Stefano Bessoni: il ritorno dell’horror gotico italiano

di Redazione 3

Stefano Bessoni, cineasta classe 1965, forte di un diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma, il regista approda al cinema cimentandosi dal 1990 al 1998 come operatore di ripresa, direttore della fotografia e montatore.

Nel 1995 riceve il prestigioso premio Claudio Pastori, e nel 1998 il VideoFestival di Messina gli dedica una personale, L’occhio del Ciclope. Dal 1998 al 2001 bessoni collabora con uno dei più importanti registi italiani, Pupi Avati che lo vorrà nel team de I cavalieri che fecero l’impresa (2001), qui il suo eclettico talento artistico verrà utilizzato nella stesura degli storyboard e nella realizzazione degli effetti visivi.

Attratto dal mondo fiabesco e dalle atmosfere gotiche, che ritroviamo nei suoi splendidi bozzetti e in opere come il gatto con gli stivali e Appunti di lavoro 97, favole allo specchio e Pinocchio.

Il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari pubblica un suo saggio sulla creazione di un personaggio, dal titolo Attraverso lo specchio, all’interno dell’opera la sceneggiatura ed i bozzetti di un altro suo originale lavoro, I fratelli Grimm e il teatro delle crudeltà.

Dal 2000 Bessoni insegna regia cinematografica e tecniche di elaborazione digitale dell’immagine presso la Nuova Universita del Cinema e della Televisione a Cinecittà, Roma.

Dal 16 gennaio 2009 nelle sale italiane arriva l’ultimo ambizioso lungometraggio del regista, Imago mortis, tra ghost-story e horror gotico, sulla scia del new-horror ispanico di Guillermo Del toro e Bayona, l’intrigante soggetto parla di una fantomatica tecnica fotografica la Thanatografia che permette di riprodurre l’ultima immagine impressa sulla retina prima della morte.

Commenti (3)

  1. Artista dell’immagine? Non scherziamo… Imago Mortis è una ciofeca di dimensioni colossali…

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