Stephan Elliott: un australiano a Londra

di Pietro Ferraro 1

Regista dal carattere forte e indipendente, che incontra grosse difficoltà ad integrarsi nel meccanismo delle grandi produzioni, meccanismo che tende ad inglobare e serializzare quasi tutte le opere con cui viene a contatto, e grossi danni e conseguenze ne subiscono autori come Elliott che sfornano opere intelligenti e caustiche che entrano in collisione  con la catena di montaggio delle Major, e il risultato di questi scontri sono opere irrimediabilmente snaturate.

Stephan Elliott nasce a Sidney (Australia) il 27 agosto 1964, pluripremiato regista e sceneggiatore dalla spiccata personalità, negli anni ’80 si occupa di tv sotto varie vesti, da attore a regista di seconda unità, esordisce nel cinema dirigendo il suo primo lungometraggio Scherzi maligni nel 1993, intelligente e divertente mix di crime-movie e commedia con un luciferino Phil Collins truffaldino agente assicurativo.

Scherzi maligni non piace ai produttori australiani che arbitrariamente ne stravolgono il montaggio facendo infuriare il regista che in un momento d’ira ne brucia la copia originale.

Nel 1994, il suo più grande successo internazionale, un road movie en travesti, Priscilla: la regina del deserto, melanconica e surreale tournèe di un gruppo di Drag queen, tra musica e splendidi abiti, pioggia di premi e nomination in giro per il mondo compreso un Oscar per i costumi.

Nel 1999, gira l’anomalo thriller The eye: lo sguardo con Ewan McGregor e Ashley Judd, buone le atmosfere, meno il risultato finale. Nel 2004 un grave incidente sugli sci lo costringe a sette mesi di ospedale,  che il regista utilizza per lavorare ad un ambizioso progetto multimediale che lo vedrà collaborare con il famoso musicista e compositore Fred Nassiri.

Un matrimonio all’inglese è la sua ultima fatica, nei cinema italiani a Gennaio 2009, protagonisti Colin Firth e Jessica Biel, questa pellicola è il terzo rifacimento di una pièce teatrale già adattata per il grande schermo da Alfred Hitchcock.

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