The Hurt Locker, recensione

di Pietro Ferraro 1

Iraq 2004, il sergente di prima classe William James (Jeremy Renner), un veterano del campo di battaglia, arriva durante il periodo post-invasione come nuovo leader di una squadra di artificieri e sminatori dell’esercito statunitense, un’unità speciale con un elevatissimo tasso di mortalità (EOD). James è stato chiamato a sostituire il sergente Thompson ucciso in azione a Baghdad da un’improvvisato ordigno esplosivo radio-comandato. Il resto della sua squadra è composta dal sergente J.T. Sanborn (Anthony Mackie) e lo specialista Owen Eldridge (Brian Geraghty). James si farà subito notare per i suoi metodi poco ortodossi nell’approccio agli ordigni, unito ad un atteggiamento spericolato che Sanborn ed Eldridge considerano da subito borderline ed estremamente rischioso, il che farà crescere la tensione all’interno della squadra.

Ben presto la dipendenza da adrenalina di James causerà delle conseguenze che qualcuno dovrà inevitabilmente pagare, ma questo nuovo turno in Iraq per James,  seguito dal suo ritorno a casa ad una vita tra famiglia e routine, lo metteranno di fronte ad una verità incontestabile, la sua conclamata dipendenza dalla guerra e dal suo lavoro di artificiere, un brivido che non potrà mai essere sostituito o sopito da niente e nessuno, neanche dall’affetto dei suoi cari.

Vincitore annunciato in quel di Hollywood, agli Oscar 2010 il film di Kathryn Bigelow surclassa Avatar la corazzata fantascientifica in 3D sbanca-botteghini dell’ex-marito James Cameron e lo fa con un’opera asciutta, realistica e narrativamente solida, con un cast di attori che regalano caratterizzazioni efficaci,  Jeremy Renner in testa perfettamente a suo agio nel ruolo dell’artificiere borderline. Quello che la regista dell’adrenalinico Point Break torna ad esplorare è l’universo maschile e stavolta lo fa attraverso la guerra, ma senza velleità moraleggianti o di pacifismo ad oltranza, ma solo per raccontare la prospettiva alienante di chi la guerra la vive quotidianamente e in questo caso di chi ne diventa in qualche modo dipendente.

The Hurt Locker si rivela un film convincente, capace di profondità ed impatto visivo, sfruttando appieno un’ambientazione a sfondo bellico quanto mai attuale. Lo scenario della  guerra in Iraq nel film resta comunque ai margini in favore dello scavo dei personaggi e di sequenze dove la Bigelow sfoggia il consueto talento visivo e una tecnica di altissimo profilo, dimostrando di aver appreso dall’ex Cameron più di qualche trucco del mestiere.

La citazione: La guerra è come la droga, crea dipendenza… 

Note di produzione: pioggia di premi e riconoscimenti per il film della Bigelow tra questi 8 nomination agli Oscar 2010 e 6 statuette vinte (miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale, miglior montaggio, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro). Nel cast figurano anche Guy Pearce e Ralph Fiennes.

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