Waltz with Bashir: Tra cinema, animazione e documentario

di Pietro Ferraro 1

Due amici in un bar, ricordi di guerra e incubi ricorrenti, il regista Ari folman cerca memorie perdute, ricordi della guerra in libano vissuta, ma dimenticata, 25 anni sono passati da quei tristi e terribili giorni, ma i ricordi sono flebili e sepolti.

Così Ari decide di iniziare un viaggio a ritroso attraverso i ricordi altrui per risvegliare i propri, e tra interviste a ex-commilitoni e giornalisti i frammenti si riuniranno in un puzzle colorato e surreale ma dall’immagine finale agghiacciante.

Waltz with Bashir è un racconto autobiografico che utilizza una curiosa commistione di tecniche e generi cinematografici, il disegno animato tradizionale, quello 3D, la docu-fiction, tra Persepolis e A scanner darkly, un viaggio nei ricordi e nella guerra di notevole impatto sia visivo che emotivo.

Il rischio che si corre con un’operazione del genere e di generare un ibrido dai contenuti inconciliabili, ma le immagini viste colpiscono per realismo, e in un film d’animazione non è poca cosa.

Grande apprezzamento dalla critica in tutto il mondo per questa operazione coraggiosa, a dimostrazione che il fumetto e il disegno animato sono e rimangono linguaggi adulti e ficcanti che possono colpire nel segno anche quando trattano temi altri, ma questa è solo una constatazione visti gli illustri precedenti.

Un eccidio e una guerra raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona, così il regista israeliano descrive il suo film, l’uscita italiana, molto attesa, è prevista per Gennaio 2009, distribuisce Lucky red.

Commenti (1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>