Poliziotti fuori-Due sbirri a piede libero, recensione

di Pietro Ferraro 2

Il veterano e compassato detective Jimmy Monroe (Bruce Willis) e il logorroico, sboccato ed iperattivo partner Paul Hodges (Tracy Morgan) fanno ormai coppia fissa da molti anni, due poliziotti dai metodi poco ortodossi che spesso e volentieri sono fonte d’imbarazzo per il dipartimento di polizia di New York.

Stavolta i due finiscono involontariamente al centro di un losco affare di droga e riciclaggio di denaro, che li porterà a scontrarsi con uno spietato trafficante messicano a capo di una gang e in cerca di una Mercedes rubata, che pare nasconda al suo interno qualcosa di molto importante per il boss, disposto a tutto pur di recuperare la preziosa vettura.

Naturalmente la Mercedes la recupereranno Monroe e Hodges scoprendo che la vettura fa gola a molti malavitosi armati fino ai denti e che nel portabagagli si cela un’inaspettata sorpresa.

Il regista indipendente per antonomasia, quel Kevin Smith che ci ha regalato gioiellini come Clerks e Dogma, si cimenta con la sua prima produzione ad alto budget dopo l’antipasto di Clerks 2 e di conseguenza con tutte le limitazioni ed ingerenze a cui è sottoposta una pellicola mainstream, riuscendo però a mantenere intatta almeno in parte una certa genuinità nei dialoghi e una regia dall’appeal visivo grezzo quanto basta per rendere Poliziotti fuori-Due sbirri a piede libero un’operazione riuscita.

Smith omaggia il filone action-poliziesco anni 80 che dal classico 48 ore con Nick Nolte ed Eddie Murphy, si evolverà nel cosiddetto filone buddy-cop, vedi Arma letale e Danko, che vede solitamente protagonista una coppia di sbirri agli antipodi pronti a risolvere crimini d’alto profilo tra un battibecco e l’altro, aiutati spesso da massicce dosi di fortuna.

Smith non delude, certo non sempre le gag sciorinate a profusione centrano il bersaglio e in più di un’occasione si rischia un’overdose da citazioni, se ne contano a decine per chi vuole divertirsi a scovarle e non si limitano al poliziesco ma spaziano in tutti i classici possibili e immaginabili made in Hollywood.

Anima dell’operazione  un Bruce Willis sornione, divertente e soprattutto divertito, dopotutto il suo John MacClane è un’icona degli action anni’80, e una piacevole scoperta, il vulcanico Tracy Morgan nato dalla fucina di talenti del Saturday Night Live e lanciato dal pluripremiato serial comedy 30 rock, che se pur penalizzato dal doppiaggio sfoggia doti da comico di razza.

Poliziotti fuori-Due Sbirri a piede libero funziona a dovere, sfoggia dialoghi frizzanti, che sfiorano il demenziale senza lasciarsi andare alla parodia pura, infatti location, sparatorie e teppa criminale rendono tutta la messinscena gradevolmente realistica, lo score rigorosamente a tema è affidato ad Harold Faltermeyer, suoi i temi di Top Gun e Un piedipiatti a Beverly Hills ed è proprio alla colonna sonora elettronica del classico con Eddie Murphy che Faltermeyer si ispira per musicare la comedy-action di Smith.

Note di produzione: nel cast nei panni di un ladruncolo esperto di Parkour, lo sport estremo dell’action B13, Sean William Scott lo Steve Stifler della serie American pie, mentre nella colonna sonora torna per l’occasione la voce soul di Patty Labelle (Un piedipiatti a Beverly Hills) con l’inedito Soul Brothers.

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