Arma letale 2, recensione

di Pietro Ferraro 1

I sergenti del dipartimento di polizia di Los Angeles, Martin Riggs (Mel Gibson) e Roger Murtaugh (Danny Glover), dopo un forsennato inseguimento si ritrovano con il cofano di un’autovettura colmo di Krugerrand d’oro, valuta sudafricana di cui è illegale lo scambio sul territorio americano. La coppia di amici e colleghi scopriranno ben presto di aver pestato i piedi al consolato sudafricano e non ci vorrà molto prima che le leggi sull’immunità diplomatica vengano applicate con tanto di minacce e riassegnazione dei due detective, a cui verrà affidata la protezione di un testimone federale, il logorroico e truffaldino contabile Leo Getz (Joe Pesci). Naturalmente le indagini sul consolato sudafricano legate al traffico di droga e valuta non sono certo finite per Riggs e Murtaugh che proseguiranno ad indagare senza autorizzazione, sfruttando anche l’aiuto della bella Rika van den Haas (Patsy Kensit), segretaria che lavora per l’ambiguo diplomatico Arjen Rudd (Joss Ackland), che farà perdere la testa a Riggs e finirà per mettersi in grossi guai.

Secondo capitolo per la saga action Arma letale che in questo nuovo episodio, come peraltro nel primo, punta ancora su una corposa impronta drammatica che non ritroveremo più così preponderante dal terzo capitolo in poi. Debutto in questo sequel dello spassoso Leo Getz di Joe Pesci che diventerà presenza fissa del franchise e guiderà la serie dal poliziesco alla connotazione action-comedy che segnerà la serie sino alla sua conclusione con il nostalgico Arma letale 4. Per la cantante Patsy Kensit questa sarà la terza prova da attrice dopo il musicale Absolute Beginners e il biografico Don Bosco.

Grazie al ritorno alla regia del veterano Richard Donner il sequel Arma letale 2 resta ancorato al poliziesco autoironico con la strana coppia Glover/Gibson in gran forma e sullo sfondo la denuncia dell’applicazione criminale da parte del governo sudafricano dell’Apartheid, la serie di Donner ha sempre avuto sullo sfondo un fil rouge di un certo spessore a partire dal traffico internazionale di droga del primo capitolo, per passare alle armi da fuoco nel terzo e allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina del quarto.

Note di produzione: in origine il personaggio di Patsy Kensit doveva sopravvivere, ma Donner decise di motivare ulteriormente Riggs nel perseguire i trafficanti di droga sudafricani. La prima stesura dello script di Shane Black con il cambio del finale venne riscritta da Warren Murphy (Il mio nome è Remo Williams) e Jeffrey Boam (Indiana Jones e l’ultima crociata, Lost Boys-Ragazzi perduti). La colonna sonora di Michael Kamen e David Saborn include brani di George Harrison (Cheer Down) ed Eric Clapton (Knockin’ on Heaven’s Door). Con un budget investito di 20 milioni di dollari Arma letale 2 ne incassò worldwide oltre 227.

Commenti (1)

  1. A me è piaciuto, la genialata è stata l’introduzione del mitico Pesci!

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