Non ti muovere, recensione

di Pietro Ferraro 2

Timoteo (Sergio Castellitto) è un chirurgo che si ritrova in ospedale la figlia quindicenne in fin di vita a causa di un incidente stradale, le ore d’attesa che lo separano dall’esito di un operazione che potrebbe devastarne la vita lo costringe a riflettere sul suo passato, sugli errori commessi, sui segreti celati.

Così tra preghiera e confessione inizia un viaggio a ritroso nel tempo, un fiume in piena di ricordi e sensazioni scatenato dalla vista di Italia (Penelope Cruz), una donna che l’uomo ha conosciuto anni prima e con la quale all’epoca ha instaurato un ambiguo e deviante rapporto nato da una violenza, donna di cui Timoteo finirà per innamorarsi, ma verso la quale prova un forte disagio e senso di colpa che lo porteranno a decidere di lasciarla definitivamente per tornare da Elisa (Claudia Gerini), la sua sin troppo perfetta moglie borghese.

Timoteo si troverà però ad un bivio quando scoprirà che entrambe le donne, moglie e amante aspettano un figlio da lui, un dilemma che dilanierà l’uomo, attratto dalla passionalità di Italia e dal suo essere così diversa dalla moglie con tutta la sua carica di sensualità e i doveri coniugali, di marito e futuro padre di famiglia.

Per la sua opera seconda dietro la macchina da presa, dopo l’esordio di Libero Burro, Sergio Castellitto adatta per lo schermo un romanzo della moglie Margaret Mazzantini con la quale collabora alla sceneggiatura, e anche per questo film  sceglie il ruolo di protagonista, puntando su un casting al femminile particolarmente felice che vede al suo fianco Claudia Gerini e una sorprendente ed intensa Penelope Cruz.

Castellitto dopo aver interpretato un memorabile e luciferino sovrano nel kolossal fantasy Le cronache di Narnia-Il principe Caspian, sembra intenzionato a proseguire un percorso che ritrae una serie di personaggi che viaggiano in ombra, sulla linea dell’ambiguità, padri di famiglia e mariti con un lato oscuro e borderline, nascono  così il Timoteo egoista e violento di Non ti muovere, il Carlo Campanella di Tris di donne e abiti nuziali col tarlo del gioco e una doppia vita e il tormentato padre di Alza la testa con la sua egoistica ossessione verso il figlio, personaggi che permettono all’attore romano di lavorare su diversi piani e con inedite sfumature.

Non ti muovere traspone con intelligenza la sua controparte cartacea, ne adatta la narrazione alle regole del grande schermo senza snaturarne contenuti ed intenti, dopotutto lo script è opera dell’autrice del romanzo, in realtà l’unica  debolezza dell’operazione sta proprio in una storia sin troppo convenzionale e un pò  avara di sorprese, ma questo non toglie a Castellitto la possibilità di confermarsi attore d’altri tempi e alla Cruz di sfoggiare tutto il suo talento caratterizzando uno dei suoi personaggi più riusciti.

Note di produzione: nel cast anche Angela Finocchiaro (Io, loro e Lara) e Marco Giallini (L’odore della notte), nella colonna sonora brani di Vasco Rossi, Nino Buonocore e Toto Cutugno. Castellitto e la Cruz ricevono due David di Donatello come miglior performance maschile e femminile, ricordiamo che la Cruz spagnola recita in italiano con risultati davvero sorprendenti.

Commenti (2)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>