Recensione: Agente 007: Si vive solo due volte

di Pietro Ferraro 4

La SPECTRE è di nuovo all’opera, sempre pronta ad ordire complotti contro le superpotenze mondiali ed a servire il caos in cambio di denaro e potere. Stavolta il piano la porta a sequestrare due navicelle spaziali con i rispettivi piloti, una americana l’altra russa, è palese l’intento di minare il già precario equilbrio tra due nazioni sempre sull’orlo di una crisi nucleare.

Il piano funziona, sia l’Unione Sovietica che gli Stati Uniti accusano le nazione rivale del rapimento, e quando la situazione è ormai disperata e all’orizzonte si prefigura un’imminente guerra mondiale, il servizio segreto britannico mette in campo il suo miglior agente, James Bond (Sean Connery) nome in codice 007.

Le tracce lasciate da SPECTRE e dal suo spietato boss Ernst Stavlo Blofeld (Donald Pleasence) portano in Giappone, qui Bond con l’aiuto dei servizi segreti giapponesi e dell’agente Tigre Tanaka (Tetsuro Tamba), tra imboscate e spericolati inseguimenti, scopre che la SPECTRE ha insediato il suo quartier generale in un’isola vulcanica giapponese, organizza così un’incursione e sventa il complotto internazionale, ma Blonfeld riesce a fuggire pronto a riorganizzarsi per un prossimo attacco…

Quinta volta di Connery nel ruolo di bond, l’attore comincia a lamentarsi della serie, non tanto per la qualità di copioni ed episodi bensì per un ruolo che rischia di soffocarne un eventuale sviluppo della carriera, infatti Connery dopo questo film lascerà la serie sostituito nel successivo Agente 007-Al servizio segreto di sua maestà da un legnoso George Lazenby, inespressivo, fuori ruolo e tempestivamente sostituito.

Forse il Bond più fumettoso di sempre, villain da caricatura, effetti speciali sopra le righe, un Giappone irrealistico e romanzato all’estremo, ma tutto questo nell’insieme risulta divertente e coinvolgente proprio perchè al limite del kitsch.

Connery è come al solito perfetto ed autoironico, tutto assume la forma di un fumettone avventuroso in cui il lato spionistico lascia il posto ad un pastiche action-avventuroso che non può non divertire ancora oggi, nonostante i tanti anni trascorsi e questo proprio grazie ad una certa ingenuità che preserva la pellicola dagli inevitabili segni dello scorrere del tempo.

Il regista Lewis Gilbert, tra i suoi titoli la comedy Alfie con Michael Caine e l’intrigante Fantasmi, ghost-story del 1995 con Aidan Quinn, preme l’accelleratore sull’azione coadiuvato da un villain di lusso come Donald Pleacence e caratteristi di rara bravura.  Agente 007-Si vive solo due volte è un avventura imperdibile ed un classico di sempre.

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