Qualche giorno fa a proposito del debutto alla regia di Angelina Jolie, vi riportavamo il polverone che si era alzato con la notizia che il film dell’attrice, ancora senza titolo aveva per trama una storia d’amore tra una donna musulmana vittima di stupro e il suo violentatore un soldato serbo, trama che certo lasciava un pò perplessi e che alla fine si è rivelata falsa.
La notizia aveva fatto insorgere un movimento per i diritti delle donne abusate creatosi in Bosnia dopo gli stupri di massa avvenuti durante la guerra del ’92, così la Jolie e il produttore bosniaco Edin Sarkjc hanno fatto pervenire subito un copione al ministro della cultura Gavrilo Grahovac, che mercoledì scorso aveva rilasciato dichiarazioni molto dure contro la pellicola oltre a far ritirare i permessi per girare entro i confini bosniaci.









I produttori e i sindacati confederali dello spettacolo sono uniti per richiedere il rinnovo della Tax Credit (credito d’imposta che, nella misura del 15% viene restituito dopo un mese). I sindacati dicono (fonte Il corriere della sera):


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