
Storia politica e misfatti rigorosamente reali del deputato americano Charlie Wilson (Tom Hanks), la sua passione per donne, alcol e droga, le sue connessioni con il potentato della destra americana, l’approcio creativo alla politica estera, e la sua nonchalance nel maneggiare fondi governativi e intrallazzare amabilmente tra CIA e Congresso.
Sono gli anni’ 80, la Russia imperversa in Afghanistan. i mujaheddin cadono a centinaia sotto il fuoco di fila dei potenti elicotteri da guerra sovietici, l’America sta nel mezzo, è presente, ma senza una vera politica d’intervento o finanziamenti che siano decisivi nel conflitto, ci penserà Wilson a dare una scossa allo scenario afgano grazie alle sue amicizie nell’Agenzia, e al suo potere nel gestire fondi governativi, fornendo finanziamenti ed armamenti che aiuteranno i mujaheddin nella resistenza contro i sovietici.
Bisogna dire che il regista Mike Nichols (Il laureato,Wolf-La belva è fuori) nell’adattare il libro di George Crile Il nemico del mio nemico, fatica non poco a trovare una dimensione in cui raccontare una storia vera che sembra una parodia, e che sfoggia personaggi tanto surreali che avrebbero potuto con un casting poco oculato, estremizzare la messa in scena già farsesca di per sè.
Tom Hanks nasce a Concord (California) il 9 Luglio 1956, nel suo albero genealogico c’è addirittura il presidente degli Stati Uniti Abramo Lincoln, figlio di un cuoco ed un cameriera, dopo il divorzio dei genitori, Hanks cresce con il padre e la sua nuova moglie, le cose sembrano funzionare al meglio ed il ragazzo dopo il diploma si dedica alla recitazione, tra i suoi amici d’infanzia il cantante Bruce Springsteen.



