La conflittualità tra la propria natura e quello che (forse) ci illudiamo essere il libero arbitrio dà vita, almeno in apparenza, ai momenti di evoluzione e di crescita delle persone. Edward, quando lo vediamo la prima volta, è già cresciuto tanto.
Ha un passto denso, e lo si vede dalla profondità dei suoi occhi, che sembrano sempre cercare di aggiustare pensieri e concezioni, in un tentativo sempiterno di conciliazione tra il mondo suo e quello nostro. La diversità si manifesta in lui in tutto ciò che di buono può creare.
Incontrarlo per la prima volta dà un senso di pace e di cambiamento. Stando accanto a lui si ha la percezione di un’adolescenza invecchieta, non so come potrei spiegarlo altirmenti. Senza conoscere le sue motivazioni profonde rimanda a concetti di Fobia Sociale, sembra di ascoltare l’audio di un disco masterizzato male.
