Sol levante, recensione

di Redazione 1

Il corpo senza vita di una splendida donna giace su di un tavolo di una sala conferenze in un edificio, dove risiede la direzione generale di una potente corporation giapponese.

La donna è stata strangolata, quindi dopo l’intervento della polizia, gli uffici della società sono invasi da agenti e membri della scientifica, ma grazie all’influenza di alcuni dirigenti viene tempestivamente chiesto l’intervento nelle indagini di John Connor (Sean Connery), poliziotto rispettato ed apprezzato dai giapponesi perchè esperto e rispettoso della loro cultura e delle loro usanze.

Così all’agente verrà affiancato il detective Web Smith (Wesley Snipes) che dovrà accompagnare Connor nella sua indagine che ha già un sospetto, ma come spesso accade le apparenze ingannano, e Connor dovà utilizzare tutta la sua esperienza in entrambi i mondi per sollevare il velo di omertà che protegge l’omicida.

Sol levante è tratto dal romanzo omonimo di Michael Crichton, uno degli scrittori più versatili e cinematografici di sempre, ed in questo caso la parte che nel libro punta l’indice sull’invasione commerciale dei giapponesi negli States viene sfumata in favore del lato investigativo e del thriller.

Il regista Philip Kaufmann,tra i suoi lavori la trasposizione de L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera, nonchè l’intrigante Quills-la penna dello scandalo, qui punta sul convenzionale, la sua regia formale ben si coniuga con il mondo che va a descrivere, quello giapponese che del formale e del convenzionale fa virtù e stile di vita.

Sol levante è un thriller senza eccessi o sbavature e decisamente elegante, anche grazie all’esperienza di Sean Connery, che se da una parte incarna alla perfezione l’anima del film, dall’altra la sua bravura ed un carisma innato mettono inevitabilmente in ombra uno Snipes decisamente sottotono, farà decisamente meglio nel successivo Delitto alla Casa Bianca.

Il film di Kauffmann pur non toccando livelli eccelsi resta un buon thriller investigativo, certo non manca di una certa prevedibilità che per il genere è un peccato mortale, ma come detto la confezione e Sean Connery valgono sicuramente  la visione.

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