Cannes 2010 Giovedì 20: ieri Mick Jagger e Bellocchio oggi Luchetti e Liman

di Pietro Ferraro Commenta

Ottavo giorno sulla croisette, ieri giornata senza scossoni per il Festival di Cannes, positiva l’anteprima stampa de La nostra vita di Luchetti e un pò di pepe grazie all’americano Blue Valentine, una coppia con matrimonio alla deriva cerca di salvare il salvabile, il film di Derek Cianfrance reduce dal Sundance scodella una corposa serie di trasgressive scene di sesso eplicito che lasciano il segno.

Tra le pellicole che hanno diviso la stampa My Joy del documentarista ucraino Sergei Loznitsa, un camionista si perde nella Russia rurale finendo in uno sperduto villaggio. Il ritmo rarefatto della pellicola non ha convinto tutti, qualcuno accusa il regista di un eccesso di formalità, altri ne sottolineano invece il grande potenziale e il talento visivo eccezionale. My Joy è in assoluto il primo lungometraggio ucraino selezionato per il concorso ufficiale.

Ieri sulla croisette anche qualche guest fuori concorso, Valeria Marini  dopo qualche problemino con la security del red carper di Biutiful, che pare non l’abbia riconosciuta (!), parla della suo nuova veste di produttrice che la vede impegnata con la co-produzione italo-spagnola I want to be a soldier di Christian Molina, la rockstar Mick Jagger accentra l’attenzione e presenta Exile Stones, un documentario che racconta l’isolamento a cui si sono si sono sottoposti gli Stones nel 1970 per incidere l’album Exile to Main Street, e infine Marco Bellocchio, il regista di Vincere giunto sulla croisette per una lezione di cinema, grazie al masterclass organizzato dal festival,  riflette sulla diatriba Bondi-Guzzanti:

Berlusconi è stato eletto dalla maggioranza degli italiani e allora credo che da parte nostra, appurato ormai che gli attacchi frontali e l’invettiva diretta non hanno ottenuto risultati, bisognerebbe cominciare a ragionare sull’Italia in maniera più approfondita.

 Ed ora veniamo al concorso, per la Selezione ufficiale oltre al thriller-politico di Doug Liman Fair Game, intrallazzi internazionali d’alto profilo tra politica, armi di distruzione di massa e la guerra in Iraq con Sean Penn e Naomi Watts, oggi anche la proiezione ufficiale del nostro Daniele Lucchetti e del suo La nostra vita, Lucchetti alla sua quarta presenza alla kermesse francese, per la seconda volta in concorso, racconta una storia di ordinaria periferia con l’accoppiata Raoul Bova/Elio Germano. Il film presentato ieri alla stampa ha riscosso ampi consensi tra applausi e risate.

Concludiamo le proiezioni odierne con la sezione Un certain regard, oggi due le pellicole proiettate il thriller Lights out del francese Fabrice Gobert, inspiegabili scomparse ed omicidi in una piccola cittadina alla periferia di Parigi e Rebecca H (Return to the dogs) di Lodge Kerrigan, co-produzione franco-americana incentrata sulla cantante dei Jefferson Airplanes Grace Slick.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>