Sergio Castellitto: cuore italiano

di Redazione 11

Sergio Castellitto, versatile ed intenso professionista, è diventato maschera della storia d’Italia attraverso l’interpretazione delle più grandi icone  della nostra storia da Padre Pio ad Enzo Ferrari, sensibile, ma forte, con un cuore da villain, che gli americani hanno subito colto regalandogli una delle interpretazioni più intriganti della sua lunga carriera, il malvagio despota de Le cronache di narnia: il principe Caspian, la sua bravura ha messo in ombra persino gli stupefacenti effetti digitali, che dire magia del talento.

Sergio Castellitto nasce a Roma il 18 Agosto 1953, un lavoro per una società di distribuzione di giornali e poi l’iscrizione all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica, che abbandona per il teatro dove ha inizio la sua lunga gavetta con registi di un certo spessore come Luigi Squarzina ed Enzo Muzi, la scuola del palcoscenico gli permetterà di prepararsi al meglio per affrontare il suo primo ruolo importante, accanto a Marcello Mastroianni ne L’armata ritorna (1983), seguito da Magic Moments (1984) amara riflessione sull’ambizione ed i sogni infranti.

Gli anni ’80 proseguono con la commedia Giovanni Senzapensieri (1985), il drammatico Dolce Assenza (1986),  il corale La famiglia (1987) di Ettore Scola, per terminare il decennio con il francese Le grand bleu (1989) di Luc Besson, la serie tv Cane sciolto (1989) e la commedia di Ricky Tognazzi Piccoli equivoci (1989).

Gli anni ’90, lavorativamente molto intensi, lo vedono al servizio dei Vanzina nel giornalistico e poco coinvolgente Tre colonne in cronaca (1990), il divertente Stasera a casa di Alice (1990) in coppia con Carlo Verdone, lo sperimentale I taràssachi (1990),  in tv con Cane sciolto 2 (1991, poi nell’eccentrico ed eccessivo La carne di Marco Ferreri (1991).

Nel 1991 il monicelliano e poco memorabile Rossini! Rossini!, seguito dal pretenzioso Nessuno (1992) e dal sottovaluato Nero (1992), noir all’taliana dalle atmosfere surreali, tratto da un racconto di Tiziano Sclavi, per poi approdare nel mondo dell’infanzia ne Il grande ocomero (1993), seguito dal poco riuscito Con gli occhi chiusi (1994).

Dopo la biopic televisiva sul ciclismo Il grande Fausto (1995), è fotografo nella sicilia del ’53 per Tornatore ne L’uomo delle stelle (1995), gemello nello strambo Silenzio…si nasce (1995) di  veronesi, lo seguiamo anche nell’intrigante Hotel paura (1995), e ancora in tv con la biopic Don Milani (1997)

Nel 1999 La sua prima regia, Libero Burro, regia acerba e poco incisiva, seguita da L’ultimo bacio (2000) di Muccino e ancora tv con la biopic religiosa Padre Pio (2000), seguita dall’ottimo Concorrenza sleale (2001), Castellitto interpreta un commerciante ebreo alle prese con le leggi razziali durante il periodo fascista,  l’attore recita in coppia con Diego Abatantuono.

Nel 2001 è cuoco innamorato nel culinario Ricette d’Amore, poi tormentato pittore ne L’ora di religione (2003) di Marco Bellocchio, ancora biopic con il ritratto di un grande industriale nel televisivo Enzo Ferrari (2003) e una puntatina in casa Virzì con Caterina va in città (2003).

Finalmente nel 2004 arriva la maturità registica con il drammatico e intenso Non ti muovere, poi in tv con lo sfortunato Maigret (2004), il road-movie d’autore La stella che non c’è (2006) , il rigoroso e visivamente seducente il regista di matrimoni (2006), e l’edificante Fuga per la libertà (2007) di Carlei.

Nel 2008 l’attore veste i panni del malvagio Lord Miraz nel fantasy Le cronache di Narnia: il principe Caspian, poi è giocatore d’azzardo nella commedia Tris di donne e abiti nuziali e dal 23 Gennaio 2009 nelle sale italiane con la commedia di Giovanni Veronesi Italians, truffaldino e intrallazzone italiano all’estero accanto a Riccardo Scamarcio.

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