Agente 007-Vivi e lascia morire: recensione

di Redazione 3

Tre luoghi, tre agenti in servizio sotto copertura, tre omicidi, il primo tramite un paio di cuffie elettrificate, il secondo durante un finto funerale con l’ausilio di un pugnale decisamente vero, il terzo durante una cerimonia voodoo in cui l’agente subisce le venefiche attenzioni di un serpente.

James Bond (Roger Moore), alias 007, sta investigando tra le braccia di una bella agente italiana quando una telefonata di M (Bernard Lee) lo strappa dal momento romance per catapultarlo in una pericolosissima missione in cui dovrà trovare una connessione tra gli omicidi degli agenti. Le indagini portano il nostro super agente segreto nei Caraibi, sull’isola di Sainte-Monique sulle tracce di un losco diplomatico, tale Mr. Kananga.

Mr. kananga alias Mr. Big (Yaphet Kotto)  è il cattivone di turno, di quelli che hanno un solo pensiero dominare il mondo, il suo piano è di una sempilcità disarmante, invadere gli Stati Uniti con tonnellate di droga che distruggeranno equilibrio ed economia della grande potenza. Bond sventerà il piano di Mr. Big e scagnozzi con l’aiuto di una piccola comitiva di alleati molto determinati tra cui la sacerdotessa e veggente Voodo Solitaire (Jane Seimour).

Prima apparizione di Roger Moore nei panni di Bond, l’ironia è quasi del tutto assente, grosso errore, visto la sconclusionata trama, un villain carismatico ma non troppo  per una puntata che forse si prende troppo su serio, nei film successivi Moore diventerà molto più piacione ed autoironico entrando nell’ottica Conneriana pur non raggiungendone però mai la classe e l’efficacia.

La presenza dietro la macchina da presa di Guy Hamilton, già regista di Missione Goldfinger e Una cascata di diamanti, rende il passaggio al nuovo Bond meno traumatico, Nel cast da segnalare Yaphet kotto/Mr. Kananga che rivedremo qualche anno dopo nel capolavoro fanta-horror Alien e nel ruolo della sacerdotessa Solitaire, LaSignora del west Jane Seymour. Una puntata di transizione non completamente riuscita, ma un accettabile prezzo da pagare per un nuovo e carismatico interprete.

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