Oscar 2011, gli snobbati dall’Academy

di Pietro Ferraro 1

Ieri dopo una lunga lista di papabili e il consueto toto-candidature pre-cerimonia sono state rilasciate tutte le nomination ufficiali agli Oscar 2011, che seguono come consuetudine gran parte del percorso intrapreso dai precedenti Golden Globe con qualche interessante variazione sul tema per quanto riguarda la categoria Miglior film, che oltre a raggiungere quota dieci nomination recupera l’imperdonabile mancata candidatura ai Globe dell’indipendente Winter’s bone e regala al sorprendente Toy Story 3-La grande fuga la doppia nomination come miglior film e miglior cartoon.

Vediamo ora nelle categorie principali chi resta fuori in toto o in parte dalla corsa alla prestigiosa statuetta, iniziamo con Inception che nonostante le 8 candidature, anche in questo caso come ai Golden Globe non svetta per nomination battuto da Il discorso del re con 12 candidature e affiancato a The Social Network con 8, ma il problema è che anche stavolta Leonardo DiCaprio bissa la delusione dei Golden Globe venendo praticamente ignorato dall’Academy nella corsa come miglior attore protagonista, ricordiamo che l’ultima nomination dell’attore risale al 2007 per Blood Diamond, ma stavolta è in buona compagnia perchè anche Nolan non rientra nella cinquina dei registi dell’anno, delusione in parte lenita per lui dalla nomination per la miglior sceneggiatura originale, ricordiamo che Inception è il primo film scritto da Nolan in solitaria.

Altro snobbato di alto profilo quest’anno è il veterano Clint Eastwood, il suo Hereafter non sembra aver convinto la giuria dell’Academy come peraltro la critica d’oltreoceano su alcun fronte, tranne quello degli spettacolari ed iperrealistici effetti visivi che si sono guadagnati una nomination tecnica, invece se sul lato tecnico l’Alice in Wonderland blockbuster di Tim Burton ha ragranellato tre nomination, miglior scenografia, costumi ed effetti visivi, ne la regia di Burton ne tantomeno lo svanito cappellaio matto di Johnny Depp, che avevano avuto il loro spazio ai Golden Globe con nomination come miglior comedy-musical per Burton e doppia nomination per Depp anche per The Tourist, in questo caso vengono presi in considerazione mancando anche la menzione d’onore.

Proseguiamo con un paio di clamorose sviste come le mancate candidature di Paul Giamatti e Dustin Hoffman per La versione di Barney, un paio di performance che sono andate ben oltre l’effettiva caratura della pellicola, quest’ultima candidata peraltro solo per il miglior make-up e che solo un Golden Globe come miglior attore comedy a Giamatti è riuscito a cogliere e infine la nota dolente delle candidature italiane, l’esclusione per un cavillo da regolamento per il Vincere di Bellocchio e la polemica nata per una prima candidatura de La prima cosa bella di Virzì innescata dal collega Luca Guadagnino in corsa per i Golden Globe con il suo Io sono l’amore, ma escluso dagli Oscar, polemica inutile visto che anche Virzì non è riuscito a superare indenne l’ultima tappa per entrare nella cinquina dei papabili al miglior film straniero lasciando l’Italia in corsa solo grazie ad una nomination per i migliori costumi proprio per il film di Guadagnino.

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