La bocca del lupo, Pietro Marcello e la poesia di un cinema altro

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Si è conclusa con la vittoria di una pellicola italiana, la ventisettesima edizione del Torino Film Festival, e come da pronostici è stato La bocca del lupo di Pietro Marcello a conquistarsi l’ambito riconoscimento della rassaegna torinese, un film che racconta la vera storia d’amore tra due ex-detenuti in quel di Genova, l’emigrato Enzo e il travestito Mary, è la prima volta che un film italiano vince il Festival di Torino e Gianni Amelio neo-direttore non nasconde un certo orgoglio per il risultato raggiunto.

A La bocca del lupo è andato anche il premio FIPRESCI, la giuria ha così commentato l’assegnazione:

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Taylor Lautner: licantropi, tv e arti marziali

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Dopo qualche rumors che lo vedeva sostituito per il ruolo del licantropo Jacob Black nientemeno che dal Power Ranger Michael Copon, Lautner si è lanciato in un corso intensivo in palestra che gli ha permesso di tirar su un gran fisico e riacciuffare l’occasione per mostrare il suo talento nel sequel New Moon, con una parte decisamente più corposa del precedente Twilight.

Taylor Daniel Lautner nasce a Grand Rapids in Michigan l’11 febbraio del 1992, l’attore, che tra i suoi discendenti vede anche la tribù di nativi americani Potawatomi, ha un fulgido passato da atleta, tre volte medaglia d’oro di karate, arte marziale che Lautner studia dall’età di sei anni e che a soli tredici lo ha visto in vetta alle classifiche juniores.

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Rob Zombie: horror, metal e anni ’70

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Oggi dedichiamo lo spazio horror a Rob Zombie, regista e musicista classe 1965, conosciuto dai cultori dell’horror estremo per La casa dei 1000 corpi e il sequel la casa del diavolo, ma soprattutto per i due recenti remake/reboot del cult Halloween.

Zombie artisticamente nasce come musicista e frontman degli White Zombie, gruppo alternative metal scioltosi nel 1998, anno che ha visto Zombie intraprendere  la carriera di solista sfornando tre album.

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Giorgio Diritti, cuore d’autore

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Il suo L’uomo che verrà ha emozionato e coinvolto la platea del Festival di Roma 2009, conquistando il podio d’onore con il Marc’Aurelio d’argento della giuria e convinto il pubblico che l’ha eletto miglior film dell’evento capitolino.

L’uomo che verrà scava nel doloroso passato della seconda guerra mondiale, risveglia la memoria collettiva attraverso gli occhi di una bambina di otto anni che vivrà l’eccido di Marzabotto, una delle stragi più cruente perpetrate ai danni di civili da parte delle truppe naziste.

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Nicolo Donato: fotografia, moda e nazisti gay

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Bisogna dire che esordire con un’opera prima che parla di gay fieramente nazisti con tutte le contraddizioni e le nevrosi annesse, e presentarlo in una prestigiosa vetrina come quella del Festival di Roma, dimostra un indubbio coraggio da parte del regista Nicolo Donato, cineasta italo-danese classe 1974 con alle spalle studi artistici, fotografia, moda e cortometraggi.

Nicolo donato nasce a Copenaghen, nel 2001 frequenta il Copenaghen Media School Rampen dove approfondisce il suo background studiando arte e fotografia, nel 2002  il futuro regista scopre un’nclinazione per l’immagine in movimento grazie a due video promozionali girati per un’agenzia di moda.

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Luciano Emmer è morto

Luciano Emmer

E’ morto stamattina al policlinico Gemelli di Roma, all’età di novantuno anni, il regista e sceneggiatore Luciano Emmer.

L’uomo, nato a Milano il 19 gennaio del 1918, è diventato famoso per essere stato il padre di Carosello, ma la sua produzione non si limita solo al campo pubblicitario televisivo (indimenticabili gli spot con protagonisti Walter Chiari, Carlo D’Apporto e Dario Fo), ma riguarda anche il cinema per il quale ha realizzato documentari e lungometraggi.

Tra le sue opere ricordiamo Domenica d’agosto (il suo primo lungometraggio), Parigi è sempre Parigi, Le ragazze di Piazza di Spagna, Terza Liceo, La ragazza in vetrina e, dopo trent’anni lontano dalla macchina da presa, i più recenti Basta! Ci faccio un film, Una lunga lunga lunga notte d’amore, L’acqua … il fuoco, Le fiamme del paradiso e Masolino, cortometraggio d’arte del 2008.

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Patrick Swayze è morto. Addio all’attore di Ghost e Dirty Dancing

Patrick Swayze

E’ morto in California poche ore fa, dopo una lunga battaglia contro il cancro al pancreas, Patrick Swayze. La notizia della morte è stata data dalla sua agente Annett Wolf- L’attoreaveva 57 anni.

L’attore, che tutti ricordano per due interpretazioni in film che rimarranno nella storia del cinema, quella di Johnny Castle, il capo animatore di un villaggio e maestro di ballo in Dirty Dancing e quella dell’agente bancario Sam Wheat che da fantasma fa di tutto per proteggere la moglie in Ghost, nel gennaio del 2008 aveva scoperto di essere malato di cancro e che gli sarebbero rimasti pochi mesi di vita. Grazie alla chemioterapia per alcuni mesi la sua salute è apparsa migliorata, poi, all’inizio del 2009 le sue condizioni si sono ulteriormente peggiorate con il cancro che ha raggiunto il fegato.

