Danko: recensione

di Pietro Ferraro 4

Russia, il capitano della polizia Ivan Danko (Arnold Schwarzenegger) cerca di catturare Viktor Rosta Rostavili (Ed O’Ross), criminale pericoloso e senza scrupoli, il tentativo però fallisce e costa la vita sia al fratello di Rosta, ucciso da Danko, che al compagno di quest’ultimo colpito a morte durante l’inseguimento.

Rosta fugge in America, ma viene arrestato e Danko vola negli States per recuperare il malavitoso, qui incontra il poliziotto Al Ridzik (James Belushi) incaricato insieme al collega di assistere e scortare Danko e il detenuto, ma Rosta con l’aiuto di una gang locale riesce a fuggire.

Danko e Ridzik si mettono sulle tracce dell’evaso, Danko ha recuperato una chiave che sembra molto importante per Viktor, intanto la coppia di poliziottti decide di pedinare Catherine la moglie americana di Viktor, sposata per avere la cittadinanza.

Dopo un’irruzione nell’albergo dove alloggia Danko, Viktor recupera la preziosa chiave e fugge con due complici, ma uno di loro ferito viene arrestato e ucciso in ospedale su ordine del criminale russo cha ha la ferma intenzione di proteggere a qualunque costo un enorme carico di droga in arrivo.

Con l’aiuto della traccia lasciata dalla famigerata chiave, Danko e Ridzik riusciranno a rintracciare Viktor e a chiudere una volta per tutti i conti in sospeso…

Walter Hill è sicuramente uno di quei registi che rappresentano per gli amanti dell’action una vera sicurezza, con alle aspalle titoli cult come I guerrieri ella notte e 48 ore, gioca ancora una volta la carta della strana coppia.

Stavolta Hill invece che sbirro e delinquente unisce la simpatia e la sbruffonaggine di James Belushi con la marmorea espressività di uno Schwarzenegger all’apice del successo che risfodera la maschera del suo Terminator per impersonare il poliziotto sovietico tutto d’un pezzo Ivan Danko.

Il film funziona grazie ad una serie di gag tra i due protagonisti, alla canonica sequela di scazzottate, sparatorie e smargiassate da action che tanto ci piacciono, unite da una discreta ed insolitamente equilibrata sceneggiatura. dello stesso Hill, che sfrutta appieno una serie di situazioni e clichè caratteriali sulla scia del coillega Richard Donner e del suo Arma Letale.

Danko si rivela un buon action con una simpatica coppia di burberi protagonisti che alla fine riescono ad intendersi e a conquistarsi la simpatia dello spettatore, consigliato a prescindere dai gusti e dai generi, un ottimo esempio di action-poliziesco a tinte comedy tipico degli anni ’80.

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