato tra i miti della comicità slapstick come Jerry Lewis e nutrito a pane e imitazioni, ma il suo non è stato un percorso semplice, la lunga gavetta ne ha fatto l’attore completo che è oggi, un attore che tra dramma, thriller e commedia strabilia per professionalità ed istrionico talento.

James Eugene Redmond Carrey nasce a Newmarket (Canada), il 17 gennaio 1962, da kathleen casalinga e Percy, contabile con l’hobby della musica, cresce con tre fratelli più grandi, John, Patricia e Rita.

La carriera scolastica è un disastro, tra imitazioni di professori e compagni di classe e lezioni seguite a malapena, il giovane Carrey si ritrova a frequentare i corsi teatrali della sua scuola dove sembra trovare il giusto sfogo alla sua indomabile irrequietezza adolescenziale.

Purtroppo la famiglia Carrey si ritrova in grosse difficoltà economiche che li porteranno a trasferirsi nei sobborghi di Toronto, dove Jim dovrà freuentare la scuola e lavorare durante i pomeriggi per raccimolare qualche soldo, la situazione si farà talmente critica da costringere la famiglia a dormire in un furgone.

L’attore lascia la scuola a sedici anni per esibirsi come comico ed imitatore in vari locali, nel 1979 si traferisce a Los Angeles per lavorare nello show Comedystore, poi tenta la carta della tv, con un’audizione per il Saturday Night Live, è il 1981, ma la sua performance non piace, finalmente il primo film, Una vacanza fuori di testa (1983), poi il teen-horror Se ti mordo…sei mio! (1985), il fantastico Peggie Sue si è sposata (1986) di Francis Ford Coppola per poi tentare la carta del thriller con il quinto capitolo della saga dell’Ispettore Callaghan, Scommessa con la morte (1988).

I fratelli Wayans, dei quali Carrey è  amico di vecchia data, lo vogliono nel demenziale Le ragazze della Terra sono facili (1989), ancora accanto a Clint Eastwood nell’avventuroso Pink Cadillac (1989), per poi approdare al suo personaggio più famoso, Ace Ventura: l’acchiappanimali (1994), sorta di cartoon in carne ed ossa completamente fuori di testa che darà a Carrey fama planetaria.

Con il folle acchiappanimali inizia l’ascesa del nuovo Jerry Lewis, lo vedremo accanto a Jeff Daniels nel folle Scemo & + scemo (1994), indosserà maschera e tutina verde, prima per The mask (1994) e poi per Batman forever (1995), infine tornerà a vestire i panni di Ace Ventura nell’esilarante sequel Ace Ventura: missione Africa (1995).

Gli anni ’90 si concluderanno con la sottovalutata pellicola Il rompiscatole (1996) accanto Matthew Broderick, la divertente commedia Bugiardo, bugiardo (1997), lo stupendo e sorprendente The Truman show (1998), e l’omaggio ad uno dei comici più intelligenti e spiazzanti dell’ultimo ventennio, l’Andy Kaufman di Man on the Moon (1999).

Gli ultimi dieci anni sono all’insegna del successo per questo stakanovista della risata, lo vogliono i caustici fratelli Farrelly per il poliziotto psicotico e borderline di Io, me e Irene (2000), cercherà di distruggere il Natale nei panni del perfido Grinch (2000), smemorato in cerca di se stesso in The Majestic (2001), e sostituto pasticcione di Dio nel blockbuster Una settimana da Dio (2003), sarà avido, malvagio e moltiplicato nella fiaba dark Lemony Snicket: una serie di sfortunati eventi (2003), per poi stupirci e commuoverci nella surreale commedia Se mi lasci ti cancello (2004).

Nel 2005 rileggerà una commedia classica nel remake Dick e Jane: operazione furto accanto a Tea Leoni, poi il salto, con il cupissimo thriller numerologico The number 23 (2007), scelta coraggiosa, non premiata dal pubblico, un Carrey sull’orlo della follia per un film troppo prevedibile.

In arrivo a gennaio 2009 sugli schermi italiani Yes Man, commedia classica che permette a Carrey di sfoggiare tutto il suo repetorio per un one man show dai prevedibili e stratosferici incassi.

Nuovi progetti in arrivo per l’attore che sarà protagonista del dickensiano Canto di Natale di Robert Zemeckis, ladro francese in Pierre Pierre, lo vedremo inoltre nella storia vera I love Philip Morris e nella biopic Ripley’s believe it or not!, un anno impegnativo non c’è che dire.

Commenti (20)

  1. Uno dei miei attori preferiti, peccato non sia più doppiato da Tonino Acolla

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