Maverick, recensione

di Pietro Ferraro 2

Bret Maverick (Mel Gibson) è un abile giocatore di poker professionista che sbarca il lunario tra un saloon e l’altro, spennando qualche cowboy alticcio e rischiando qualche volta di beccarsi un scarica di piombo da qualcuno che non ama perdere, ma Maverick è davvero uno dei migliori giocatori sulla piazza, anzi secondo lui non c’è nessuno che possa batterlo e così per dimostrarlo decide di iscriversi ad un torneo di poker che mette in palio 500.000$ tra i migliori giocatori del West.

Per raccimolare i 25.000$ necessari ad iscriversi al torneo Maverick intraprende un viaggio per ritirare alcuni crediti che ha lasciato in giro, durante il viaggio incontrerà due giocatori diretti come lui al torneo, Angel (Alfred Molina) uno degli avversari più duri da battere e l’artista della truffa Annabelle Bransford (Jodie Foster), nonchè il leggendario sceriffo Zane Cooper (James Garner).

Maverick, Annabelle e Cooper decideranno così di intraprendere il viaggio insieme, lungo il quale ne accadranno di tutti i colori, ma nulla o quasi distoglierà  Maverick dal suo intento di partecipare a quel torneo, vincerlo e diventare il più grande giocatore d’azzardo del West.

Il regista Richard Donner, veterano del cinema di genere torna a lavorare con Mel Gibson dopo la trilogia di Arma Letale e stavolta si cimenta con il western, genere decisamente ostico che sul grande schermo ha avuto fortune alterne con qualche soprendente picco negli anni ’90, senza dubbio motivazione che ha spinto Donner a girare questo film, grazie a successi come Balla coi Lupi di Costner e Gli spietati di Eastwood, per poi in seguito inanellare una serie di flop che hanno messo di fatto il genere definitivamente in pensione.

Donner decide di miscelare due elementi, la familiarità di una serie tv, il film è tratto dall’omonima serie tv anni ’60 con protagonista proprio James Garner e l’elemento comedy che ha fatto la fortuna di tanti nostrani spaghetti-western come il dittico Trinità con la coppia Bud Spencer/Terence Hill.

Il risultato non va oltre il divertente, nessun guizzo particolare ne tantomeno un copione che permettesse, considerando il materiale umano a disposizione, qualche sequenza davvero memorabile.

Maverick oltre a sfoggiare una confezione impeccabile e qualche momento divertente, resta al di sotto delle possibilità che un cast del genere avrebbe potuto fornire, comunque Gibson gigioneggia con gran classe e occhio alla Foster in una inconsueta veste comedy che tratteggia un personaggio tanto spassoso quanto affascinante.

Note di produzione: nel cast oltre a James Garner protragonista della serie tv originale e memorabile detective privato in Agenzia Rockford, anche Danny Glover inseparabile partner di Gibson in Arma Letale cha appare in un cameo nei panni di un rapinatore e qualche guest d’eccezione come il cantante country Johnny Cash e il Corey Feldman de I Goonies, altro film diretto da Donner nell”85.

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