Recensione in anteprima: Viaggio al centro della Terra 3D

di Diego Odello 13

Trevor Anderson (Brendan Frazer) geologo di fama internazionale, che tiene lezioni sulla conformazione della Terra e porta avanti gli studi sismici cominciati dal fratello scomparso dieci anni prima, ha due problemi: la sua fondazione, data l’assenza di risultati nell’ultimo periodo rischia di non ricevere più i fondi necessari per rimanere aperta e sua cognata gli sta per affidare, per dieci giorni, Sean (Josh Hutcherson), un ragazzino di tredici anni (che ne dimostra di più) sveglio, ma più interessato alla sua PSP, che alla compagnia dello zio.

Eppure, è proprio lo sveglio ragazzino ad accorgersi, che il display del laboratorio dello zio segnala non le solite tre attività sismiche, ma quattro, l’ultima in Islanda, proprio là dove il padre venne dato per disperso. Giunti sul luogo, i due chiedono aiuto per raggiungere il segnalatore, a Hannah (Anita Briem), un’affascinante guida locale, il cui padre, morto anni prima, era uno scienziato che reputava reali i racconti di Jules Verne, proprio come il loro parente scomparso.

L’indomani, per recuperare il trasmettitore, che può fornire interessanti dati da studiare, Trevor, Hannah e Sean rimangono intrappolati in una grotta, che porta dritta in un mondo nel mondo al centro della Terra, proprio come raccontava il romanzo di Verne.

Viaggio al centro della Terra 3D (Journey to the Center of the Earth) è il primo action-movie realizzato in 3D, diretto dal veterano degli effetti speciali Eric Brevig.

Quando ho visto a settembre il film in Spagna, non pensavo di essere uno dei pochi fortunati a potermi misurare con la nuova tecnologia 3D (in Italia, prima della distribuzione Home Video, il film uscirà solo nelle sale adibite al 3D di cui vi fornisco la lista nel caso non voleste perderlo): pur non avendo una conoscenza tale da potermi permettere di valutare il Fusion System, posso garantirvi che il risultato è sorprendentemente buono, visto che inizialmente mi aspettavo venisse un risultato simile al cinema dinamico di Gardaland (le lunghe corse del carrello all’interno della miniera o gli animali preistorici che in primo piano aprivano le fauci per divorare, mi facevano ricordare sensazioni già provati), ma non mi aspettavo questo livello.

La mia sorpresa è dovuta anche alla storia, la riproposizione in chiave moderna del romanzo di Jules Verne, che intrattiene piacevolmente senza mai farsi prendere troppo sul serio e raccontando un’avventura accattivante in maniera adeguata e alla recitazione dei personaggi, che sembrano avere il ruolo cucito addosso (Brendan Frazer ormai non può che recitare la parte dell’avventuriero, intellettuale a tratti impacciato).

Concludendo: consiglio a tutti coloro che possono di provare a guardare Viaggio al centro della Terra 3D, perché, pur essendo convinto, che nei prossimi anni si faranno passi da giganti, come spettatore si rimane soddisfatti, fosse solo per le ambientazioni fantastiche in tutti i sensi e al buon umore che il film regala.

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