Ari Folman: i tragici colori della guerra

di Pietro Ferraro 4

Regista di origine israeliana, Ari Folman nasce ad Haifa nel 1962, ex-soldato dell’esercito israeliano vive in prima persona la guerra e le sue infinte contraddizioni e ne tratteggia le sfumature e la devastanti conseguenze in tutte le sue opere.

Artista poliedrico, attore, regista e sceneggiatore, si cimenta anche nella musica componendo svariate colonne sonore per serie tv e per alcuni dei suoi film come Made in Israel (2001).

Come molti suoi colleghi, anche folman si fa le ossa nelle produzioni televisive come sceneggiatore, ma l’esordio dietro la macchina da presa risale al 1996 con il film Clara Hakedosha storia di una giovane ragazza russa che arriva in una piccola città israeliana, dove scopre di avere dei poteri paranormali, il film vince sei Ofir Awards, gli Oscar israeliani, e diventa un grande successo in patria.

Nel 2001 è la volta di Made in Israel, bizzarra pellicola che alterna commedia e dramma e racconta le vicissitudini della consegna al governo israeliano di Egon Shultz ottantaduenne ufficiale nazista, ultimo criminale di guerra latitante.

Nel 2008 Folman affronta il dramma vissuto da soldato in Valzer con Bashir, documentario animato, in cui il regista viaggia nei ricordi, alla ricerca di una verità sepolta nella memoria.

Questo suo ultimo lavoro, nei cinema italiani a Gennaio 2009, racconta con immagini surreali, ma incredibilmente coinvolgenti, il tragico episodio del massacro di Shabar e Shatila avvenuto nel 1982 e di cui lo stesso Folman fu testimone.

Il titolo Valzer con Bashir si riferisce ad un soldato che danza e spara raffiche di mitra sotto un poster raffigurante Bashir Germayel politico libanese ucciso nel 1982,  il film ha partecipato, riscuotendo ampi consensi di critica e pubblico al 61° Festival di Cannes.

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