Swayze, nato a Huston il 18 agosto del 1952 da madre maestra di danza e padre campione di rodeo, lascia la moglie Lisa Niemi con cui era sposato dal 1975 e che gli è sempre stato a fianco, durante i momenti d’oro e i periodi bui della sua vita (l’attore, prima di ammalarsi, aveva avuto per alcuni anni problemi con l’alcol ma il suicidio della sorella Vicky (per overdose)

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Colin Firth, un inglese dal cuore italiano

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Siamo molto contenti per la Coppa Volpi assegnata ieri durante la cerimonia finale della sessantaseiesima Mostra del Cinema di Venezia, al miglior interprete maschile, l’attore inglese Colin Firth, un attore molto spesso sottovalutato dagli stessi addetti ai lavori, naturalmente parliamo dei registi, che gli affidano parti molto convenzionali e sempre con una spiccata connotazione comedy-romance.

Invece Firth viene dal teatro inglese, ha una solida preparazione, un talento innato per le sfumature ed uno humour tipico dei grandi interpreti made in England, così stavolta è stato un ruolo da outsider, in A single man Firth è un professore gay di letteratura inglese, alla soglia dei cinquant’anni incapace di ricominciare a vivere dopo un evento luttuoso che ne ha sconvolto la vita, a premiarne l’indiscutibile talento e versatilità.

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Lebanon, un Leone d’oro contro la guerra

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Ieri come da copione il Leone d’oro della sessantaseiesima Mostra del Cinema di Venezia se lo sono giocato sul filo di lana l’austriaco Lourdes e l’israeliano Lebanon, con la vittoria di quest’ultimo e grande commozione per un atipico e intimista war-movie contro la guerra come principio assoluto.

Dedico questo premio alle migliaia di persone nel mondo che tornano dalla guerra come me sani e salvi. Si sposano, hanno figli ma dentro i ricordi rimangono stampati nel cuoreringrazio il cast e il produttore –ha aggiunto il regista– Questo magico feeling sullo schermo ha fatto del nostro film un film unico. Viva l’arte del cinema, viva la Biennale, viva Venezia!

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Ksenia Rappoport, dalla Russia con amore

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Ksenia Rappoport è stata una delle sorprese della sessantaseiesima Mostra del Cinema  di Venezia, tutti erano ormai certi che la CoppaVolpi alla miglior interprete femminile, sarebbe andata all’attrice Margherita Buy per l’intenso ritratto di una mamma quarantenne ne Lo spazio bianco di Francesca Comencini, e invece la bellissima e intensa attrice di origini russe, grazie alla sua tormentata Sonia ne La doppia ora dell’esordiente Giuseppe Capotondi, si è aggiudicata l’ambito riconoscimento.

Mi sento come se stessi volando con un paracadute, ringrazio Muller (direttore artistico del festival ndr) per aver scelto questa opera prima per il concorso, ringrazio gli sceneggiatori che mi hanno regalato quaesto ruolo straordinario e il mio fantastico partner nel film Filippo Timi.Voglio dedicare questo premio al regista Giuseppe capotondi. Spero che quando Capotondi un giorno ritirerà il suo Leone d’oro, io possa far parte del cast del suo film.

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John Quade è morto: aveva 71 anni

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E’ morto nella sua casa di Rosamond in California, all’età di settantuno anni, l’attore e caratterista statunitense John Quade. A dare la notizia del suo decesso, avvenuto per cause naturali, è stata la moglie Gwen Saunders.

Quade, nato a Kansas City il primo aprile del 1938, è noto agli appassionati di cinema per aver interpretato numerosi ruoli da duro, grazie alla sua inconfondibile espressione da cattivo, specie nelle pellicole di Clint Eastwood, come Filo da torcere (Chola, il leader di una gang di motociclisti), Lo straniero senza nome, Il texano dagli occhi di ghiaccio, Fai come ti pare.

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Budd Schulberg è morto

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E’ morto il 5 agosto all’età di 95 anni a Long Island a New York, lo sceneggiatore Budd Schulberg: l’uomo, dopo essersi sentito male è stato subito trasportato all’ospedale, ma non c’è stato niente da fare.

Budd, figlio del produttore della Paramount B. P. Schulberg, quattro volte sposato (l’ultima volta con Betsy Ann Langmann, con cui viveva da oltre trent’anni) e padre di cinque figli, pur essendo stato un buon giornalista sportivo (si occupava di Boxe), un documentarista di guerra, è passato alla storia come sceneggiatore, grazie all’Oscar vinto nel 1955 per la miglior sceneggiatura originale per il film Fronte del Porto con Marlon Brando.

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John Hughes è morto

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E’ morto ieri a New York a causa di un improvviso infarto, all’età di cinquantanove anni, il regista e sceneggiatore (e produttore) John Hughes, noto negli anni ottanta e novanta per essere stato uno dei principali creatori di commedie per famiglie.

L’uomo, nato il 18 febbraio del 1950 a Lansing in Michigan (Stati Uniti), ha diretto film come Un compleanno da ricordare – Sixteen Candles (il suo debutto alla regia cinematografica, che avviene dopo aver lavorato come sceneggiatore in tv e al cinema), Bella in rosa, Breakfast Club, La donna esplosiva, Un biglietto in due, Io e zio Buck e La tenera canaglia.

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Brenda Joyce è morta

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E’ morta il 4 luglio, ma è stata data notizia solo ieri, all’età di 92 anni Brenda Joyce, l’attrice americana nota per aver interpretato Jane in cinque film di Tarzan, insieme a Johnny Weismuller e Lex Barker.

Betty Graffina Leabo (questo il suo vero nome), nata nel Missouri nel 1917, aveva interpretato numerosi B-Movie negli anni 40, ma era diventata famosa quando, nel 1945, aveva interpretato Tarzan e le amazzoni.

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