10 film per augurare buon compleanno a Tom Hanks

Ci ha sempre fatto ridere, piangere, divertire e riflettere. E lo farà ancora. Sempre e solo a suo modo. Il 9 luglio di 57 anni fa, a Concord in California, nasceva Thomas Jeffrey Hanks. Passa alla storia più semplicemente come Tom Hanks. Un attore poliedrico, completo, camaleontico. Speciale. Come la sua infanzia difficile, come il suo destino da Star di un cinema che ‘non fanno più’. Quello fatto di uomini tutto ‘genio e sregolatezza’.

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Philadelphia, recensione

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Andrew Beckett (Tom Hanks) è un brillante avvocato gay di Philadelphia che si ritrova a combattere con la discriminante, inaccettabile per il prestigioso studio legale in cui lavora, dell’essere omosessuale e peggio ancora aver contratto L’AIDS, il che lo rende, sempre secondo i suoi datori di lavoro, di punto in bianco inaffidabile ed inefficiente sul lavoro, e naturalmente senza palesarne le ragioni, in qualche modo un pericolo e un motivo d’imbarazzo per i colleghi e lo studio.

Andrew è un avvocato e sa benissimo che questa potrebbe diventare materia da trattare  in un aula di tribunale, ma è anche consapevole che difficilmente troverà qualche collega disposto a rappresentarlo una volta saputo quale sarà la materia con cui si andrà in aula, mettiamoci poi che la causa dovrebbe portare in aula uno studio legale, insomma ci sarebbero un bel pò di ostacoli per questa sua iniziativa, senza contare il fatto di mettere in piazza e dare in pasto ai media la sua vita privata, e una malattia in costante evoluzione.

Andrew comunque non molla supportato dalla sua amorevole famiglia e dal suo innamoratissimo compagno, e finalmente trova in Joe Miller (Denzel Washington), avvocato afroamericano con qualche problema sia con la malattia che con gli omosessuali, qualcuno dai principi tanto saldi da combattere con i propri pregiudizi  pur di difenderlo.

Tom Hanks: un divo per tutte le stagioni

hanks23Tom Hanks nasce a Concord (California) il 9 Luglio 1956, nel suo albero genealogico c’è addirittura il presidente degli Stati Uniti Abramo Lincoln, figlio di un cuoco ed un cameriera, dopo il divorzio dei genitori, Hanks cresce con il padre e la sua nuova moglie, le cose sembrano funzionare al meglio ed il ragazzo dopo il diploma si dedica alla recitazione, tra i suoi amici d’infanzia il cantante Bruce Springsteen.

L’approccio alla recitazione è in una compagnia teatrale dell’Ohio, poi negli anni ’80 il traferimento a New York con la Riverside Shakespeare Company ed il debutto sul grande schermo con lo slasher di Armand Mastroianni He know you’re alone.

Seguiranno molti ruoli televisivi, piccoli in Love Boat, Happy days, Casa Keaton e da protagonista nella sit-com Henry e Kip. al cinema perso il ruolo da protagonista per Risky Business-fuori i vecchi…i figli ballano! andato a Tom Cruise reciterà  nella comedy fantastica Splash:  una sirena a Manhattan e in Casa dolce Casa? Nel 1988 sfiorerà l’Oscar per la deliziosa comedy Big che ne rivela un lato fanciullesco e coinvolgente.

Jonathan Demme: un filmaker anticonformista

Jonathan Demme, classe 1944, cresce a New York, lavora come sceneggiatore per la Corman factory, vera e propria scuola di sopravvivenza cinematografica, low- budget, tempi ristretti, un certo cinema di serie B che oggi per molti neo-registi di genere rappresenta un punto di riferimento. Il primo film Femmine in gabbia, è il 1974, già traspare l’originalità visiva di Demme che torna dietro la macchina da presa cinque anni dopo con Il segno degli hannan, noir in cui emerge un senso del ritmo notevole che ritroveremo anche nelle opere successive. Che si tratti di commedia, Qualcosa di travolgente, di moderno Western, Fighting mad, o documentario,The agronomist, Demme dimostra una vena anticonvenzionale che prepotentemente sottolinea tutte le sue pellicole.

E’ il 1991, Demme gira quello che sarà negli anni successivi un punto di riferimento cinematografico di genere e l’apice della sua carriera, stiamo parlando del pluripremiato iI silenzio degli innocenti, il cineasta utilizza la macchina da presa per calarsi e calarci nei meandri della parte più oscura dell’animo umano, quella che si ciba delle angosce e della paura e tratteggia due personaggi storici che diventeranno due icone cinematografiche dagli opposti  versanti, la fragile e risoluta Clarice Sterling agente FBI interpretata da Jodie Foster, pensate che la prima scelta di Demme era Meg Ryan!, e la perfetta e ambigua rappresentazione del fascino del male, quell’ Hannibal Lecter interpretato dell’eclettico Anthony Hopkins, ormai leggenda.

Recensione: Rachel sta per sposarsi

Jonathan Demme, autore de Il silenzio degli innocenti che le valse il premio Oscar nel 1992 e di Philadelphia, dopo un periodo di appannamento, ed una presenza a Venezia lo scorso anno con Jimmy Carter Man from Plains, dedicato al tour in Palestina del premio Nobel per la pace americano, sbarca al Lido con una nuova opera in concorso: Rachel getting Married, una finestra aperta sulla famiglia che fatica a comunicare ma cerca a tutti i costi di trovare un’armonia

Quando Kym (Anne Hathaway) fa ritorno nella casa della famiglia Buchmann per il matrimonio di sua sorella Rachel (Rosemarie Dewitt), porta con sé una lunga storia di crisi personali, conflitti familiari e tragedie.

I tanti amici e parenti degli sposi si ritrovano per un weekend di festeggiamenti, musica e amore, ma Kym, giovane donna che cerca di gestire una difficile riabilitazione dalla tossicodipendenza, con le sue battutine taglienti e il suo talento per le scenate esplosive, riesce a catalizzare tutte le tensioni a lungo covate all’interno della famiglia.