Arma letale: recensione

di Pietro Ferraro 18

Il poliziotto Martin Riggs (Mel gibson) è un caso borderline, aspirante suicida, vive nel tentativo quotidiano di togliersi la vita lanciandosi negli interventi più pericolosi, affrontando tossici e criminali armati in maniera assolutamente folle, il che lo rende praticamente inadatto a lavorare con chiunque, nessuno vuole fare da compagno ad un poliziotto che ha decisamnte le ore contate.

A Riggs viene affiancato il detective Roger Murtaugh (Danny Glover), prossimo alla pensione, decisamente prudente e con una splendida famiglia da cui tornare la sera, Murtaugh ha il sospetto che il nuovo partner stia simulando per farsi congedare e beccarsi in anticipo la pensione, ma ben presto si rende conto che Riggs e veramente fuori di testa.

I due, all’inizio cane e gatto, diventeranno ben presto grandi amici e sarà la famiglia di Murtaugh che aiuterà a guarire la ferita esistenziale che stava distruggendo la vita del giovane poliziotto, e quando la sua nuova famiglia si troverà in pericolo a causa di una banda di criminali formata da trafficanti di droga e mercenari, Riggs farà quello che sa fare meglio, uccidere.

Primo episodio di una fortunata quadrilogia, sicuramente il migliore, un perfetto mix di action, trhiller e poliziesco, vive del carisma dei due protagonisti e sulle idiosincrasie che affliggono entrambi, l’ironia va di pari passo con l’indole fracassona tipica degli action polizieschi anni ’80, ma qui c’è quel qualcosa in più che trasforma un ottimo e coinvolgente film d’azione in un cult.

Alla regia il veterano Richard Donner, suoi due gioielli come l’avventuroso I Goonies ed il fantasy Ladyhawke, che miscela con intelligenza action e comedy aggiungendovi un cattivissimo Gary Busey nei panni di un mercenario psicopatico ed un cast di contorno fatto di grandi caratteristi che regala ad Arma Letale l’alchimia vincente. Assolutamente da non perdere.

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