Iain Softley: L’efficacia del mestiere

di Pietro Ferraro Commenta

Un regista accusato da molti di essere eccessivamente elegante e formale, e di non avere unì’impronta personale ed incisiva a livello visivo, noi preferiamo prnsare a lui come ad un ottimo professionista, fine narratore d’immagini e capace di dirigere con polso gli attori, e non è detto che  un forte istrionismo a livello regisitico, possa sempre aiutare un copione che magari ha solo bisogno di essere raccontato senza l’ausilio di troppi fronzoli stilistici.

My life:

Iain Softley cineasta britannico classe 1958, l’approccio al mondo dello spettacolo è in veste di attore, Softley inizia a recitare in piccoli spettacoli da studente e proseguirà fino alla laurea, è in questi anni che prova a dirigere qualche spettacolo teatrale appassionandosi alla regia, terminati gli studi si fa le ossa in Tv con dei documentari per la BBC, e con alcuni videoclip musicali.

L’esordio nella commedia:

Il primo lungometraggio del regista risale al 1993, è la commedia Backbeat-tutti hanno bisogno d’amore, storia del quinto Beatles, seguito dal frizzante e visivamente intrigante Hackers (1995), e dal letterario Le ali dell’amore (1997) con Helena Bonham Carter.

Tra strani alieni, Voodoo e libri magici:

Nel 2001 gira l’interessante K-Pax con un’istrionico Kevin Spacey presunto alieno in cura dallo psichiatra Jeff Bridges, seguito dal thriller-horror a base di magia nera, fantasmi e Voodoo The skeleton key, con una convincente ed efficace Kate Hudson. dal 20 Febbraio 2009 nelle sale Inkearth-la leggenda di Cuore d’inchiostro, Brendan Fraser alle prese con libri, magia e personaggi fantastici, il film è il debutto del regista nel genere fantasy.

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