Colin Firth, un inglese dal cuore italiano

di Pietro Ferraro 5

Siamo molto contenti per la Coppa Volpi assegnata ieri durante la cerimonia finale della sessantaseiesima Mostra del Cinema di Venezia, al miglior interprete maschile, l’attore inglese Colin Firth, un attore molto spesso sottovalutato dagli stessi addetti ai lavori, naturalmente parliamo dei registi, che gli affidano parti molto convenzionali e sempre con una spiccata connotazione comedy-romance.

Invece Firth viene dal teatro inglese, ha una solida preparazione, un talento innato per le sfumature ed uno humour tipico dei grandi interpreti made in England, così stavolta è stato un ruolo da outsider, in A single man Firth è un professore gay di letteratura inglese, alla soglia dei cinquant’anni incapace di ricominciare a vivere dopo un evento luttuoso che ne ha sconvolto la vita, a premiarne l’indiscutibile talento e versatilità.

Stare qui con questo premio in questo paese è l’onore più grande della mia vita. -ha dichiarato Firth visibilmente commosso- Questo paese mi ha inondato di regali negli anni. Mi ha dato, oltre alla cultura, la letteratura, il grande cinema, l’arte, la cucina, i vini e la grappa -ha aggiunto l’attore tra gli applausi e le risate della Sala Grande del Palazzo del Cinema del Lido- anche una moglie bellissima e due bambini meravigliosi.

Sono qui -ha aggiunto- per il regalo che mi ha fatto Tom ford. Mi ha dato la sua fiducia, non come accordo professionale: lui aveva qualcosa di personale e prezioso per lui e l’ha messa nella mie mani ed è diventata personale e preziosa anche per me, Tom è uno dei registi migliori con cui ho lavorato, un vero artista. Dedico questo premio a lui e alla mia bellissima moglie che mi ispira, mi ama e mi sopporta da 15 anni, tollerando questi strani ruoli, questi mariti diversi con cui vive.

Il film girato dallo stilista statunitesneTom Ford, che esordisce dietro la macchina da presa con lo stile di un veterano, oltre ad essere un dramma che parla della solitudine e di una difficile elaborazione del lutto, mette in risalto anche i problemi pratici legati al riconoscimento legale dei rapporti gay.

Il settore della moda è bellissimo, ma molto volatile-afferma il regista-Il cinema invece è qualcosa che dura nel tempo, rimane per sempre. Se sei un designer, uno che crea le cose, il cinema quindi è il massimo, perchè ti permette di dar vita a persone, al loro modo di muoversi e parlare. E’ espressione pura, la cosa più artistica che abbia mai fatto. La moda è molto più commerciale.

MONOGRAFIA COLIN FIRTH (clicca per leggere la biografia completa)

A SINGLE MAN

Los Angeles 1962, George Falconer è un compassato professore di letteratura inglese, un cinquantenne gay che ha perso in un incidente il suo compagno con cui conviveva da sedici anni, nella mente dell’uomo si fanno strada pensieri suicidi, ad aiutarlo nel difficile momento una vecchia amica, ed uno studente gentile e sensibile alla crisi del suo professore.


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